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L’omicidio di Serena Mollicone. Papà Guglielmo: “Spero che i responsabili siano processati presto e condannati. Intanto, dovrebbero sbatterli in galera perchè sono pericolosi e potrebbero scappare all’estero”

di Marco Valerio

Il procuratore di Cassino Luciano d’Emmanuele ha chiesto 5 rinvii a giudizio per l’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne uccisa ad Arce (Frosinone) nel 2001. Secondo il pm, “la ragazza fu uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce”.  Chiesto dunque il processo per l’ex maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, per sua moglie Anna e suo figlio Marco, e per altri due carabinieri: il maresciallo Vincenzo Quatrale, per concorso in omicidio, e l’appuntato Francesco Suprano, per favoreggiamento. Per Quatrale si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. La vicenda è stata nuovamente approfondita a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus.

Dichiarazioni dure quelle rilasciate da Guglielmo Mollicone al microfono di Fabio Camillacci. Il padre di Serena, ha esordito dicendo: “Sono fiducioso che i 5 indagati andranno tutti a processo. Ho fiducia nei magistrati che ci sono oggi alla Procura di Cassino. Finalmente adesso ci troviamo di fronte a magistrati e carabinieri che vogliono trovare la verità. Rispetto a coloro che li hanno preceduti nelle indagini, questi inquirenti hanno l’intenzione di seguire la via giusta per portare alla luce tutte le cose che finora sono state tenute nascoste per coprire i responsabili del barbaro omicidio di mia figlia. Certa gente però vorrei che fosse arrestata invece di starsene ancora tranquillamente a casa o in giro come se niente fosse. Questa è gente pericolosa e mi auguro che presto vengano spiccati dei mandati di cattura per loro, perché non solo sono ancora pericolosi ma possono anche scappare all’estero come hanno già fatto molti loro complici”.

L’importanza della riesumazione della salma della povera 18enne di Arce e un orrore. A tal proposito Guglielmo Mollicone ha detto: “Determinante ai fini di questo esito della nuova inchiesta è stata la decisione di riesumare il corpo di Serena per sottoporlo a nuove analisi. Un fatto che oltretutto ha portato pure alla scoperta della sparizione di alcuni organi del corpo di mia figlia, come l’ano e l’apparato genitale. Quindi, dovrà pagare anche chi si è macchiato di questo orrendo fatto: come è stato possibile che chi effettuò la prima autopsia sul corpo di Serena asportò e fece sparire questi organi? Perché lo fece? E’ chiaro che lo fece per coprire qualcosa e qualcuno: per far sparire tracce biologiche compromettenti. Secondo me dentro quella maledetta caserma ci fu anche violenza carnale nei confronti di mia figlia; altrimenti tutto ciò non si spiega. Senza dimenticare che i nuovi accertamenti fatti dalla dottoressa Cattaneo hanno evidenziato che Serena fu massacrata di botte: calci, pugni, fratture in varie parti del corpo. Cose che nella prima autopsia non vennero evidenziate. Ripeto, perché? Questa è una cosa gravissima di cui non riesco a capacitarmi”.

Le conclusioni di Guglielmo Mollicone. Nella parte finale dell’intervista rilasciata a Radio Cusano Campus, il papà di Serena ha lanciato accuse pesanti: “Tutto ciò è sintomo di un depistaggio globale: erano tutti d’accordo per coprire i veri responsabili di quello scempio. Non a caso nel 2001 quando Serena fu uccisa, era chiara la collusione esistente tra la camorra che controllava lo spaccio della droga ad Arce e i carabinieri. Qui aveva una villa il boss Gaetano Marino capo dell’ala militare degli Scissionisti della camorra, e i carabinieri di Arce dell’epoca, invece di controllare e mantenere l’ordine, partecipavano a feste e festini organizzati dai camorristi. Coloro che all’epoca stavano in quella caserma non erano degni di vestire la divisa dell’Arma e i fatti recenti lo stanno confermando. La fortuna di Arce per ripulirsi da tutto questo schifo è stata proprio la morte di mia figlia. Una volta qui i ragazzi morivano per overdose e i commercianti erano costretti a pagare il pizzo. Il sacrificio di Serena ha salvato Arce”.