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Un parco per ricordare Simonetta Cesaroni

Il Comune di Roma ricorda la ragazza uccisa nell’agosto del 1990

Di Paolo Cochi

A trentadue anni dell’omicidio della Cesaroni, Roma Capitale omaggia la memoria di Simonetta Cesaroni intitolandogli un piccolo parco con una targa.
La piazzola si trova a Piazza di Monte Grappa a poche centinaia di metri da Via Poma , scenario del terribile dell’omicidio .

Il 5 novembre, giorno della sua nascita, un giardino a suo nome a Roma. in Prati, nel quartiere dove venne barbaramente assassinata .

Lodevole l’iniziativa di Roma Capitale, che non dimentica Simonetta, vittima senza giustizia.
Presenti la sorella Paola, visibilmente provata ed il suo avvocato,
il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete, l’assessore alla sicurezza Monica Lucarelli, che ha ribadito l’importanza di inserire l’espressione “vittima di femminicidio” termine fin troppo utilizzato negli ultimi anni.
Presenti all’appuntamento anche rappresentanti del municipio I, come l’assessore Stefano Marin ed il consigliere Renato Sartini.

Piu’ che apprezzabile il gesto dell’amministrazione , seppur con pochi presenti .
La gente di Roma sembra aver “dimenticato” la morte della povera Simonetta, seppur sempre al centro di dibattiti televisivi, articoli di cronaca nera per più di un ventennio, rappresentando uno dei più famosi casi di cronaca nera e giudiziaria.
Anche di recente , alcuni giornali, avevano paventato una sorta di riapertura delle indagini, rimescolando e riproponendo elementi già noti o poco più.
La targa posta nel parco a Simonetta Cesaroni, ha l’aspro sapore di una sconfitta e di rassegnazione per la soluzione di un caso, che era senza dubbio alla portata dalla soluzione da parte degli inquirenti.
Suona come una resa, davanti al tempo inutilmente trascorso, indagini sbagliate, depistaggi, quando la soluzione era, molto probabilmente, era nelle carte della lunghissima inchiesta, come il padre della ragazza ripeteva prima di morire .
Fino alla scorsa estate , presunti scoop giornalistici e nuove testimonianze lasciavano intendere un diverso epilogo.
Ma ben sappiamo che le boutade giornalistiche hanno le gambe corte.
Siamo dunque all’epilogo di questa drammatica vicenda?
Noi ci auguriamo fortemente di no, sperando sempre in qualche guizzo improvviso di qualche inquirente che decida di approfondire , ancor di piu, le analisi genetiche , anche se la morte estingue il reato, ma una verità storica potrebbe donare finalmente pace all’anima di Simonetta ed ai suoi cari.

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foto di Roberto Falcinelli