Sanità

NIGUARDA PRESENTAZIONE ATTIVITA_ PRELIEVO E TRAPIANTOD_ ORGANO E

Il Processo di assistenza infermieristica

Il processo di nursing è un modello logico e si basa sulla metodologia scientifica del problem-solving presentando una sequenza logica di diverse fasi:

  • La raccolta dati
  • il processo diagnostico
  • la formulazione diagnosi infermieristica
  • la definizione degli obiettivi specifici del paziente
    • La pianificazione
  • l’individuazione degli interventi infermieristici più idonei
    • L’attuazione degli interventi
    • La valutazione

Il processo diagnostico, è l’insieme delle competenze che l’infermiere acquisisce allo scopo di formulare un giudizio clinico circa i problemi di salute di competenza infermieristica. È opportuno precisare, ancora una volta, il particolare significato che si attribuisce in ambito infermieristico al termine “diagnosi”: se nella patologia indica “l’inserimento di un quadro clinico o sintomatico nel sistema della scienza medica ordinata in senso tassonomico”, nell’assistenza infermieristica con esso ci si riferisce all’individuazione, in ragione degli assunti di un modello concettuale dell’assistenza infermieristica e nel rispetto dei criteri fissati dal metodo adottato, dei problemi di salute attribuiti allo specifico infermieristico, non affatto coincidenti con le malattie conosciute e classificate dalla scienza medica. L’intervento specialistico realizzato dall’infermiere, cioè la scelta e l’attuazione di azioni infermieristiche in risposta a bisogni identificati, deve essere inquadrato in un processo di indagine, realizzato a partire da una raccolta di informazioni e da una loro classificazione. La situazione entro cui si sviluppa il processo diagnostico richiede innanzitutto che si comprenda la persona assistita nella sua integrità. Infatti i bisogni, così come gli altri aspetti utili alla pianificazione dell’assistenza infermieristica (l’eventuale malattia, le aspettative di salute, il background familiare e sociale, ecc.), non possono essere analizzati come realtà indipendenti. All’infermiere, per la particolarità dei bisogni ai quali risponde, interessa la persona in sé, nella sua totalità e non un unico organo o apparato o un aspetto particolare del carattere o del temperamento della persona. Tale interesse, tuttavia, non deve contravvenire alla necessità di una rigorosa selezione delle informazioni. La particolare natura del bisogno di assistenza infermieristica richiede la raccolta di dati quantitativi e qualitativi. L’identificazione di un bisogno di assistenza infermieristica si fonda infatti sia sulla misurazione di segni appartenenti alla dimensione bio-fisiologica (ad esempio, la quantità di zuccheri assunta in un dato intervallo di tempo), sia sulla raccolta di informazioni appartenenti alle dimensioni psicologica e socioculturale (ad esempio, gli stili e le abitudini alimentari culturalmente appresi). Il processo diagnostico comprende lo studio delle principali tecniche per la raccolta dei dati. La prima fase, nell’identificazione della diagnosi infermieristica è proprio l’accertamento, che consiste nella raccolta dei dati attraverso l’intervista, l’osservazione e l’esame fisico. Le informazioni ottenute riguardano i dati anagrafici, le abitudini di vita, i problemi sanitari pregressi, i sintomi soggettivi e i dati obiettivi (temperatura, polso, pressione, pattern respiratorio). La raccolta dei dati avviene solitamente, attraverso la compilazione di apposite schede (che compongono la cartella infermieristica) che, pur avendo alcuni elementi di base comuni come ad esempio la parte anagrafica, possono essere in parte costruite sulla base dell’esperienza e delle esigenze delle singole unità operative.

Milano Michele

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Assotutela: “A Ladispoli ambulanza del 118 a mezzo servizio”

“Ormai è chiaro a tutti che la sanità di Zingaretti guarda molto più alla quadratura dei conti che alla salute delle persone. Sospendere però il servizio notturno di ambulanza, in un’area densamente popolata e priva di servizi è qualcosa di più grave di una riorganizzazione o una oculata gestione delle spese”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “Mentre Zingaretti va diffondendo ai quattro venti presunti risultati positivi sulla sanità, ricavati da fantasiosi indici, i cittadini si scontrano ogni giorno con mille difficoltà. A Ladispoli e dintorni, in un territorio densamente popolato da ottantamila anime e privo di ogni servizio sanitario, guai ad ammalarsi dopo le 20 e fino al mattino: non c’è soccorso. L’ambulanza di via della luna è stata soppressa nel turno di notte, nonostante i numerosi soccorsi effettuati nel 2017, almeno ottocento. Per non parlare del sovrappopolamento estivo, quando la località si riempie di villeggianti. Niente da fare, alla Regione Lazio non interessano le evidenze statistiche che individuano l’emergenza come servizio strategico. Si agisce provocando una interruzione di pubblico servizio e AssoTutela andrà fino in fondo a questa triste vicenda”, chiosa il presidente.

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“La Cri di via Ramazzini priva di bagno per disabili”

“Il palazzo, tra Monteverde e la via Portuense, fu realizzato alla fine degli anni Cinquanta e destinato a centro di educazione motoria per assistere disabili anche gravi. Purtroppo, ad oggi, non è stato adeguato e manca di bagni per portatori di handicap proprio dove dovrebbero stare, al piano terra che fra l’altro, è attualmente sede di ambulatori e servizi della Asl Roma 3”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Da tempo riceviamo numerose segnalazioni da parte di cittadini con difficoltà motorie e dalle loro famiglie. Chiunque si rechi agli ambulatori della Asl, al Cup, ai vari servizi ospitati – a pagamento – nello stabile di via Ramazzini 31, se non è normodotato non può andare in bagno se non prendendo l’ascensore e arrivando al 7° piano: un assurdo. Come mai lo stabile non è stato adeguato? Dal 2012 la Croce rossa provinciale è stata privatizzata, trasformandosi da ente pubblico in Associazione volontaria privata per il soccorso e l’assistenza. Da allora nulla è più uguale a prima e i cittadini incontrano mille difficoltà per accedere ai servizi. Questo ultimo episodio, legato a difficoltà per persone disabili è forse il più grave di tutti perché esistono precise norme per adeguare le strutture ma, evidentemente, i vari commissari della Cri che si sono succeduti forse avevano altro a cui pensare”, chiosa Maritato.

Sanità - Soldi

Il Lazio è la Caporetto dei centri per la riabilitazione

“Centri di riabilitazione in ginocchio, strozzati dal taglio delle tariffe dei rimborsi e dagli alti costi di gestione e manutenzione. La Regione Lazio non è estranea a tale carneficina”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “dal 2007 ad oggi queste strutture, che assistono bambini, adulti, anziani con gravi patologie, hanno avuto un 60% di aumento dei costi a fronte di continui abbassamenti delle tariffe dal 7 al 12% e costanti spese per gli adeguamenti agli standard previsti dall’ente locale per ottenere l’acccreditamento. Disagio fisico, psichico e sensoriale di pazienti di tutte le età, autismo, ritardo mentale, riabilitazione fisica e cardiologica, audiolesi, motulesi, pazienti affetti da pluripatologie, trattamento degli ictus sono solo alcune delle affezioni trattate dai centri che svolgono una preziosa opera nel campo sociosanitario. Purtroppo, per la miopia di pochi,  rischiano di chiudere i battenti”, insiste Maritato. “La cosa più grave è che la Regione li associa al peggior privato, attento solo al profitto mentre gli stessi sono nella maggioranza dei casi associazioni senza fini di lucro, dedite alla gravosa assistenza di 12.500 persone che altrimenti sarebbero lasciate al proprio destino”, chiosa il presidente.

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A Fiumicino mammografo in tilt da tempo. Addio prevenzione

“Tempi duri per la prevenzione, per le frottole raccontate da Zingaretti sui miglioramenti della sanità e per i fantomatici indici di gradimento che, a suo avviso, sarebbero stati raggiunti dai servizi. Questa volta a fare flop una fondamentale prestazione che l’ambulatorio di via Coni Zugna, a Fiumicino, appartenente alla Asl Roma 3 non è in grado di offrire: la mammografia”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Ci hanno chiamato tante donne indignate, sollecitate dalla Asl a presentarsi per l’esame di controllo al seno e rimandate indietro perché da almeno una settimana l’apparecchio non funziona e nessuno sembra in grado di rimediare. Brutto biglietto da visita per la direzione del distretto sanitario insediatasi di recente. Ė evidente che il cambio non ha giovato alla struttura. Così stanno saltando tutti i programmi di screening, uno degli obiettivi posti dall’Azienda sanitaria su cui dovrebbero essere valutati i direttori generali – in questo caso il commissario Legato (si chiama proprio così) – e, via via tutti i dirigenti. Ci auguriamo che i premi di produttività siano commisurati all’offerta, in questo caso piuttosto scarsa e vigileremo perché alle donne sia assicurata la massima assistenza il più presto possibile”, chiosa Maritato.     

sanità

Assotutela: “Nel Lazio la salute mentale è al capolinea”

“Salute mentale: nel Lazio non è garantita nemmeno l’assistenza minima a migliaia di persone e questo può costituire un serio rischio con pesanti ricadute a livello sociale”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “I servizi territoriali sono decimati, nel campo delle risorse umane, a causa di costanti e ripetuti tagli. Non è più possibile  operare per garantire il minimo delle attività istituzionali . continua Maritato – non si possono prendere in carico i delicatissimi casi di fragilità in età evolutiva, che finiscono naturalmente sotto la protettiva ala del privato. Tutto comprensibile, quando si hanno liste per la riabilitazione con oltre due anni di attesa. Negli ultimi cinque anni si è assistito a un lento ma inesorabile smembramento dei dipartimenti di Salute Mentale, in particolare della Asl Roma 1 e Roma 2 in spregio alla normativa nazionale. Sono stati completamente abbandonati i soggetti più fragili, che versano in condizioni di disagio. Non si comprende dove vadano a finire le risorse destinate a questi dipartimenti, la cui elargizione ogni tanto è millantata da Zingaretti, nei suoi improbabili proclami”, chiosa il presidente.

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GUARDIA MEDICA DI LATINA SCALO INVASA DAI TOPI

“La misura è colma, i servizi sanitari di emergenza sono allo stremo e nelle strutture delle province i lavoratori sono esposti a rischi di qualsiasi tipo”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: nella notte tra lunedì e martedì i medici in servizio presso la guardia medica di Latina scalo hanno scovato alcuni topi nella propria sede di lavoro e non sarebbe la prima volta di tali ‘avvistamenti’. Purtroppo l’igiene e la sicurezza dei presidi sanitari lasciano molto a desiderare ma le direzioni aziendali sembrano non accorgersene. Si pensa ai grandi progetti per l’edilizia sanitaria, per cui piovono miliardi, si ignorano gli interventi di piccola manutenzione che eviterebbero tante nefaste conseguenze negli anni. Il caso di Latina scalo è emblematico: una sede assolutamente inadeguata alle esigenze istituzionali e di servizio ma la Regione e l’azienda Asl sembrano non accorgersi di nulla, nonostante le numerose segnalazioni pervenute perfino dal Prefetto. La verità è che la Regione Lazio è ormai in campagna elettorale e pensa solamente a diffondere voci sul supposto, grande miracolo delle assunzioni, ovvero le stabilizzazioni di lavoratori per anni rimasti nel precariato e ora graziati nell’imminenza del voto”, chiosa Maritato.

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ASSOTUTELA: “PUNTI DI PRIMO INTERVENTO PEGGIO DELLE CASE DELLA SALUTE”

“Sul flop delle Case della Salute siamo intervenuti da tempo, ripetutamente. Sui cosiddetti punti di primo intervento (Ppi), altra artificiosa creatura voluta da Zingaretti, tutti tacciono ma non lo faremo certo noi. Presso queste strutture, che dovevano essere pronto soccorso di primo livello, spesso non è possibile neanche ricevere un punto di sutura a una ferita. Che cosa ci stanno a fare? Questa è l’ennesima dimostrazione del fallimento della sanità territoriale proposta dalla Regione Lazio e la testimonianza che la chiusura degli ospedali con servizi di emergenza nella provincia è stata un provvedimento criminale”. Così il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che insiste: “Vediamo, ad esempio i  Ppi di via Canova, Fiumicino, Montefiascone. Nel primo non è possibile curare un’otite, nella località balneare c’è la chiusura notturna e a Montefiascone non si può fare nemmeno un’antitetanica. Addio posti di primo soccorso, come li avevano all’inizio pomposamente chiamati, qui non si soccorre proprio nessuno, come nessuno soccorrerà Zingaretti alle prossime regionali”, chiosa Maritato.

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SAN CAMILLO, ASSOTUTELA: “ANCORA SCIORPIONI TRA I REPARTI”

“Dopo la segnalazione, avanzata da questa associazione lo scorso novembre, in merito alla avvistamento di scorpioni all’interno del grande ospedale romano, siamo ancora una volta a denunciare la presenza del pericolo animale all’interno dei reparti”. Questa la situazione attuale del San Camillo di Roma, in via Gianicolense, denunciata da Michel Emi Maritato, Presidente di AssoTutela, che oggi ha scattato la foto di uno scorpione nel nosocomio. “Si tratta di una realtà assai preoccupante che segue tante altre segnalazioni di animali in diversi quartieri di Roma, ridotta sempre più ad uno zoo capitale, dove a farla da padrone sono purtroppo degrado e sporcizia, luoghi che per certe tipologie di animali rappresentano senz’altro “una isola felice” per riprodursi”, conclude Michel Maritato

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla presentazione dell'evento "contrastare il crimine alimentare",  6 luglio 2015 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Lorenzin chiude la stalla quando i buoi sono fuggiti”

“Da anni denunciamo le violenze al personale sanitario del servizio pubblico. La brutale violenza avvenuta ieri in Sicilia ai danni di una dottoressa della Guardia medica è solo l’ennesimo episodio e, temiamo, non sarà l’ultimo e il ministro Lorenzin cosa fa? Manda i soliti ispettori, una pattuglia di professionisti che controlleranno, indagheranno, trarranno delle conclusioni senza proporre – ahinoi – significative soluzioni. Ci spieghi, piuttosto il ministro, ci chiariscano altrettanto le Regioni, come vengono usati gli agenti di vigilanza privata che pullulano in ospedali e Asl facendo soltanto i portieri o, peggio ancora, i telefonisti. Vorremmo vedere i contratti di appalto, per cui alle Società vanno fior di quattrini mentre alle guardie particolari giurate soltanto le briciole. Non è così che si difende il patrimonio sanitario, né si tutelano gli operatori sottoposti ogni giorno a ogni tipo di aggressione, nel migliore dei casi soltanto verbale”. Lo dichiara, in una nota Michel Emi Maritato di Forza Italia.

ASSOTUTELA

Assotutela: “Pubblicità sanitaria: in metro B sponsorizzati presunti corrotti”

“Il 7 settembre, giorno in cui si diffondevano le notizie sulla conclusione della seconda fase dell’inchiesta sulla presunta corruzione in sanità, abbiamo intercettato questa edificante pubblicità nei corridoi che conducono ai treni della metro B, in varie stazioni. Sul manifesto, si vede un bambino felice di sottoporsi a un checkup di base al prezzo di 29 euro, con inviti anche agli adulti a sottoporsi ad analisi a buon mercato. Peccato che la società sponsorizzata sia la “Life brain”, per cui l’imprenditore Mario Dionisi è finito in carcere la scorsa primavera, che si giovava dell’attività di lobbing esercitata dallo stesso imprenditore presso la Regione Lazio”. Lo dichiara Michel Emi Maritato (PRESIDENTE DI ASSOTUTELA) che continua: “Oltre allo sdegno per l’ennesimo caso di malaffare nella sanità, ci chiediamo come l’azienda di trasporto cittadina e l’amministrazione capitolina siano potute incorrere in questa clamorosa gaffe, considerato che presso Roma Capitale e in ogni società di tali dimensioni, dovrebbe esistere un comitato etico per la sorveglianza sugli annunci pubblicitari atto ad evitare tali svarioni. Purtroppo la sindaca non è in grado di controllare neanche tali aspetti e ciò desta meraviglia da parte di una amministrazione che invoca trasparenza e garantisce opacità nell’accesso agli atti amministrativi, promuove l’onestà e si lascia sfuggire cartelloni stratosferici a sostegno dei laboratori privati di una multinazionale austriaca che, in spregio alla sanità pubblica, vuole far man bassa della nostra offerta assistenziale”, chiosa Maritato.

sanità

SANITÀ, MARITATO(FI): “ALTRA ESTATE DI PASSIONE PER CITTADINI”

“Passano i giorni ma le cronache mediatiche continuano a narrare disservizi e disagi negli ospedali del territorio regionale. Oggi notizie non propriamente ottimistiche arrivano dalla Ciociaria e della Provincia di Roma, nello specifico dal nosocomio Riuniti di Anzio Nettuno. Pronto soccorso sold out, lunghe attese, carenza di personale sono ormai problemi atavici della sanità regionale a cui il presidente Zingaretti non ha saputo dare soluzione concreta e definitiva. Nonostante i trionfalismi del centrosinistra, dunque, la pochezza amministrativa del governatore del Lazio è sotto gli occhi di tutti”. Così in una nota l’esponente di Forza Italia, Michel Maritato.

NIGUARDA PRESENTAZIONE ATTIVITA_ PRELIEVO E TRAPIANTOD_ ORGANO E

SANITÀ, AERONAUTICA: BIMBO 11 ANNI IN PERICOLO VITA DA SARDEGNA A ROMA

“Si è da poco concluso un trasporto sanitario d’urgenza da Elmas a Roma a favore di un bambino di 11 anni in imminente pericolo di vita. Un Falcon 50 del 31° Stormo è decollato prontamente da Ciampino (Roma) grazie all’equipaggio già presente in campo riducendo così di molto le consuete tempistiche. E’ giunto dopo circa un’ora a Cagliari-Elmas per poi fare ritorno a Roma dove il bambino è stato trasportato in ambulanza presso l’ospedale Bambino Gesù. La richiesta di supporto è pervenuta dalla Prefettura di Oristano alla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti anche quello di organizzare e gestire – in coordinamento con Prefetture, Ospedali e Presidenza del Consiglio dei Ministri – questo genere di trasporti su tutto il territorio nazionale. Equipaggi e velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare sono pronti giorno e notte per assicurare, laddove richiesto e ritenuto necessario per motivi di urgenza, il trasporto sanitario di persone in imminente pericolo di vita, oppure quello di organi ed equipe mediche per trapianti. Sono migliaia ogni anno le ore di volo effettuate dai velivoli del 31° Stormo di Ciampino, dal 14° Stormo di Pratica di Mare e dalla 46^ Brigata Aerea di Pisa, assetti sempre pronti ad intervenire sull’intero territorio nazionale, isole comprese, e quando richiesto dalle autorità competenti anche a favore dei cittadini italiani che si trovano all’estero”. Così in una nota l’Aeronautica Militare.

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ASSOTUTELA: “ARENA FORLANINI? MA QUALE PUBBLICITÀ PROGRESSO…”

Abbiamo notato nei giorni scorsi un grande dispiegamento di forze per pubblicizzare la ridicola iniziativa regionale,  volta a trasformare per un brevissimo periodo quello che era un eccellente ospedale in una arena estiva.  Quello che ci ha più colpito, sono gli annunci a tutta pagina su alcuni quotidiani e, oltre a chiedersi con quali risorse si finanzi tutto questo, ci assale il forte dubbio di un vago conflitto di interessi.  Come può una istituzione finanziare, seppure per pubblicità, quelli che dovrebbero essere i suoi controllori? È evidente che in giro c’è tanto spirito da Minculpop”.  Lo dichiara Michel Emi Maritato, presidente della Associazione Assotutela.

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Morta per carenza di posti letto a Tor Vergata. “Fare chiarezza”

“Un altro episodio sconcertante, nella sanità del Lazio rinnovata da Zingaretti soltanto a parole. Una donna ricoverata al policlinico di Tor Vergata, che avrebbe potuto essere salvata, ha perso la vita perché forse si perdeva tempo per trasferirla, causa la mancanza di posti letto”. Lo dichiara Michel Emi Maritato (Fi) che chiarisce: “C’è un’indagine in corso per verificare se tutto si è svolto in modo corretto e seguiremo con attenzione le sue evoluzioni. La signora, trattata al policlinico Tor Vergata con terapia farmacologica, prima dell’inevitabile intervento operatorio, ha avuto un peggioramento per cui avrebbe dovuto essere trattata in un reparto opportunamente attrezzato. Purtroppo non c’erano letti liberi, per cui ci chiediamo dove siano finiti tutti i nuovi posti di terapia intensiva vantati da Zingaretti nel periodo del Giubileo. Ė evidente che non c’è stato alcun incremento – insiste Maritato – ci sorprende che una struttura di eccellenza come il policlinico di Tor Vergata non sia in grado di fronteggiare un’emergenza di quel tipo e prima o poi la Regione Lazio ne dovrà rispondere”, chiosa Maritato