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Italia post Covid: ci sarà una ripresa economica?

La seconda guerra mondiale ha causato decine di milioni di morti e devastanti distruzioni. Alla fine del conflitto c’è stata però una ripresa economica e l’economia ha galoppato per decenni. Non è un caso che i paesi che hanno avuto il maggiore sviluppo industriale nel mondo sono stati proprio quelli che la guerra l’avevano persa: la Germania, il Giappone e l’Italia. 
Per quanto riguarda l’Italia c’è da aggiungere che nel 1945 ,non godeva di rendite di posizione e gli Italiani, hanno fatto di tutto  per migliorarsi. E ciò perché non avevano nulla da perdere.
Dopo il Covid-19 invece la produzione industriale nazionale ormai da tempo è stata spostata altrove e, in aggiunta, la maggiore preoccupazione della gente, non è tanto quella di migliorarsi ma quella di perdere ciò che ha.
Ogni crisi economica non è neutra: lascia sul terreno vittime e produce anche nuovi vincitori.
Le vittime  sono, in primo luogo coloro i quali possiedono quelle attività che non riusciranno a sostenersi finanziariamente per il tempo necessario per la rinormalizzazione delle abitudini.   I giovani  sono infatti occupati e impiegati in attività molto più sensibili agli shock di reddito: secondo l’ILO, quasi il 77% svolge lavori informali in condizioni precarie. In Italia secondo alcune analisi circa il 25,5% degli occupati nelle attività cosiddette “non essenziali” durante il lockdown (turismo e ristorazione), ha un’età compresa tra i 20 e i 29 anni e l’organizzazione internazionale del lavoro ha sottolineato che più di quattro giovani lavoratori su dieci erano impiegati, prima della crisi, in uno dei settori considerati tra i più colpiti dal Covid-19.
Secondo il parere del presidente della Camera di Commercio “tutte le istituzioni coinvolte devono fare la loro parte, perché senza le imprese… e senza una vera ripresa il futuro di tutti resta precario.
Si deve accelerare sull’economia circolare e sostenibile, abbassando i livelli di burocrazia e aumentando quelli di solidarietà”.