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Due donne trovate morte in casa: spunta l’ombra del satanismo?

di Luca Marrone

Roma. Terribile scoperta in via Giulio Salvadori, zona Monte Mario. Madre e figlia sono state rinvenute senza vita in un appartamento. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le circostanze del doppio decesso.

Elena Bruselles aveva 83 anni, affetta da Alzheimer, da tempo era costretta a letto. È stata ritrovata quasi mummificata, il decesso sembrerebbe risalire a diverse settimane fa. In un’altra stanza dell’appartamento c’era la figlia, Luana Costantini, 54 anni, morta da almeno cinque giorni.

I corpi non sembra presentino segni di violenza, per accertare le cause del decesso di entrambe le donne, nei prossimi giorni verrà effettuato l’esame autoptico presso l’Istituto di Medicina legale del Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti di Polizia del distretto di Primavalle, nulla farebbe pensare a una rapina finita male o un episodio di violenza domestica.

Potrebbe trattarsi dell’ennesima, tragica, storia di solitudine e difficoltà: una figlia che assiste da anni la madre malata e che, distrutta dalla sua morte, decide a sua volta di lasciarsi morire. Ma nell’appartamento al piano terra di via Salvadori è stato rinvenuto qualcosa che forse merita approfondimenti. A quanto riporta il Messaggero, oggetti e tracce correlati all’esoterismo e al satanismo, tuniche, cappucci, tavole “ouija”, quaderni con frasi sconnesse, numeri e simboli. Oggetti che sembrano alludere, almeno per la donna più giovane, a riti particolari e all’appartenenza a gruppi che promuovono via social lezioni sui fenomeni paranormali e vendono a 30 euro pozioni di “olio di Cupido” e di fertilità, preparate, come si vede in molti video, proprio nell’appartamento.

Elena era stata un’infermiera, la figlia Luana un’operatrice sanitaria che, a quanto riferisce una collega, “ha lavorato al Santa Maria della Pietà ma poi con la pandemia era stata sospesa fino a licenziarsi perché era una no vax.” Circa tre anni fa, nella sua vita era entrato un uomo molto più giovane di lei, che sembra si faccia chiamare “sciamano”, senza lavoro e con una pensione di invalidità. I due hanno iniziato una interazione fatta di telefonate e messaggi, per poi incontrarsi. Luana ha trascorso dieci giorni da lui in Puglia, lui si è in seguito traferito in via Salvadori, stabilendovi anche formalmente la propria residenza. Secondo quanto si legge sul quotidiano romano, l’uomo si sarebbe trattenuto nell’appartamento in cui vivevano le due donne fino a Natale insieme a un amico, ideatore del gruppo “Cubytrix” di cui Luana era divenuta una sostenitrice, dedicandosi anche dirette Facebook tese a promuovere un modello di vita “alternativo”. L’amico dello “sciamano” ricorda “quella seduta del 31 ottobre per richiamare i morti in cui qualcosa è andato storto e da lì è stato tutto peggio fino al momento che con il compagno di Luana abbiano deciso di andare via.”

A quanto dichiarato da entrambi, non sono più tornati in quella casa, né hanno più avuto notizie di Luana e di sua madre dai primi di gennaio. Al momento, sul caso, sarebbe stato aperto un fascicolo “modello K”, relativo “a fatti nei quali non si ravvisano reati allo stato degli atti, ma che possono richiedere approfondimenti”.

“Luana e la madre hanno sempre vissuto qui”, riferiscono Peppe e il figlio Stefano, titolari di un’autofficina del quartiere, “l’abbiamo vista alla finestra dopo Natale poi più nulla, la luce in casa era sempre accesa ma non rispondevano.” Sono stati loro ad allertare i soccorsi. “Il compagno di Luana era un tipo strano, lei era cambiata.”