Giandavide De Pau sospettato per i tre omicidi in Prati lascia  la questura per essere trasferito al carcere di Regina Coeli, Roma, 19 Novembre 2022. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Delitti di Roma, oggi l’interrogatorio del sospetto killer

Roma. Questa mattina, nel carcere di Regina Coeli, il gip Antonella Minunni sottoporrà a interrogatorio di garanzia Giandavide De Pau. L’uomo, fermato come sospetto autore del triplice omicidio avvenuto nel quartiere Prati il 17 novembre scorso, è assistito dall’avvocato Alessandro De Federicis.

Secondo la pm Antonella Pandolfi, che ha chiesto la convalida del fermo dell’indagato, sussisterebbero il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato. Per gli inquirenti, prima del fermo, l’uomo – agendo con sprazzi di lucidità – sarebbe stato in procinto di fuggire all’estero: avrebbe promesso o consegnato a una donna 600 euro per un passaporto falso con il quale lasciare il Paese.

In questura, dove sabato è già stato sentito per sette ore, De Pau ha ribadito di avere avuto un blackout, di non ricordare quasi nulla. Non ha mai ammesso gli omicidi delle tre donne (due cinesi nello stabile di via Riboty e una colombiana in quello di via Durazzo). Ha sostenuto, anzi, di avere cercato di tamponare la ferita alla gola di una delle due cinesi trovata senza vita, in un lago di sangue, sul pianerottolo di via Riboty, dopo avere visto la figura di un uomo apparire e scomparire nel nulla. Ha ammesso di avere preso appuntamento con le due escort orientali, ma ha negato di essere andato in via Durazzo. Secondo quanto riportato dal Messaggero di oggi, tale ricostruzione risulterebbe smentita dai filmati delle telecamere di sorveglianza estrapolati da locali e attività commerciali, che avrebbero permesso agli investigatori di collocare il soggetto sulla scena di entrambi i delitti.

In ogni caso, sembrerebbe ancora mancare l’arma con cui sono state poste in essere le aggressioni. Il coltello da cucina rivenuto nella Toyota IQ dell’uomo, ancora da sottoporre a indagini, a un primo esame non risulterebbe compatibile con le ferite riscontrare sulle tre vittime. L’oggetto è stato recuperato ieri dalla vettura, coinvolta in un incidente dopo i delitti e al cui interno – sul volante e sul cambio – sarebbero state repertate tracce di sangue.

Nel frattempo, sono state ufficialmente identificate le due escort cinesi, le prime vittime a essere scoperte senza vita, giovedì scorso: si tratta di Li Yan Rong, 55 anni, detta Lia, e Yang Junxia, 45 anni. Nell’appartamento di via Riboty, è stato recuperato il passaporto di Lia, mentre per stabilire l’identità della quarantacinquenne è stato necessario procedere a un confronto dattiloscopico, recuperando le impronte digitali dalla stessa fornite per l’ottenimento del permesso di soggiorno. L’identità della terza vittima è nota fin dal giorno del delitto, si tratta della 65enne colombiana Martha Castano Torres.