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Donna carbonizzata nel bagagliaio dell’auto, due indagati. La madre: “Uccisa da un folle”

di Luca Marrone

Modena. Due persone iscritte finora nel registro degli indagati per la morte di Alice Neri, la 32enne di Ravarino, il cui cadavere carbonizzato è stato rinvenuto nella notte di venerdì 18 novembre, nel portabagagli della sua auto, a Concordia sulla Secchia, nella bassa modenese.

Non sono state richieste misure cautelari, l’iscrizione – spiegano fonti investigative – è necessaria per effettuare alcuni accertamenti con le dovute garanzie. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, si tratterebbe del marito della donna e di un uomo, l’ultimo ad averla vista in vita: un amico e collega di lavoro con cui, giovedì sera, la vittima si sarebbe incontrata per un aperitivo. Ma non è escluso che il cerchio dell’indagine possa allargarsi. A condurre l’inchiesta, i carabinieri del nucleo investigativo di Modena, coordinati dalla pm Claudia Natalini. L’ipotesi di reato è di omicidio volontario.

Due giorni prima del ritrovamento del cadavere, il marito della donna aveva denunciato la sua scomparsa e aveva accompagnato i militari in un sopralluogo nella loro abitazione. Gli accertamenti tecnici e autoptici consentiranno, si auspica, di fare luce sugli elementi del caso ancora non chiariti.

La madre della giovane donna, Patrizia Montorsi, esclude categoricamente la possibilità di un suicidio. “Non si sarebbe mai tolta la vita”, ha dichiarato al Resto del Carlino, “e non avrebbe avuto alcun motivo per farlo. Tutti sappiamo che Alice non si è uccisa. La conosco, è mia figlia. Non aveva ragioni personali per uccidersi, era felice e innamorata, suo marito poi è delizioso. Aveva una casa, una famiglia ed era realizzata anche sul lavoro. Alice è stata uccisa, ne sono sicura.”

“Nessuno ci dice nulla”, continua, “io devo ancora essere contattata dalle forze dell’ordine. Quello che so l’ho scoperto prima dai giornali. Ho saputo del ritrovamento del cadavere di una donna ma ho sperato fino all’ultimo che non si trattasse di mia figlia. Poi la tragica sentenza: l’auto era la sua e il corpo era il suo. Se avessi più risposte forse riuscirei a trovare un po’ di pace.”

E la donna si dice sicura dell’estraneità del genero alla vicenda: “Non è stato lui, ne sono certa. È vero che nella vita tutto può succedere, ma mio genero è stato scagionato con prove certe legate ai suoi spostamenti dai giorni scorsi fino al ritrovamento del corpo. Era a casa con la loro bambina. Lui è innamoratissimo di mia figlia e di mia nipote.” E, ancora: Mio genero non c’entra. Un folle ha deciso di eliminarla.”

Alice era felice e serena, ribadisce sua madre nell’intervista: “Basta guardare le foto e i video che pubblicava online anche pochi giorni prima della scomparsa: era innamorata e tranquilla. Voleva molto bene alla sua famiglia e mia nipote è una bimba felice”. Sulle dinamiche della scomparsa, la donna ha una sola certezza: “Non è scappata di casa. Era uscita per un aperitivo con le amiche, non c’era alcun sotterfugio. Non c’era nessun altro uomo nella sua vita, ne sono sicura. Lei si confidava con me e non mi ha mai parlato di una relazione extraconiugale. Senza suo marito non avrebbe potuto vivere, me lo diceva sempre.”