FILE PICTURE OF FIAT'S HONORARY CHAIRMAN GIOVANNI AGNELLI AND HIS SON EDOARDO

LO STRANO SUICIDIO DI EDOARDO AGNELLI.

di Giovanni Lucifora

La morte del rampollo della più potente famiglia italiana è ancora oggi un mistero, un enigma difficile da risolvere. Primo perché indagare su una dinastia come quella degli Agnelli è cosa improba. Secondo, perché i dati a disposizione non sono sufficienti a suffragare l’ipotesi dell’omicidio. E allora perché parlare di omicidio se la versione ufficiale parla di suicidio?
Edoardo Agnelli ha fatto un volo di 80 metri precipitando dal ponte dell’autostrada Torino-Savona la mattina del 15 novembre del 2000. La sua Croma fu trovata con il motore acceso parcheggiata a un lato della carreggiata priva di alcuna impronta digitale all’interno. Nessuno lo ha visto buttarsi dal viadotto eppure su quel tratto di strada e a quell’ora passano circa otto macchine al minuto.
Edoardo aveva 46 anni e in quel periodo zoppicava quindi aveva bisogno del sostegno di un bastone. Su quel ponte c’era una balaustra abbastanza alta da superare per poi lasciarsi andare nel vuoto, di conseguenza avrebbe dovuto faticosamente arrampicarsi, operazione che avrebbe richiesto almeno un paio di minuti, tempo durante il quale appare strano che non sia transitata nessuna auto.
Ci sono altri punti oscuri nel suicidio di Edoardo Agnelli e sono racchiusi nel libro di Giuseppe Puppo ‘Ottanta metri di mistero’ (ed Koinè) ma c’è anche un documentario della tv iraniana che avvalora fermamente la tesi dell’omicidio. Omicidio sionista per la precisione. E già, perché Edoardo, figlio unico dell’avvocato Agnelli, si sarebbe convertito all’Islam incontrando anche l’Ayatollah Khomeyni capo spirituale negli anni ottanta.
Nell’indagine di Puppo vengono evidenziate altre anomalie come quella delle condizioni del corpo trovato con le bretelle ancora allacciate e le scarpe calzate. Non è chiaro anche cosa Edoardo abbia fatto nelle ultime ore della sua vita e desta perplessità la fretta con la quale il corpo è stato rimosso senza eseguire neanche l’autopsia.
Nell’indagine di Puppo inoltre si citano alcune circostanze accadute alcune settimane prima quando qualcuno cercò di far firmare a Edoardo Agnelli un documento. Un documento attraverso il quale avrebbe rinunciato alla gestione della Fiat in cambio di soldi, molti soldi. Edoardo rifiutò.
Nell’inchiesta della tv iraniana invece viene rivelato che Edoardo convertitosi all’Islam sarebbe stato ucciso per l’eredità. Secondo i giornalisti arabi infatti c’era il timore che l’enorme capitale della Fiat potesse passare in mani ‘sbagliate’, in mani musulmane.
Il documentario si intitola ‘Edoardo Agnelli, martire dell’Islam’ e si trova facilmente su internet. La famiglia Agnelli non ha mai creduto nella conversione di Edoardo ma alcune testimonianze invece rivelano il contrario. Secondo questa tesi dunque, dietro il presunto omicidio del rampollo di casa Agnelli ci sarebbe una mano sionista.
Ad oggi non sappiamo come sono andate le cose, resta però il mistero, un classico quando c’è di mezzo un personaggio famoso. Edoardo però era diverso dagli altri, diverso anche dalla sua stessa famiglia e soprattutto dal padre, l’avvocato Gianni Agnelli. Forse verso di lui provava odio e amore. Edoardo non amava il capitalismo ed era amico dei deboli, come lo era lui stesso, soprattutto durante il periodo della tossicodipendenza che lo portò ad avere problemi con la giustizia in Kenya nel 1990 quando fu trovato in possesso di alcune dosi di eroina. Fu assolto.
Nella sua vita rilasciò poche interviste. In alcune affermò di volersi dedicare allo studio della teologia. In altre non nascondeva la sua simpatia mistica per il marxismo-leninismo. Solidarizzò con alcune manifestazioni religiose e si pose in prima linea contro il nucleare. Con l’azienda di famiglia non ebbe mai un legame vero e la sensazione era che ne prendesse ideologicamente le distanze.
Era un ricco diverso Edoardo. Un ricco che scriveva sempre, dove poteva e come poteva e alla sorella Margherita aveva espresso un suo timore:
‘Papà mi ha parlato di alcuni lavori e di certi progetti dei quali, lo confesso, nel particolare ho capito ben poco. Oppure ho capito troppo bene e ora ho paura di avere inteso una canzone stonata. Lo sai bene che la mia mente vola alta sopra le megalopoli industriali e, osservando con attenzione sotto, vedo poco di buono e tantissimo da trasformare… Vorrei che papà mi stesse vicino per accompagnarmi lungo i primi passi del percorso che, immagino, sarà lungo e assai impegnativo. Mi auguro proprio che questo accada, anche se pensandoci provo un disagio simile alla paura’.
Edoardo Agnelli. No, non era un ricco come gli altri.

Redazione

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