Businessman solves the problem of a broken bridge

Diventare imprenditori di successo. Bello, sì, ma che fatica.

Diventare imprenditori di successo. Bello, sì, ma che fatica.
Non esiste imprenditore senza qualche piccolo fallimento.
Storie di tre imprenditori che ce l’hanno fatta, nonostante qualche tiro mancino.

Se state pensando di intraprendere la carriera manageriale, oppure la vostra Startup è già stata avviata, è il caso di dirvi che a volte potrebbe capitarvi di non ricordare le motivazioni iniziali, quelle che vi hanno spinto ad andar verso questa direzione.
Talvolta, questa confusione è dovuta dalla meta offuscata e ancora lontana, e i vostri obiettivi iniziali potrebbero sembrarvi addirittura futili.
Altre volte la negatività compare proprio perché, effettivamente, state vivendo un momento di crisi. Le crisi, piccole o grandi che siano, possono essere degli eventi traumatici. Ebbene, sappiate che a volte proprio grazie ai fallimenti è possibile ripartire, ricostruirsi, e avere successo.
Leggete le storie di questi tre imprenditori che sicuramente conoscerete: Marco Tronchetti Provera, Gianni Agnelli e Steve Jobs; vedrete che la strada per il successo è fatta di alti e bassi.
Marco Tronchetti Provera è attualmente l’AD di Pirelli e il Vice Presidente di MedioBanca. Un imprenditore che ha sempre accettato e superato le sfide con successo, a testa alta. Certo, non parliamo di piccole operazioni né tanto meno di cose che si risolvono nel giro pochi giorni, ma con la tenacia e la determinazione poco a poco si ottengono degli ottimi risultati.
Nel 1992, Leopoldo Pirelli decise di dimettersi dalla presidenza di Pirelli. Il controllo del gruppo milanese passa quindi nelle mani di Provera, che con una ristrutturazione totale dell’azienda riesce a recuperate il reddito andato perduto durante la tentata scalata a Continental, per mano del suocero Leopoldo. Un fallimento che per Tronchetti Provera è un’occasione per migliorare la sua posizione lavorativa.
Nel 2000 il suo nome è su tutti i giornali, ora per un motivo ora per un altro: il matrimonio con Afef Jnifer, i successi di Pirelli e l’entrata nel colosso della telefonia italiana, Telecom Italia.
Insomma, gli aspiranti imprenditori guardano a lui come una sorta di eroe.
Ma anche Telecom Italia al tempo aveva i suoi debiti, le sue difficoltà.
Viene venduta una società facente parte del gruppo Pirelli, il ricavo investito per comprare la partecipazione di controllo in Telecom Italia. Provera non è solo, con lui ci sono la famiglia Benetton e due banche. Con un turnaround finanziario l’indebitamento viene ridotto e il bilancio ripulito. Nel 2006, però, Provera abbandona la presidenza di Telecom Italia a causa di non accordo non andato a buon fine con Rupert Murdoch. Il Governo Prodi si oppone all’internazionalizzazione di Telecom Italia, non riuscendo a percepire nessun interesse per l’Italia.
Attualmente Marco Tronchetti Provera ricopre una lunga lista di ruoli e Pirelli sta per ritornare di nuovo in Borsa.

Anche Giovanni Agnelli ha incontrato non pochi ostacoli e dispiaceri lungo la sua vita.
Nipote del fondatore della FIAT Giovanni Agnelli, all’età di 14 anni perde il padre durante un incidente aereo. Tra la madre, Virginia Bourbon del Monte, e il nonno non corre buon sangue. Nel 1954 vede svanire anche la figura materna e il nonno. Gianni è ancora troppo giovane per prendere il controllo dell’azienda di famiglia, che invece passa nelle mani del manager Vittorio Valletta.
Intanto si laurea il Giurisprudenza presso l’Università di Torino (da qui l’altro nome con cui viene ricordato, “l’Avvocato”), prende parte alla seconda guerra mondiale e, al termine, si dedica ai viaggi e alla frequentazione dei personaggi del jet-set internazionale, fino a sposarsi nel 1953 con la principessa Marella Caracciolo di Castagneto.
Nel 1966 riesce finalmente ad avere il controllo della FIAT, in un momento storico non favorevole: il sogno italiano è finito, ci sono gli scioperi, i contratti da rinnovare.
In questi anni si concentra sul settore automobilistico e compra Ferrari e Lancia, portando l’azienda di famiglia nel mondo.
FIAT incontra una nuova crisi negli anni Settanta, che riesce a superare a scapito dei sindacalisti. Nel decennio successivo l’azienda torinese vive il suo periodo di massimo splendore.
Nel 1991 Gianni Agnelli viene nominato senatore a vita. A 75 anni, ovvero nel 1996, deve lasciare la presidenza di FIAT, come riportato nello statuto dell’azienda.
Come già accennato, l’ultimo personaggio di cui vogliamo parlarvi è Steve Jobs, la persona che ha totalmente stravolto il mondo della tecnologia. Un visionario, un creativo che ha saputo riprendersi i suoi spazi.
Potremmo parlare di alcuni prodotti immessi sul mercato che non hanno avuto successo, ma preferiamo soffermarci su quello che potrebbe essere il momento più brutto che un giovane imprenditore potrebbe vivere: il momento in cui si perde la propria azienda.
Jobs aveva fondato la Apple nel 1978 con l’amico Steve Wozniak.
Nel team riuscirono ad avere Sculley, che al tempo lavorava alla Pepsi-Cola. A seguito di alcune divergenze tra Jobs e Sculley il primo lasciò l’azienda, per volere del consiglio di amministrazione.
Steve Jobs fondò subito un’altra azienda, la Next, riuscendo a produrre un sistema operativo elogiato.
Ma Next non andava a gonfie vele, nonostante il successo, e nel 1996 fu acquistata da Apple. Jobs entrò prima a far parte del consiglio di amministrazione come consigliere informale e l’anno dopo fu nominato CEO, ruolo che ricopre fino ad agosto del 2011, sostituito poi con Tim Cook, per via della sua malattia.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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