03/11/2014 Roma, la famiglia Cucchi viene ricevuta dal procuratore di Roma, nella foto Ilaria Cucchi

Caso Cucchi, due carabinieri condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale. Ilaria Cucchi: “Ora mio fratello potrà riposare in pace”

di Fabio Camillacci

L’attesa sentenza è arrivata: nel processo per la morte di Stefano Cucchi sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio preterintenzionale i due carabinieri Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo. I giudici della Corte d’assise di Roma hanno comminato una pena di 12 anni per i due militari. Assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale l’imputato-teste Francesco Tedesco, condannato a due anni e sei mesi per falso. Il maresciallo Roberto Mandolini, ex comandante della stazione Appia, è stato condannato a tre anni 8 mesi per falso, mentre è stato assolto dall’accusa di calunnia dopo che il reato è stato riqualificato in falsa testimonianza. Assolto dall’accusa di calunnia anche il carabiniere Vincenzo Nicolardi.

La sentenza sui medici del Pertini. I giudici hanno assolto uno dei cinque medici imputati, Stefania Corbi, per “non aver commesso il fatto”. Prescritte invece le accuse per Aldo Fierro, il primario del reparto di Medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini dove Cucchi fu ricoverato, e per altri tre camici bianchi: Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo. Per tutti il reato contestato era di omicidio colposo.

Le reazioni. Subito dopo la lettura della sentenza un carabiniere, visibilmente commosso, ha fatto il baciamano a Ilaria Cucchi. “Finalmente dopo tutti questi anni è stata fatta giustizia”, ha dichiarato il militare mentre accompagnava i genitori di Stefano Cucchi, anche loro commossi, fuori dall’aula di Rebibbia dove si è celebrato il processo. E Ilaria Cucchi ha commentato: “Adesso Stefano potrà riposare in pace. Oggi ho mantenuto la promessa fatta a Stefano dieci anni fa quando l’ho visto morto sul tavolo dell’obitorio. A mio fratello dissi: ‘Stefano ti giuro che non finisce qua’. Abbiamo affrontato tanti momenti difficili, siamo caduti e ci siamo rialzati, ma oggi giustizia è stata fatta e Stefano, forse, potrà riposare in pace. Ci sono voluti 10 anni e chi è stato al nostro fianco ogni giorno sa benissimo quanta strada abbiamo dovuto fare. Ringrazio tutti coloro che non ci hanno abbandonato e ci hanno creduto, assieme a noi”.

La reazione dell’Arma. Dopo la sentenza, il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri ha commentato: “Abbiamo manifestato in più occasioni il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia per la vicenda. Un dolore che oggi è ancora più intenso dopo la sentenza di primo grado che definisce le responsabilità di alcuni carabinieri venuti meno al loro dovere, con ciò disattendendo i valori fondanti dell’istituzione. Sono valori a cui si ispira l’agire di 108mila carabinieri che, con sacrificio e impegno quotidiani, operano per garantire i diritti e la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria vita, come purtroppo testimoniano anche le cronache più recenti”.