ALICE-NERI

Delitto Alice Neri, nel cadavere trovate tracce di alcol e cocaina

di Luca Marrone

Modena. “Positività alla cocaina e all’alcol.” Questo il responso degli esami tossicologici sui resti mortali di Alice Neri, la giovane rinvenuta carbonizzata nel bagagliaio della sua Ford Fiesta a Fossa di Concordia, nel modenese, lo scorso 18 novembre.

Un risultato, anticipato dal Resto del Carlino, che legittima ulteriori domande, in un caso in cui già abbondano le zone d’ombra. Un interrogativo si impone, tra gli altri: Alice è stata davvero uccisa o è morta a causa di un malore conseguente all’assunzione di droga e il suo corpo è stato dato alle fiamme da qualcuno che ha tentato di impedirne l’individuazione? E poi: quando la vittima potrebbe aver assunto gli stupefacenti, da chi potrebbe averli avuti?

Nei giorni scorsi, la Procura ha chiesto l’incidente probatorio per i tre indagati: Mohamed Gaaloul, il 29enne tunisino arrestato in Francia e maggiore sospettato, il marito di Alice e il collega di lavoro con cui la donna aveva trascorso la serata allo Smart Cafè di Concordia, prima della sua morte. L’incidente probatorio, un accertamento irripetibile finalizzato a cristallizzare una prova da impiegare in sede di dibattimento, avrà ad oggetto la ricerca – a fini comparativi – di eventuali tracce di Dna sulla tanica di olio usata per dare fuoco alla Fiesta e su altri reperti recuperati nella piazzola in cui è stata rinvenuta l’auto.

Venerdì 3 febbraio si terrà l’udienza nel corso della quale il Tribunale del Riesame valuterà la richiesta di scarcerazione di Gaaloul, presentata dal suo difensore, l’avvocato Roberto Ghini, che aveva chiesto un rinvio per poter avere più tempo a disposizione per esaminare gli atti dell’inchiesta.