MONDRAGONE-653x362

COVID A MONDRAGONE (CE): ARRIVA L’ESERCITO NELLA NOTTE E DE LUCA MINACCIA LA CHIUSURA DELLA CITTA’.

<<Se dovessimo avere 100 positivi dopo 3/4 mila tamponi di screening, sarà chiusa tutta Mondragone. Sono stato chiaro? Io sono abituato a parlare chiaro>>.
Così il governatore della regione Campania ai microfoni del TGR Rai, Vincenzo de Luca.

Volano sedie dai balconi e pietre in strada a Mondragone, ormai epicentro di un cluster coronavirus ed esplode la tensione tra cittadini italiani residenti e la comunità di braccianti bulgari.
Se la cittadina del litorale Domizio sognava il ritorno del turismo, adesso dovrà fronteggiare la disdetta delle prenotazioni.

Durante la notte nella zona dei palazzi dell’ex Cirio, ormai divenuta zona rossa da lunedì scorso con numerosi casi di contagio, diffusi per la maggior parte nella comunità bulgara che vi abita, non sono mancate tensioni, tanto che intorno alle 2 è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio di un furgoncino in viale Margherita, molto vicino alle abitazioni; dai primi accertamenti la causa sembrerebbe dolosa, tramite l’utilizzo di una bottiglia incendiaria, e il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un uomo bulgaro.

Proprio nei 5 edifici popolari dell’ex Cirio ci sono gli immigrati che si arrangiano lavorando nei campi, sorpresi dalla scoperta di essere stati colpiti dal contagio; il tutto sarebbe partito con il primo caso di una donna in stato interessante che, prima del parto, si sarebbe recata in ospedale a Sessa Aurunca ed avrebbe eseguito il test, risultando positiva.
Da lì 49 persone su circa 700 presenti sarebbero risultate positive, facendo scattare l’ordinanza di quarantena prevista fino al 30 giugno e circa 80 persone vengono portate via per essere curate o isolate.