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La sorte dei messaggi inviati: l’amore “ha i tempi” di WhatsApp

di Vincenzo Sfirro

Un emittente che ignora la sorte del messaggio inviato, vive in una condizione di attesa perenne; nel caso di mancata risposta, infatti, comincerebbe a chiedersi legittimamente, se la sua lettera, fisica o digitale, sia stata ricevuta, ma volontariamente ignorata, o se non sia stata recapitata affatto, non arrivando mai a destinazione.
Nel lavoro “Frammenti di un discorso amoroso”, al capito dedicato, nello specifico, alla lettera d’amore, il filosofo francese R. Barthes dimostra come “essendo desiderio, la lettera d’amore attende la sua risposta; essa ingiunge implicitamente all’altro di rispondere”: non si può sempre scrivere all’altro senza ottenere mai una risposta.
Nelle lettere di eroine (Ov. Her. XV, 217-220) Saffo scrive a Faone, ormai lontano, di inviarle almeno una lettera per informarla sullo stato dei suoi sentimenti: te ne sei andato perché non mi ami più o perché i tuoi doveri erano così grandi che non potevi fare altrimenti? In tal caso io potrei continuare ad aspettare il tuo ritorno, altrimenti salto giù dalla rupe di Leucade. Senza questa importantissima risposta, la poetessa greca non saprebbe come comportarsi: continuare a sperare nel ritorno del proprio amato o cercare fortuna migliore precipitandosi nelle acque del mare sottostante?
Nel caso di corrispondenza a distanza, infatti, qual è la migliore notifica di lettura da parte del destinatario, se non quella di ricevere a propria volta una risposta? Ma, se ciò non avvenisse, allora si piomberebbe, come Saffo o altre eroine innamorate, in uno stato angoscioso di dubbio, perché, ammesso pure il caso che il destinatario non voglia rispondere, almeno non si neghi all’emittente, di sapere se il messaggio è stato recapitato con successo; a questo punto, almeno una risposta si sarebbe capaci di darsela da soli: il destinatario ha ricevuto il messaggio, ma nonostante sia passato del tempo, non ha risposto perché è impegnato o, probabilmente, ha deciso di ignorarlo perché non è interessato.
Ah se la povera Saffo avesse avuto WhatsApp, all’illuminarsi della doppia spunta azzurra avrebbe capito presto che Faone, pur ricevendo, le sue lettere aveva deciso di ignorarla.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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