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Operazione “ to launch”

Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria, articolazione regionale del Triveneto, unitamente ai reparti territoriali della Casa Circondariale di Verona, Vicenza, Nucleo Traduzioni Cittadino di Padova e al distaccamento Cinofili di Verona, a seguito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, su disposizione del GIP del Tribunale di Verona, ha dato esecuzione, tra il 10 e il 12 aprile, a sei misure cautelari (di cui 5 custodie in carcere) nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di essere responsabili dell’introduzione di sostanza stupefacente all’interno del plesso penitenziario scaligero. Continue reading…

Casa Tecnologie: spazi stazione Tiburtina da Fs a Roma Capitale

Nel pieno rispetto dei tempi, va avanti la road map progettuale della Casa delle Tecnologie Emergenti. Un altro passaggio amministrativo decisivo è stato infatti compiuto per la realizzazione del polo tecnologico nella Stazione Tiburtina.
Gli atti notarili con i quali Roma Capitale godrà gratuitamente per 30 anni del diritto d´uso di locali per oltre 1000 mq nel prestigioso hub ferroviario, nodo cruciale della mobilità capitolina e dell´intero Sistema Alta Velocità Torino-Milano- Salerno, sono stati stipulati tra Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) e Il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative.
Dal comunicato stampa ufficiale apprendiamo che “In attuazione alla Delibera di Giunta n. 263 del 13 novembre 2020, l´Amministrazione capitolina avrà spazi rappresentativi e tecnologicamente avanzati in questa stazione emblema dell´architettura ferroviaria contemporanea, che si candida a “luogo per la città” in linea con le evoluzioni del concetto di infrastruttura ferroviaria e urbana impresse dal Gruppo FS Italiane anche a Roma. Stazioni sempre più protagoniste della vita cittadina: poli non solo di mobilità integrata e sostenibile, ma anche di servizi e di funzioni vitali al suo sviluppo sociale, economico e produttivo”.
Questi spazi, ottenuti gratuitamente da Roma Capitale, nel rispetto di una Convenzione del 2005, attualizzata e concretizzata con le stipule sottoscritte dall´Amministratrice Delegata di RFI Vera Fiorani, hanno una doppia valenza e sono ospitati in luoghi diversi della stazione, ma “tutti con valore strategico”.
All´Ufficio di Scopo del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive saranno consegnati due spazi (per complessivi 805 mq) da destinare alla “Casa delle Tecnologie emergenti”: uno in una delle cosiddette “bolle” della grande galleria vetrata sopra la piattaforma dei binari cioè all’interno di un avveniristico contenitore sospeso a doppio livello, l’altro con ingresso da via di Pietralata.
E proprio in questo “boulevard” urbano di stazione che unisce due quartieri, Pietralata e Nomentana, verrà realizzato questo moderno centro di sviluppo finanziato da risorse provenienti dal MISE. Un nuovo polo delle Tecnologie emergenti dedicato a creatività ed innovazione con progetti di ricerca/sperimentazione per start up e piccole medie imprese e con il trasferimento di know how tecnologico secondo il modello dello “Start up City”, dell´Internet of Things (IoT), del Blockchain e dell´Artificial Intelligence (AI).
“Con la stipula siglata aggiungiamo un tassello fondamentale per la realizzazione della Casa delle Tecnologie Emergenti a Roma. L´acquisizione dei locali di RFI all´interno della Stazione Tiburtina ci consente di utilizzare spazi preziosi per dare vita a un acceleratore dell’innovazione per promuovere un modello di sviluppo virtuoso che vede coinvolti attori pubblici e privati. Sarà un luogo simbolico dove talenti, imprese e nuove energie imprenditoriali troveranno opportunità di crescita e sperimentazione, in linea con la nostra visione di Smart City, e di riqualificazione delle infrastrutture con servizi all´avanguardia” dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.
“Il nostro Ufficio di Scopo è stato parte attiva del processo di redazione del bando ministeriale che Roma si è aggiudicata lo scorso dicembre e sta portando avanti tutte le interlocuzioni necessarie per rendere la Casa delle Tecnologie Emergenti un polo attrattivo per la ricerca e gli investimenti. Grazie al coinvolgimento attivo delle Università romane riusciremo a creare un distretto innovativo di sperimentazione e sviluppo in linea con l´obiettivo di rendere la Capitale una vera Smart City proiettata sempre di più verso il futuro”, spiega l´assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro Andrea Coia.
Nell´ambito della convenzione sottoscritta con RFI, Roma Capitale disporrà anche di altri 2 locali, per quasi 200 mq, sulla piazza d´ingresso alla stazione, biglietto da visita dell´hub ferroviario, per i quali è stata già conclusa con l´Assessorato allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro una manifestazione d´interesse tra strutture dipartimentali e territoriali di Roma Capitale acquisendo proposte da parte di chi vuole sviluppare progettualità innovative in questi spazi.
“Concretizziamo la Convenzione con RFI per oltre 1000 mq nel prestigioso hub ferroviario della Stazione Tiburtina. Avremo dunque nostri spazi rappresentativi e un nuovo polo delle Tecnologie emergenti dedicato a creatività ed innovazione in questa stazione emblema dell´architettura ferroviaria contemporanea. Roma Capitale esce dunque dai palazzi istituzionali per essere presente, con propri spazi, funzioni ed attività innovative, anche nei luoghi di vita e di mobilità dei cittadini”, sottolinea l´assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Valentina Vivarelli.

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I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO INFANTILE

I problemi comportamentali infantili rappresentano la maggiore preoccupazione di ogni genitore a causa del loro carattere destabilizzante, sia per ciò che riguarda le dinamiche familiari (disobbedienza, insulti, bugie, aggressività e violenza nei confronti di cose o persone, ecc.), sia per il rischio che questi possano, con gli anni, sfociare in problemi più gravi. Continue reading…

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L’orizzonte degli eventi. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

Si chiama orizzonte degli eventi un concetto collegato ai buchi neri ed è una previsione teorica della relatività generale .
È definito come la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno.
Da esso, si entra ma non si esce più.

Come quando vengono usate parole particolari.

Quello successo settimana scorsa è un orizzonte degli eventi .

Nessuno avrebbe potuto dire con estrema chiarezza quello che ha detto il nostro presidente del consiglio nei confronti di Erdogan.

Ma lui lo ha fatto, rivendicando e difendendo le istituzioni europee, e, nello stesso tempo dare una risposta al presidente turco .

Chiarezza, franchezza e decisione.

Se vuoi l’Europa, cara Turchia, te la devi conquistare.

Draghi, c’è.

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Giorgia Vittiglio:la Dad non è lo stesso formazione?

L’emergenza sanitaria Coronavirus Covid-19 con le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura delle attività commerciali, delle scuole, dei teatri, dei cinema, il divieto degli assembramenti nei luoghi pubblici con l’obbligo di evitare contatti e indossare la mascherina ha cambiato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini. Continue reading…

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, 65 anni,

Si dichiara apertamente negazionista di fronte alla pandemia che nel suo Paese d’origine, la Spagna, ha già provocato oltre tre milioni di casi e 76 mila vittime. E che nella prima ondata si è portata via anche sua madre, Lucia Bosé, morta in isolamento nell’ospedale di Segovia il 23 marzo dell’anno scorso. Mesi fa è stato bannato da Twitter per aver diffuso fake news ai suoi milioni di follower, e da allora non dava più notizie di sé. Dopo anni di assenza dagli schermi, Miguel Bosé ha accettato di farsi intervistare dalla star della tv La Sexta, Jordi Évole. Il giornalista è volato in Messico per incontrare il cantante, suo amico di lunga data; l’intervista andata in onda domenica sera è stata ripresa da tutta la stampa spagnola, a partire dal País, e ora sta facendo il giro del mondo. Nella conversazione Bosé ha alternato momenti di rabbia e scarsa lucidità — in particolare a proposito del virus e della scomparsa della madre — a passaggi più profondi in cui ha ricordato il rapporto difficile con il padre e la lunga stagione della sua vita segnata dalla dipendenza dalla droga.

«Togliti la mascherina»

All’inizio dell’incontro, ha chiesto al giornalista di togliersi la mascherina: «Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità». E sulla madre, morta mentre lui era in Messico: «Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro… Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla». Di fronte alla netta opposizione di Évole – questa parte dell’intervista verrà diffusa integralmente domenica prossima, 18 aprile – Bosé è passato a raccontare la sua vita privata, fermandosi a lungo sugli anni più difficili del suo passato. «Sì, ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…».

La prima notte

Tutto cominciò una notte alla fine degli anni Ottanta, dopo una delusione d’amore. «Chiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana». Presto quella diventò la sua vita quotidiana: «Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico. Fino al giorno in cui ho avuto la forza di dire basta». Per venirne fuori ha affrontato un percorso lungo, difficile, doloroso. «Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba».

La perdita della voce

Pur senza nominarlo mai, Bosé ha affrontato anche il tema della rottura con il suo ex compagno, Nacho Palau, che ha generato una lunga battaglia legale (e mediatica) per l’affidamento dei loro quattro figli: Diego, Tadeo, Ivo e Telmo. Generati da madri surrogate, due figli sono biologici di Bosé e due di Palau. Il cantante, che ha appena compiuto 65 anni, parla all’amico giornalista con una voce roca, gutturale, quasi irreale. «Lo so, la mia voce naturale va e viene. È un problema di natura emotiva. Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la mia famiglia… Ok, non si chiama famiglia, diciamo che era un accordo di convivenza tra due persone che avevano avuto una relazione e che avevano deciso di mantenere buoni rapporti perché i loro bambini potessero continuare a crescere come fratelli… Ecco, quando questa relazione ha cominciato ad andare male, quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla… Nel mio caso per discrezione, responsabilità, anche per educazione, prima incassi tutto ma poi esplodi. Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero». Oggi Miguel Bosé vive in Messico e lavora come coach nel solito talent show fotocopia di tanti altri, intitolato La Voz México. Vive a sud di Città del Messico, in un posto «carino, tranquillo, tra tanti piccoli paesini». Ai fan però assicura che ha ricominciato a esercitarsi per salire sul palco: «Alla fine dell’anno prossimo sarò pronto per tornare».

La partita di caccia con il padre

Bosé ha parlato anche del rapporto con il padre, il leggendario torero Luis Miguel Dominguín, amico di Pablo Picasso e amante di Ava Gardner, il modello irraggiungibile al quale tutti lo hanno paragonato per decenni. «Papà mi manca», ha ammesso il cantante. Il loro, però, fu sempre un rapporto conflittuale. «Lui voleva da me, figlio primogenito, un erede fatto su misura per lui». Il più grande scontro avvenne un giorno in cui Dominguín obbligò il figlio ad accompagnarlo a una partita di caccia. «Mi chiese di sparare a una cerva. Io sparai, la uccisi e al momento di strapparle le viscere, che è quello che si fa per poi portare la cacciagione a casa, scoprimmo che la cerva portava in grembo un cucciolo, gli mancavano solo poche settimane per nascere. Io reagii malissimo, presi mio padre a pugni, gli urlai figlio di puttana e me ne andai. Lui mi diede del codardo, ma io non mollai. Quel giorno papà capì che con me non sarebbe stato facile»

Sardegna, pranzo di gruppo con 40 persone tra politici e dirigenti alla vigilia della zona rossa

di Lorena Fantauzzi
In Sardegna un gruppo di 40 persone, tra dirigenti, politici e funzionari della Regione, è stato sorpreso a mangiare insieme in un vero e proprio banchetto alla vigilia della zona rossa. All’arrivo della Guardia di finanza almeno la metà di loro si è data alla fuga. Arrabbiatissimo il presidente Solinas, che minaccia di allontanare dagli incarichi in Regione tutti i partecipanti al pranzo.

 

Un pranzo di gruppo con decine di persone, un vero e proprio banchetto. Peccato che sia stato fatto in zona arancione (praticamente alla vigilia della zona rossa), nella totale noncuranza delle regole e delle misure restrittive e, soprattutto, a quel pranzo c’era proprio chi doveva dare l’esempio. Perciò il pranzo di qualche giorno fa in una struttura termale di Sardara, nel Sud della Sardegna, ha creato tanto scalpore nell’universo della politica, soprattutto locale. A quel banchetto c’erano circa quaranta persone, tra cui politici, dirigenti e funzionari regionali, trovati a pranzare illegalmente tutti insieme dalla Guardia di finanza che ha condotto il blitz nel ristorante della struttura ricettiva.

Quando gli agenti sono entrati per fermare il banchetto, molti dei presenti sono riusciti a darsi alla fuga utilizzando delle uscite secondarie o di servizio. Solo diciannove persone sono state identificate dalla Guardia di finanza. Grandissimo il disappunto del presidente della Regione, Christian Solinas. Anche se non espresso direttamente ma tramite alcune persone a lui vicine. Il governatore sardo si è detto sconcertato per la vicenda, consumatasi a sua totale insaputa e resa ancor più grave dal momento che sta attraversando la Regione.

Solinas stigmatizza ancora di più l’accaduto proprio per il rapido passaggio della Sardegna da zona bianca a zona rossa in poco più di un mese. Condizione che senz’altro non ha reso felici i cittadini dell’isola. Il presidente della Regione, sempre secondo le stesse fonti, giudica inaccettabile l’accaduto e sarebbe in attesa di conoscere ufficialmente le ragioni di questo incontro e i nomi dei partecipanti per poter adottare i provvedimenti di sua competenza. Il destino di chi ha partecipato a questo pranzo sarebbe chiaro a Solinas: la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia sarebbe impossibile.

 

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Addio al Duca di Edinburgo

Apprendo con grande costernazione la scomparsa di S.A.R Duca di Edimburgo.StringendoSi al dolore la nobile casata Italiana Maritato,prende viva parte al lutto di Sua Maestà la Regina,della Famiglia Reale Inglese,dal popolo Britannico e dell’intero Commonwealth.
Don Michel Emi Maritato

Stefano De Martino e Andrea Delogu: tra i due conduttori scoppiata la scintilla nei corridoi Rai

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Di Lorena Fantauzzi

Un’amicizia speciale quella tra Stefano De Martino e Andrea Delogu, che secondo indiscrezioni potrebbe diventare qualcosa di più. I due conduttori della Rai si sarebbero incontrati proprio a Viale Mazzini e tra loro sarebbe scoppiata l’intesa.

Niente di strano in fondo, sia Stefano De Martino che Andrea Delogu hanno archiviato relazioni importanti per buttarsi sulla carriera, con discreto successo. Condividere queste esperienze li ha forse uniti e pensare che ci possa essere del tenero non è escluso.

Stefano De Martino: è Andrea Delogu la nuova fiamma?

Secondo il settimanale Oggi non ci sono dubbi, qualcosa bolle in pentola.

Stefano De Martino e Andrea Delogu sarebbero buoni amici e tra loro ci sarebbe un feeling speciale. L’ex ballerino e la rossa della televisione si sarebbero incrociati nei corridoi Rai, dove tutti e due hanno lavorato.

Andrea Delogu, per la Rai, ha condotto Guarda… Stupisci, La vita in diretta Estate e Tutti a scuola, per cui è stata insignita anche del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Stefano De Martino ha incantato la rete pubblica con Stasera tutto è possibile, entrambi inoltre hanno partecipato al Festival di Castrocaro nel 2019, Delogu come giurata e De Martino come conduttore.

Le storie importanti chiuse dai conduttori

Che Stefano De Martino e Andrea Delogu fosse amici è quindi noto, ma ora le fonti parlano di un vero e proprio interesse di altro genere. I conduttori hanno entrambi concluso storie molto importanti e molto burrascose, Delogu con l’attore Francesco Montanari, che ha spostato nel 2016 e Stefano De Martino con Belén Rodriguez, con cui l’addio c’è stato lo scorso anno.

Andrea Delogu e Francesco Montanari: la fine del matrimonio

Francesco Montanari e Andrea Delogu sono stati sposati per quasi 5 anni con ben 2 cerimonie, ma tra i due ci sarebbero stati diversi alti e bassi.

La conduttrice ha rivelato in un’intervista che l’attore l’avrebbe tradita, anche se non ha mai avuto prove.

Andrea Delogu ha raccontato di varie crisi affrontate al fianco di Francesco Montanari: “Francesco mi ha lasciata due volte e quando abbiamo ricominciato, memore di tutto il dolore che avevo provato per lui, perché avevo deciso che era lui l’uomo della mia vita, gli ho detto ‘ok, torniamo insieme ma tu vai in analisi’“, ha confessato a Paola Perego nel 2018. Qualche mese fa qualcosa si è rotto definitivamente e i due si sono separati.

Stefano De Martino e Belén Rodriguez

  • Non meno complicata la relazione tra Stefano De Martino e Belén Rodriguez, su cui si potrebbe scrivere un trattato di gossip. La coppia si è conosciuta ad Amici nel 2012, e per la modella argentina il ballerino ha lasciato la fidanzata di allora, Emma Marrone.
  • Nel 2013, l’ex coppia si sposta e nasce Santiago, ma il matrimonio finisce 2 anni dopo. Stefano De Martino e Belén Rodriguez ci riprovano nel 2019 e sembravano aver ritrovato un equilibrio, ma a maggio dello scorso anno scoppiano con un intenso clamore mediatico.

 

 

Una vita in tribunale inseguito dalle star: la vera storia di Brunetto Fantauzzi

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Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste…


Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste cause pretestuose, il posto di lavoro e le varie direzioni che non ha più ripreso.

By Redazione 

Era il re del gossip! Come lo definì Prima Comunicazione, la bibbia del giornalismo Italiano. Dirigeva centinaia di giornali di ogni parte d’Italia, detenendo il guinness dei primati, direttore responsabile del maggior numero di testate giornalistiche italiane e nel contempo di giornalista più querelato. Soprattutto faceva le pulci alle attrici di casa nostra e pure a quelle internazionali. Ma nel gossip le sue gioie e dolori.

Nei suoi giornali ha parlato del firmamento stellare planetario. Insomma di tante ha pubblicato segreti, confidenze e gossip. Un vero e proprio cacciatore di scoop e dive. Pur di raggiungere gli obiettivi ha accumulato negli anniben duecento querele, ma ora passa all’attacco e denuncia egli stesso un’attrice famosa, rea di averle fatto perdere il posto.

Per esempio ha pubblicato Marisa Laurito, in vena di trasgressioni, in una televisione finalmente originale, venne sorpresa e pubblicata alle prove di Fantastico senza mutandine.

Numerose di queste hanno preferito querelarlo poiché non gradivano i suoi giudizi. E tra queste citiamo Letitia Castà, Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti, Sabrina Ferilli, Giuliana De Sio, Simona Tagli, Marinella di Grande Fratello, Manila Nazzaro di Miss Italia, Samantha de Grenet, Valeria Marini, Natalia Estrada, Paris Hilton, Katie Price, Magda Gomes, come pure deputati sindaci e vice ministri.

Insomma querele pretesto!

E malgrado sia stato pressoché sempre assolto il giornalista inseguito da querele e trascinato nei Tribunali ha perso credibilità e lavoro. Come successo con l’attrice Sabrina Ferilli che lo portò in Tribunale a Salerno. E dovette arrivare in Cassazione per dimostrare la sua innocenza. Ci vollero ben tre giudizi, ma nessuno ha restituito al Fantauzzi il lavoro, i soldi investiti a difendersi, le spese di giustizia e degli avvocati, il tempo sottratto alla famiglia e al lavoro.

Brunetto Fantauzzi giornalista, scrittore, direttore editoriale, il Poeta di “Un mondo d’Amore”, operatore culturale, il castiga-attrici, protagonista di battaglie sociali e civili, l’Editore di Licio Gelli, il biografo di Moana Pozzi, l’Autore di un libro sulle “Scomode verità” (Moana Pozzi, Marco Pantani, Luigi Tenco, Gabriella Ferri, Rino Gaetano e Loreto Taricone), editore lui stesso di libri che alti non pubblicavano come “ Le Poesie del silenzio” di Licio Gelli è poi passato al sacro con un libro verità per rispondere ai testi falsi su Padre Pio.

Spentesi le polemiche che riempirono giornali, talk show e blog, con il volume di Sergio Luzzatto su Padre Pio, Fantauzzi pubblica a sorpresa un nuovo volume “diverso” ed originale, vero, con un attacco agli attacchi di sempre alla sacralità del Santo. Ed esce:

Padre Pio: Il Santo perseguitato, convinto che il libro di Luzzatto, Guarino e le altre accuse stiano a rappresentare gratuiti atti di accusa contro Padre Pio sulla base di sospetti vecchi e da tempo chiariti e superati.

Quasi in un’antologia, Fantauzzi  nel volume raccoglie i testi più significativi e documentativi della verità provata contro le fandonie sparse sul Santo, a  partire dalla storia delle stimmate dai detrattori definite “sovrastrutture o semplici proiezioni mentali”. Fantauzzi ha fatto parlare scrittori ed amici con l’obiettivo di dimostrare “come i vecchi sospetti” raccolti da Mario Guarino, prima e da Sergio Luzzato, dopo, siano stati alibi per attacchi gratuiti e immotivati, proprio cominciando dal tema delle stimmate che lo stesso Padre Agostino Gemelli, lungamente contrario al frate di San Giovanni Rotondo, dovette ammettere, alla fine dei suoi giorni che si era sbagliato e chiedere scusa.

E poi le accuse, tutte le falsità, le bugie gli inganni che fecero crollare anche la buona fede di Papa Giovanni XXIII che, circondato e aizzato da collaboratori interessati ad usar il “tesoro di Padre Pio” per ripianare il buco nero provocato dallo scandalo Giuffrè, dava credito, seppur con il beneficio dell’inventario (sic vera sunt ), alle malelingue. Oltre alle falsità sulle stimmate Fantauzzi ha raccolto testi che smentisconola versione di un Padre Pio “clerico-fascista” e reazionario fomentatore di repressioni e stragi, come la presunta “causa dell’eccidio di San Giovanni Rotondo del 1920”.

Il libro-raccolta di Fantauzzi è un atto di coraggio in difesa del Santo ed è al tempo stesso un duro colpo a chi voleva Padre Pio in atteggiamenti peccaminosi con le donne a lui vicine e a chi in tutti questi anni ha intinto la penna nell’inchiostro al veleno.

Brunetto Fantauzzi, giornalista d’assalto, ha frequentato la Scuola Superiore di giornalismo presso l’Università di Urbino: si è specializzato in Circolazione aerea presso la scuola Aeronautica di Taranto, ha frequentato stage e master di editoria, giornalismo, marketing e pubblicità all’Università “Pro Deo” di New York, conseguendo i relativi attestati di doctorate. Pluripremiato. Formatosi alla Scuola di Ruggero Orlando (fu tra gli autori di coraggiose inchieste ad “ABC”) e Paolo Cavallina (elzevirista del quotidiano “Il giornale del Mezzogiorno”), ha collaborato ad importanti testate quali “L’Occhio” diretto da Maurizio Costanzo, “ Vip” diretto da Paolo Mosca, “il Caffé” diretto da Riccardo Colao.

Già corrispondente del quotidiano “Il Messaggero” (a soli 17 anni il primo servizio in prima pagina), Paese Sera, Corriere della Sera, l’Occhio, Rai ( TGR e cronache regionali), ANSA, riscuotendo il “Premio Corrispondente dell’anno” da una giuria composta da Andrea Barbato, Gianni Letta ed Emilio Fede.

Ha diretto giornali quotidiani per ben 700 periodici di varia natura dai fumetti, ai gialli, al rosa, all’attualità (registrate tra i Tribunali di Roma, Velletri, Milano, Monza, Salerno).

E’ stato anche Direttore responsabile di: “Gossip”, “I Castellani”, “ Stampa giudiziaria”, “Celebrity”, “Scandali”, “Sicurezza”, “Corriere Diplomatico”, “Detective and Security”, ma anche direttore di Vip, Scoop, Eva 3000.

Tipico giornalista d’inchiesta parlò per prima del giallo di Ustica anticipando di anni la conclusione della commissione di inchiesta, parlando di un missile che aveva colpito un dc9 dell’ITAVIA, contraddicendo i giornalisti che parlavano di cedimento strutturale, salvo poi rimangiarsi la tesi con una versione più complottista, golpista ed eversiva.

Denunciò alcuni ministri, industriali e sottosegretari per il malcostume politico imperante; i lager dell’assistenzialismo (il gerontocomio di Villa delle Querce, i villaggi per handicappati); il malcostume politico.

Nel suo mirino la superficialità culturale (spedì, sotto mentite spoglie una poesia di Eugenio Montale ad un concorso di poesie, mutandone la firma: la giuria non la riconobbe e la bocciò. Il Nobel: quasi uno sconosciuto).

Fondò a soli 22 anni” Musagete” una tra le più importanti riviste culturali degli anni 70 ed ebbe come collaboratori Guttuso, De Chirico, Moravia, Dacia Maraini, Costanzo Costantini, Raffaele La Capria, Milena Milani, etc. Ha organizzato alcune fra le più significative manifestazioni di cultura e di spettacolo nei Castelli  Romani: è segretario del Premio Giornalistico “Castelli Romani”, e del Premio Letterario “Gotto d’Oro”; direttore di “Moda-show” e di “Castelli” uno spettacolo realizzato per la Rai e che ha visto la partecipazione di Nino Manfredi, Loredana Bertè, Amedeo Minghi, Alba Parietti, Gigi Sabani, Tullio De Piscopo, Rita Pavone e Teddy Reno.

Docente di tecnica dell’Informazione, specializzazione del Gossip giornalismo popolare presso il corso dell’USPI, all’Università di Urbino negli anni 2007-2008-2009, sotto la guida della Preside Professoressa Giovanna Marzoli docente della facoltà di Sociologia. Plurilaureato presso le Università americane.

Le cronache spesso si sono occupate di lui perché pluridenunciato (147 querele per diffamazione e mezzo stampa),

Insomma una vita passata in Tribunale a difendersi per aver esercitato il diritto di informazione. Tantissime le querele subìte come quella di Raffaella Carrà e del padre: aveva sorpreso che il padre della soubrette viveva solo e abbandonato a Lavinio, con un lavoro da precario magazziniere in un negozio di autoricambi, nelle campagne romane a Lavinio; Enrica Bonaccorti ( di lei ha ritrovato e alcune foto “nature”); ha pubblicato gli strani “ vizietti” che aveva Maradona; Giuseppe Ciarrapico ( il padrone delle acque minerali italiane terme l’uscita di ogni numero di Flash quando nessuno osava citarlo pena lesa Sua maestà), ha sorpreso “ Marisa Laurito” alle prove senza mutande; Sabrina Ferilli immortalata dalla rivista gossipara Scandali 2000 a mezzo busto nature.

Denunciato dall’entourage della famiglia di Moana Pozzi (di cui è lo storico biografo con i suoi cinque libri e della non convinta versione familiare) i giudici assolsero il Fantauzzi per aver esercitato il diritto di cronaca ed opinione, prerogativa di ogni giornalista.

Autore, infine, di un articolo esilarante mai contestato ma curioso sulle leggende metropolitane che riprendeva le dicerie, i pettegolezzi sui figli di padri famosi.

E qui non riportiamo i personaggi, sia i padri che i figli per evitare le querele. Vista la denuncia facile del popolo italiota.

Noi ci teniamo all’incolumità giudiziaria.