Cronaca

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SCUOLE, ASSOTUTELA: TOPI ALLA GRAMSCI DI VIA LAURENTINA

Ancora emergenza topi a Roma, ancora un istituto scolastico coinvolto. Nuove segnalazioni giungono stavolta dalla scuola primaria Antonio Gramsci, su via Laurentina, dove ieri pomeriggio sono stati avvistati due topolini di campagna nelle aule V A e II C. Le aule sono state immediatamente abbandonate e chiuse. Gli alunni hanno proseguito altrove le attività. Uno dei due topolini è stato anche catturato dal personale. L’altro si è rintanato in un buco del muro. E’ stato immediatamente richiesto un intervento di derattizzazione urgente a scopo precauzionale per tutto l’edificio. Inoltre l’apertura nel muro è stata immediatamente sigillata. Si tratta di un episodio vergognoso a cui Raggi e compagnia devono porre rimedio: Le due aule devono essere immediatamente sottoposte ad igienizzazione da parte del personale addetto. Purtroppo in merito stamattina ci giungono notizie di disagi per studenti e dirigenza scolastica visto che a causa della mancata derattizzazione, alcuni alunni starebbero facendo lezione nel laboratorio informatico. Siamo alla follia”. Lo afferma il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato.

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MORTA NICOLINA- QUINDICENNE SPARATA DALL’EX DLLA MADRE

Di Valeria Davide

È morta questa mattina Nicolina, la quindicenne che mercoledì mattina a Foggia era stata ferita mentre si recava a scuola, da un colpo di pistola al volto sparato da Antonio De Paola, ex compagno della madre.

Il proiettile  ha raggiunto la ragazza sopra l’occhio sinistra si è fermato al cervello e le sue condizioni fin da mercoledì 20 erano apparse gravissime.

Il cuore della ragazza si era fermato più volte nella notte poi, l’ultimo respiro questa mattina, poco prima delle sette nel reparto di terapia intensiva degli Ospedali  Riuniti di Foggia.

L’uomo non si era mai rassegnato alla fine della relazione con la trentasettenne madre della ragazza e voleva riallacciare i rapporti con la madre della ragazza che lo aveva denunciato per violenza venti giorni fa dichiarando che temeva per la vita di sua figlia.

Una tragedia annunciata dunque che ha il nome di Nicolina Pacini, una giovane innocente vittima che non si è riuscita a proteggere nonostante l’affido ai nonni per la situazione di disagio in cui viveva.

A pochi metri di distanza, nell’obitorio dello stesso ospedale, si trova il corpo del presunto assassino, Antonio Di Paola, che ieri, dopo aver aggredito la ragazzina è scappato e si è suicidato con la stessa pistola.

Lombardia, operazioni antimafia - Polizia

LA POLIZIA ESEGUE 4 ARRESTI NELL’AMBITO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE E CONTROLLO NEL QUARTIERE TRASTEVERE

Durante la settimana sono proseguiti senza sosta i servizi di prevenzione della Polizia di Stato disposti dal Questore di Roma – dott. Guido MARINO nell’area del quartiere Trastevere.
Nell’ambito di tale attività, intensificata nei servizi antidroga, di controllo e contrasto al commercio abusivo e delle attività commerciali, personale del Commissariato di Trastevere – diretto da Fabrizio SULLO, ha proceduto all’arresto di quattro persone colte in flagranza di reato.
In via della Pelliccia, è stato tratto in arresto P.C. di anni 45, cittadino rumeno, sorpreso all’interno di una attività commerciale nel mentre cercava di scassinare le slot machine. Il ladro si era introdotto nottetempo nel locale dopo aver forzato la porta di ingresso unitamente a due complici che alla vista della Polizia si davano alla fuga.
In piazza Trilussa sono stati arrestati due cittadini del Senegal, D.A di anni 50 e D.A. di anni 44, perché sorpresi a spacciare marijuana a un ragazzo americano, nonché trovati in possesso di ulteriori 10 grammi di stupefacente, confezionato in singole dosi.
La trascorsa notte, su Ponte Sisto, personale di Polizia che svolgeva servizio di prevenzione in abiti civili, ha prontamente bloccato D.S. di anni 18, cittadino egiziano, il quale, dopo aver rapinato una collanina in oro ad un ragazzo che transitava sul posto, si stava dando alla fuga.
L’inseguimento e il fermo con conseguente arresto del soggetto, permetteva di recuperare la collanina in oro che veniva restituita al proprietario.
Gli arrestati, venivano presentati presso le aule di udienza del locale Tribunale, per la convalida dell’arresto e giudizio direttissimo, al termine del quale venivano condannati con pene fino a un anno di reclusione e la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma.

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ROMA, ASSOTUTELA: “STATO AGITAZIONE LAVORATORI DI VIGILANZA ARMATA E PORTIERATO IN SEDI ATAC”

“Il sindacato autonomo Assotutela ha deciso di indire lo stato di agitazione dei lavoratori – iscritti al nostro sindacato – operanti nel servizio di vigilanza armata e portierato nelle sedi Atac, a causa dei reiterati mancati pagamenti da parte della municipalizzata, società in house di Roma Capitale. Ci preme evidenziare, infatti, la grave e difficile situazione economico-finanziaria, in cui sono venuti a trovarsi le aziende impegnate in Ati e in subappalto nella fornitura del servizio di vigilanza armata e portierato presso i siti aperti al pubblico del trasporto metropolitano e di superficie del Comune di Roma per effetto del (mancato) pagamento dei corrispettivi contrattualmente previsti da parte di Atac, che oggi ammonterebbero a 13 milioni di euro già scaduti. Purtroppo, a seguito delle varie promesse di pagamento, per lo più disattese, ad oggi l’esposizione creditoria e la conseguente situazione economico-finanziaria delle società impegnate nell’appalto non risulta essere più sostenibile con il serio rischio di non poter pagare, almeno per intero, lo stipendio dei lavoratori. Una ipotesi deleteria, terribile, che avrebbe pesanti conseguente occupazionali e, al contempo, di ordine pubblico, non venendo più garantito un servizio di sicurezza, vitale per la cittadinanza e per la Capitale d’Italia. Una ipotesi oggi più che mai concreta a causa della inefficienza amministrativa del Comune di Roma e di Atac. Per questa ragione, difenderemo e tuteleremo i diritti dei lavoratori in ogni sede a nostra disposizione: già domattina presenteremo una denuncia-querela alla procura di Roma su questa delicata vicenda”. Così, in una nota, il segretario nazionale del sindacato autonomo Assotutela, Michel Emi Maritato, e il vicesegretario nazionale, Mauro Carfagna.

 

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VATICANO, ASSOTUTELA: “VERITA’ PER LA FAMIGLIA ORLANDI

 

“Si riaccendono i riflettori mediatici sul caso Orlandi. In queste ore è spuntato fuori un documento che aprirebbe un nuovo capitolo sul giallo della scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana misteriosamente scomparsa nel giugno del 1983. A pubblicare il carteggio riservato sono stati il Corriere della Sera e La Repubblica, anticipando il contenuto di un nuovo libro di Emiliano Fittipaldi: un carteggio, però, subito smentito dalla Santa Chiesa. Non sappiamo dove risieda la verità ma una cosa è certa: esprimiamo tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alla famiglia Orlandi che da oltre 30 anni vive senza una figlia e attende al contempo di conoscere le dinamiche di una vicenda ambigua e scusa. E le istituzioni coinvolte devono assumersi, a distanza di tanti anni, la responsabilità di scoprire la verità, senza omissioni e bugie”. Così, in una nota, il presidente di Assotutela Michel Maritato.

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PARIGI. LA POLIZIA DI STATO ESEGUE ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, NEI CONFRONTI DI UN GIOVANE PAKISTANO. RAPINAVA ESCORT DI LUSSO, IN EUROPA E IN ITALIA

Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato  San Giovanni,  in sinergia con i colleghi della polizia francese, opportunamente attivati dal personale del Servizio Interpol della Direzione Centrale della Polizia Criminale, hanno rintracciato e catturato a Parigi un pericoloso criminale di origine pakistana, AFRAZ AHMAD di 24 anni, ritenuto responsabile di numerose rapine, ai danni di escort di lusso, in diverse città italiane: Roma, Firenze, Napoli  ed in alcune città europee, tra cui Parigi.

Dagli accertamenti svolti, il giovane, dopo aver soggiornato dal 2011 al 2014, a Manchester, in Inghilterra, dove è stato arrestato e condannato per la commissione di reati contro il patrimonio, nel dicembre 2014, utilizzando generalità parzialmente difformi, è entrato in Italia, come profugo-richiedente asilo politico.

Durante tale permanenza, si è reso responsabile di gravi episodi criminosi, tra cui diversi  furti, e, almeno quattro rapine ai danni di altrettante escort, nelle città di Napoli , Firenze e Roma.

Nell’ultima rapina, ai danni di una giovane romena, nell’occasione picchiata con calci e pugni, verificatasi a Roma il 17 gennaio 2017, gli investigatori del commissariato San Giovanni, hanno raccolto una gran messe di indizi di colpevolezza nei confronti del responsabile, AFRAZ AHMAD appunto, che ha consentito al magistrato inquirente del pool “reati contro il patrimonio” della Procura della Repubblica di Roma, di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il reo, viene ristretto agli arresti domiciliari a Caserta, da cui evade, dandosi alla latitanza.

L’Autorità Giudiziaria, dispone un mandato di arresto europeo, i poliziotti intanto hanno posto in atto ogni attività investigativa, sia di tipo tradizionale che tecnica, che ha consentito di individuare il latitante a Parigi.                                                         

Dall’analisi delle informazioni acquisite sui social utilizzati dall’indagato e delle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, è emerso altresì che l’AFRAZ era costantemente in viaggio nelle maggiori città italiane nonché nelle più note capitali europee, tra cui Madrid, Parigi e  Londra, oltre che in Svizzera, Olanda e Belgio; ed era in possesso di numerose schede telefoniche intestate a persone diverse e ignare, oltre a presentarsi sempre ben vestito e in possesso di molto denaro.

Oltre alla misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, risulta da eseguire un provvedimento di fermo della procura della Repubblica di Napoli per una rapina aggravata, commessa ai danni di una escort di origine russa.

Sono in corso ulteriori indagini per verificare l’esistenza di altri episodi criminosi della medesima specie, commessi in Italia e nel resto d’Europa, atteso che, su un forum utilizzato dalle escort, si fa riferimento ad un personaggio avente le caratteristiche dell’AFRAZ, responsabile di numerosi altri episodi, analoghi, a Roma, Napoli, Firenze e Milano.

Al momento AFRAZ AHMAD risulta ristretto presso una struttura carceraria parigina dove dovrà scontare una condanna ad un anno di reclusione per il reato di estorsione e rapina aggravata ai danni di una escort francese.

CERVIA COMITATO

IL MISTERO DAVIDE CERVIA 27 ANNI DOPO/ La moglie Marisa a Radio Cusano Campus: “Lo Stato ha venduto mio marito come un pezzo di ricambio a corredo di armamenti sofisticati”

di Marco Valerio

Sono passati ben 27 anni da quel 12 settembre 1990 in cui Davide Cervia, perito elettronico, sparì nel nulla, proprio alla vigilia della prima Guerra del Golfo. Cervia fu rapito da sconosciuti davanti alla sua abitazione di Velletri (Roma) perché aveva una grande competenza in “Guerre Elettroniche”. La Procura generale presso la Corte d’appello di Roma, pur confermando il rapimento, il 5 aprile 2000, archiviò il fascicolo, rassegnandosi all’impossibilità di individuare i colpevoli. Continue reading…

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ROMA, MARITATO(FI): “ALBERO CADUTO IN ZONA CASSIA E’ FATTO GRAVE”

“Quanto accaduto nella giornata di ieri in zona Cassia, dove è caduto un albero, l’ennesimo a Roma, è un fatto di una gravità inaudita, che la dice lunga sulle precarie e inefficienti politiche, adottate dalla giunta Raggi per la manutenzione del verde e per il decoro urbano della Capitale d’Italia. La sindaca pentastellata abbia un minimo di coerenza istituzionale e metta in campo un monitoraggio davvero mirato e concreto sullo stato di salute degli alberi capitolini. La prevenzione è un elemento fondamentale”. Così, in una nota, l’esponente FI, Michel Maritato.

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Napoli, solfatara ingoia tre persone: tragedia per una famiglia di Torino

Di Valeria Davide

È finita in tragedia la vacanza per una famiglia di Torino, rispettivamente padre, madre e figlio di undici anni recatasi a Pozzuoli in visita al vulcano dei Campi Flegrei – la Solfatara. Il vulcano è attivo, in stato di quiescenza e la zona presenta numerose fumarole e getti di fango bollente.

L’area è gestita da privati: secondo la ricostruzione dei periti e degli agenti del commissariato di Pozzuoli, verso le dodici il ragazzino ha oltrepassato una recinzione che contrassegnava una zona interdetta,  cadendo in una voragine profonda due metri e mezzo che si è aperta  improvvisamente. Inseguito dai genitori – Massimiliano Carrer e Tiziana Zampella di quarantacinque e quarantadue anni – nel tentativo di salvarlo, vengono ingoiati dal fango della buca. Si suppone che siano morti per le esalazioni dei gas, teoria che sarà confermata dall’autopsia.

La tragedia si è consumata davanti agli occhi del fratellino minore di sette anni, unico sopravvissuto della famiglia, che è stato affidato alle cure di uno psicologo.

La zona interdetta  della Fangaia ,è caratterizzata da terreno poroso da cui fuoriescono gas e getti di fango ,quindi soggetta allo sprofondamento del suolo di qualche centimetro, ma le  precipitazioni intense dei giorni scorsi potrebbero essere state  la possibile causa del cedimento del suolo.

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ROMA. POLIZIA DI STATO: ARRESTATO DAGLI AGENTI DEL COMMISSARIATO VIMINALE E DELLA SQUADRA MOBILE UN BENGALESE DI 22 ANNI PER VIOLENZA SESSUALE E RAPINA

Nella giornata di sabato, gli agenti della Polizia di Stato della Quarta Sezione della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Viminale, coordinati dalla locale Procura, a seguito di una intensa attività investigativa, hanno identificato e arrestato l’uomo, che all’alba dello stesso giorno, aveva brutalmente violentato una giovane finlandese, dopo averla percossa e  rapinata.

La ragazza, giunta in Italia da qualche giorno per ragioni di lavoro, nella serata di venerdì, dopo essersi accompagnata con alcune amiche, insieme a una di loro, ha cercato un taxi per fare rientro presso l’abitazione dove alloggiava. In quel frangente, è stata avvicinata da un ragazzo molto gentile, che si era offerto ripetutamente di accompagnarla a casa con la propria autovettura, parcheggiata – a suo dire – in una via limitrofa; la giovane, fidandosi dei modi garbati dell’uomo, ha acconsentito, tranquillizzando l’amica  titubante.

Percorsi un centinaio di metri dal locale, lo sconosciuto ha tentato un approccio sessuale con la donna, nonostante lei avesse tentato di gridare e di opporsi all’aggressore, il quale non  ha desistito neppure quando una donna, udite le grida della ragazza, mentre si trovava nel proprio appartamento nelle immediate vicinanze, si fosse affacciata alla finestra, urlando e dando successivamente l’allarme.

L’uomo, a quel punto, ha minacciato di morte la persona offesa, e dopo averla picchiata con una grossa pietra, l’ha costretta a seguirlo in una zona buia e appartata, dove l’ha obbligata a subire la violenza sessuale.

Nella circostanza  ha sottratto alla vittima anche quaranta euro, dandosi poi  alla fuga.

Le indagini, subito avviate a seguito dell’intervento richiesto dalla donna che dall’abitazione aveva assistito a parte dell’aggressione, hanno permesso di identificare l’autore delle violenze:  S.K., nato in Bangladesh il 10/11/1994, è stato  anche riconosciuto dalla vittima durante la conseguente attività d’individuazione fotografica.

Le investigazioni svolte nella immediatezza dei fatti e senza sosta,  hanno consentito di individuare il responsabile in prossimità di Piazza Fiume e di procedere alla sua cattura.

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MARITATO(FI): “DECORO A PEZZI AL CENTRO DI ROMA”

“Non è la scena di un film neorealista né un fotomontaggio e nemmeno uno scherzo.  La signora che si lava le scarpe con tanto di spazzolino nella storica fontana della Pigna a piazza San Marco è pura realtà, prodotto della capitale a 5 stelle”. Lo dichiara Michel Emi Maritato, esponente di Forza Italia, passato per caso nei pressi di piazza Venezia alle ore 18 dell’11 settembre. “Il decoro – insiste l’esponente FI – è un concetto che nella Roma di Raggi non trova patria e la città sprofonda di giorno in giorno.

 

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ROMA . TUSCOLANO : APRE IL GAS DI DUE BOMBOLE E CON UN ACCENDINO MINACCIA DI FAR ESPLODERE IL PALAZZO. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN TUNISINO DI 29 ANNI

Non riusciva più a contenere il figlio, un alcolista con problemi comportamentali, così ha chiesto, componendo il  numero unico di emergenza,  l’intervento della Polizia di Stato .

Gli agenti del reparto volanti e del commissariato Romanina, arrivati velocemente sul posto, insieme alla donna, hanno provato ad entrare in casa .

Il giovane però non li ha fatti entrare, anzi, ha iniziato a gridare di allontanarsi, altrimenti avrebbe  innescato il gas aperto, poco prima, dalle due bombole, in uso nella cucina .

Al fine di preservare l’incolumità delle persone presenti nello stabile, gli agenti hanno fatto allontanare i condomini,  chiedendo contemporaneamente l’ausilio dei vigili del fuoco per l’apertura della porta, bloccata dal mobilio che il giovane aveva messo dietro l’uscio e le finestre per impedire l’ingresso .

I poliziotti, grazie ai vigili del fuoco, che hanno rilevato una presenza di gas ben al di sopra dei parametri di sicurezza, sono così riusciti ad entrare nell’appartamento ormai saturo.

Lì, hanno trovato il giovane seduto su una sedia accanto alle due bombole contenenti g.p.l., da 10 e  16 kg, con un accendino nella tasca destra dei pantaloni rinvenuto durante la perquisizione.

Bloccato a fatica , tanto che due dei poliziotti  hanno dovuto far ricorso a cure mediche, il giovane identificato per B.A., tunisino di 29 anni, dopo gli accertamenti sanitari , è stato arrestato .

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CASO DI MALARIA –MUORE BIMBA DI QUATTRO ANNI A BRESCIA

di Valeria Davide

Un caso rarissimo, così gli esperti hanno definito  la morte di una bambina di quattro anni per malaria  celebrale di cui nessuno riesce a spiegarsi come possa averla contratta.

Tante ipotesi e tanti dubbi sulla morte di Sofia; era stata ricoverata a Trento per una febbre molto alta, poi quando l’emocromo ha fatto sospettare un caso di malaria è stata trasferita con un elisoccorso all’ospedale civile di Brescia, che oltre alla rianimazione pediatrica dispone anche di un reparto per le malattie tropicali. Inutili le cure poiché le condizioni cliniche della bambina erano già abbastanza serie al suo arrivo.

Tra le tesi, un possibile contagio all’interno dell’ospedale di Trento, ma su questo frenano gli esperti perché dicono che è ancora troppo presto per avanzare alcuna  ipotesi  in questa fase,  ma bisognerà  fare chiarezza ricostruendo le ultime ore di degenza della bambina e dei suoi sposatamenti  perché come hanno riferito  i genitori non sono mai stati  in un paese considerato a rischio malaria.

Comunque è emerso che nell’ospedale di  Trento erano ricoverati due fratellini affetti da malaria – ma non si trovavano nella stessa stanza di Sofia e per loro il decorso è stato superato positivamente. Le procure di Trento e di Brescia hanno aperto due inchieste sul caso e sono stati inviati ispettori e infettivologi  che sono già al vaglio della situazione.

La ministra della salute Lorenzin spiega: «Dobbiamo accertare se c’è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo».  Se venisse confermato che il caso di malaria della bambina morta a Brescia è autoctono e trasmesso dalla zanzara sarebbe il primo da vent’anni. Lo conferma Giampiero Carosi, infettivologo dell’università di Brescia, secondo cui l’ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba.

L’istituto superiore di sanità rassicura però che non esiste alcun pericolo per la comunità e che si tratta di un caso isolato e rarissimo.

 

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CONTRASTO ALLO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI ALL’ESQUILINO: TRE PUSHER IN MANETTE

Prosegue l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, da parte degli agenti della Polizia di Stato del commissariato Esquilino, che nei giorni scorsi hanno arrestato tre pusher.

Il primo a finire in manette è stato un giovane del Mali, che alla vista dei poliziotti si è nascosto all’interno di un parco giochi a piazza Vittorio Emanuele nel tentativo di  sfuggire al  controllo. Subito raggiunto, l’uomo ha iniziato a colpire gli agenti con calci e pugni, cercando nel frattempo di disfarsi di una sacca di colore nero che aveva addosso.

Dopo una breve colluttazione e con non poca difficoltà è stato bloccato. Recuperata anche la   sacca, risultata contenere circa 60  grammi di marijuana.

C.I, queste le sue iniziali,  di 21 anni, dovrà rispondere di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

Poco dopo in manette, sempre per spaccio, è finito anche un giovane della Costa D’Avorio.

I poliziotti, nel transitare in via Carlo Cattaneo, hanno visto  due uomini nascosti dietro alcune moto, parlottare nervosamente.

Insospettiti della situazione, gli agenti hanno deciso di monitorare i movimenti dei due, appostandosi nelle vicinanze. Notato lo scambio, si sono avvicinati.

Il “cliente”, alla vista degli operatori di polizia, si è dato alla fuga mentre, Q.S., di 26 anni,   bloccato e trovato in possesso di 6 involucri di marijuana, è stato arrestato.

Ed infine, in piazza Vittorio, uno spacciatore del Gambia di 22 anni è stato arrestato nel corso di un’operazione congiunta effettuata da una pattuglia del Commissariato Esquilino e  della Stazione dei Carabinieri di Piazza Dante.

Poliziotti e Carabinieri hanno rincorso il giovane, datosi alla fuga alla vista delle forze dell’ordine, trovandolo in possesso di 30 grammi di marijuana pronta per lo spaccio.

G.L., queste le sue iniziali, oltre che di detenzione e spaccio di stupefacenti dovrà rispondere anche di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Michel Emi Maritato - Presidente AssoTutela

ASSOTUTELA: “CORDOGLIO E DOLORE PER LA SCOMPARSA DEGLI AMICI GISELLA E GUIDO”

“Apprendiamo con grande dolore della morte di Gisella Venditti e Guido Petrocchi, vittime di un tragico incidente stradale sull’A24. Due persone splendide, sempre attente alle istanze e ai bisogni del territorio, attivissime nel campo associativo e civile. Ma anche due grandi amici della nostra associazione, con cui abbiamo condiviso tante battaglie di civiltà. Tuttavia, Gisella e Guido non erano né iscritti e né rappresentanti di Assotutela, come hanno erroneamente riportato alcuni giornali in queste ore: lo diciamo per amore della verità, ma questo non cambia lo stato delle cose. Gisella e Guido, purtroppo, non ci sono più, lasciandoci un vuoto incolmabile. Non li dimenticheremo mai. Vogliamo rivolgere la più totale vicinanza alle famiglie Venditti e Petrocchi”. Così, in una nota, il presidente della Associazione Assotutela, Michel Maritato.