Bilancio Ue, saltato l’accordo: intesa a inizio 2013?

di Federico Cirillo

Termina senza alcuna intesa il vertice straordinario, tenutosi a Bruxelles, dedicato al bilancio europeo 2014 – 2020 e fonti diplomatiche, che hanno riferito del mancato consenso, ai margini del summit affermano di aver affidato al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompy, l’incarico di presentare una nuova bozza di compromesso da discutere in un successivo incontro, presumibilmente a febbraio del nuovo anno.

Un mancato accordo che, però, ‹‹non pregiudica nulla›› secondo le prime dichiarazioni del premier italiano Monti, il quale ha inoltre assicurato che gli incontri di ieri e oggi ‹‹hanno mostrato un sufficiente grado di convergenza potenziale da lasciar supporre che ci sia lapossibilità di un accordo all’inizio del nuovo anno. Dovremo essere in grado – ha spiegato – di colmare le distanze esistenti. L’atmosfera che ha regnato in Consiglio, – ha poi aggiunto – nelle riunioni bilaterali e anche oggi è stata migliore che in altre occasioni. Le riunioni si sono svolte in clima molto sereno e costruttivo con il desiderio di tutti di arrivare in alcune settimane a un accordo. Ci siamo tutti sforzati di capire le ragioni degli altri, tenendo fermi i punti a cui teniamo›› e, soffermandosi anche sulle risorse da destinare al budget, ha continuato affermando che ‹‹pur essendo contribuenti netti, noi saremmo disponibili a un aumento del bilancio, purché si tratti di cose che si giustifichino››.
Nessun taglio netto né un decisivo stop ai negoziati, dunque, ma semplicemente un rinvio all’inizio del nuovo anno, per tentare di giungere ad un’intesa tra i Paesi che vogliono tagliare e quelli che non vogliono che si riduca l’impegno comunitario per la coesione e l’agricoltura; in particolar modo, si cercherà un fronte comune fra il Regno Unito, che da quasi trent’anni beneficia di uno “sconto” ottenuto a suo tempo da Margaret Thatcher sul suo contributo ai conti comunitari, e il resto dell’Unione, con la Germania nell’inedita veste di alleata degli inglesi (“non li voleva isolare”, così il presidente francese Francois Hollande, nel sintetizzare il tutto).
Monti, quindi, pur non nascondendo i chiari-scuri di questa complessa trattativa, lascia Bruxelles tenendo fermi i punti all’attivo di Palazzo Chigi: ‹‹Se le cose si chiudessero oggi, il risultato per l’Italia sarebbe considerevolmente migliore del 2005. Usciamo più rispettati nelle nostre esigenze. – rivendica il Professore che evidenzia infine – ‹‹Non siamo soddisfatti ma le nostre considerazioni stanno trovando grande accoglienza. La coperta e’ corta ma noi non ci sentiamo certo messi in un angolo›› considerando che in ballo c’è il “Quadro finanziario pluriennale” dell’Ue, per il periodo dal 2014 al 2020, il primo dopo l’allargamento a 27 (28 la prossima estate, con l’ingresso della Croazia).

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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