Scienza e Medicina

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Rifiuti radioattivi, Ing. Matteocci (ISPRA): “Nel 2015 sono state proposte le aree potenzialmente idonee ai Ministeri competentiRifiuti radioattivi, Ing. Matteocci (ISPRA): “Nel 2015 sono state proposte le aree potenzialmente idonee ai Ministeri competenti”

L’ingegner Lamberto Matteocci, Responsabile del Centro Nazionale sicurezza nucleare – ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), è intervenuto ai microfoni del programma “Legge o Giustizia” su Radio Cusano Campus per spiegare quanto manchi ancora prima di veder realizzato il deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi. “La realizzazione in termine di costruzione ed esercizio è un percorso piuttosto lungo. L’Italia è nella fase della localizzazione, ovvero l’individuazione di un sito idoneo per realizzare un deposito di rifiuti radioattivi di bassa e media attività. Per i rifiuti di più alta attività il progetto prevede la realizzazione di uno stoccaggio di lungo termine sempre nello stesso sito”. Matteocci ha spiegato che “la localizzazione prevede una procedura ben precisa. Il soggetto attuatore, la Sogin, elabora una proposta di Carta Nazionale di Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) sulla base di criteri dettati dall’autorità di regolamentazione competente i cui compiti sono oggi svolti dall’ISPRA. Sulla base di questi criteri, la Sogin ha proposto una serie di aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito per scorie a bassa e media attività. Questa proposta è stata validata e verificata dall’Ispra e gli esiti sono stati trasmessi nel 2015 Al Ministero dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo Economico. La Sogin sta aspettando il nulla osta per pubblicare la carta sulle aree idonee e questo nulla osta deve essere dato dai due Ministeri. Una volta pubblicata la carta comincerà la fase di dibattito”. Insomma, ci vorrò ancora un bel po’ di tempo. “Un deposito di questo tipo fatto a regola d’arte comporta meno pericoli e rischi di una normale discarica- precisa Matteocci – l’impianto, poi, sarà molto più piccolo rispetto a quelli usati da Paesi come Spagna e Francia”. A che punto è la dismissione dei vecchi impianti nucleari? “Sta andando avanti e richiederà ancora del tempo, almeno altri venti anni. Il problema è connesso alla realizzazione del deposito unico. Nel momento in cui si smantella una struttura bisogna aver noto dove collocare i residui di questo smaltimento. Per ora, in assenza del deposito nazionale, vengono smaltite nei depositi dei siti stessi”.

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Spena(FI): “Via libera a Frascati per Centro ricerca su fusione nucleare è cosa straordinaria”

“Il via libera di Enea per realizzare a Frascati il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare è una notizia straordinaria per la città come per tutto il territorio. Un progetto da 500 milioni di euro e 1600 occupati per la sperimentazione della produzione di energia sostenibile e innovativa che dà prestigio alla città Frascati, che si conferma centro di eccellenza nella ricerca scientifica e che avrà importanti ricadute economiche per tutte le zone limitrofe. A svilupparsi sarà un sistema imprenditoriale che verte verso una maggiore competitività grazie alla stretta collaborazione con il mondo dell’Università e della Ricerca. Proprio per questo ritengo sia fondamentale incrementare l’offerta di servizi, tra cui quelli di collegamento tra la città di Frascati, i centri di ricerca e i poli universitari, a partire da Tor Vergata. Quella che viene offerta è una grandissima opportunità  di crescita per un intero territorio. Il Centro di ricerca dovrà fare da traino per l’economia e per l’occupazione, creando un nuovo indotto e  aprendo a nuove opportunità di sviluppo e investimento.” Così in una nota l’On. Maria Spena, Deputato della Repubblica.

18/5/06 genova. presentato in anteprima la mostra "cristoforo colombo 500 anni fa... in mediterraneo" viaggi pe rmare e commercio ai tempi della scoperta 20 maggio/15 ottobre 2006. Cristoforo colombo nel dipinto del ghirlandaio
foto muma/zennaro/ansa

SCIENZA; CAMPAGNE LIBERALI: DEMONIZZAZIONE COLOMBO E’ POSIZIONE CONTRO L’IDEA DI SVILUPPO

Nel giorno dell’anniversario che celebra l’approdo di Cristoforo Colombo sulle coste caraibiche, le polemiche oltreoceano gettano ombra sul valore immenso della scoperta.
“Gli esploratori come Colombo iniziarono a seguire il metodo sperimentale, anticipando le mosse della scienza moderna” – afferma l’associazione Campagne Liberali – “ed è anche grazie alle scoperte come quella dell’America che la superstizione e la stregoneria sono state superate, accelerando lo sviluppo tecnologico e la comprensione scientifica del mondo”.
“Certamente Colombo era un esploratore e un colonizzatore, ma le proteste che hanno avuto luogo in questi giorni sono incomprensibili” – continua la nota di Campagne Liberali. “Sarebbe stato bello non aver dovuto studiare sui libri di scuola le nefandezze compiute a danno delle popolazioni indigene dagli europei, ma ciò non sposta nemmeno di una virgola l’immenso valore scientifico della scoperta. Grazie alla curiosità e all’ingegno di tanti uomini come Cristoforo Colombo, si sono poste le basi dello sviluppo dell’uomo, da un punto di vista economico, sociale e tecnologico. Più semplicemente abbiamo costruito il progresso di oggi”.
“Cristoforo Colombo deve continuare ad essere celebrato senza polemiche strumentali e tendenziose” – conclude Campagne Liberali. “Allo stesso modo dobbiamo continuare a raccontare la Storia, sviscerandone anche gli aspetti più crudi, gli stessi che hanno reso il mondo di oggi meno crudele e più attento al prossimo”.
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I macachi comprendono le relazioni di parentela

 Questi primati hanno una visione oggettiva delle relazioni sociali che legano i loro simili e sono in grado di riconoscere rango sociale e relazioni famigliari. Una ricerca dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga mostra come acquisiscano queste competenze e i vantaggi che ne traggono. Lo studio è pubblicato su Royal Society Open Science Continue reading…

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Con il grafene i superbatteri hanno preso un granchio

Una nuova superficie a base di ossido di grafene che si ispira alle rugosità tipiche del granchio fornisce una soluzione economica ed efficace contro le infezioni batteriche più resistenti. L’approccio, sviluppato dall’Isc-Cnr in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, Sapienza e Università dell’Aquila, è stato illustrato su Scientific Reports.
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