Cronaca

Lombardia, operazioni antimafia - Polizia

ROMA. ESCE DA CARCERE PER PERMESSO MA NON FIRMA IN COMMISSARIATO: ARRESTATO

Ieri gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Casilino hanno arrestato C.G., di 43 anni, personaggio legato ad un noto clan. Come riferisce la Questura, l’uomo infatti, uscito dal carcere di Perugia il giorno prima grazie ad un permesso da fruire a Roma, non ha ottemperato alle prescrizioni impostegli. In particolare, non si e’ presentato presso gli uffici del commissariato di Polizia come previsto e cosi’, i poliziotti dopo averlo rintracciato lo hanno condotto in carcere.

Michel Emi Maritato

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‘ABORTO PRIMA CAUSA DI FEMMINICIDIO’, PARLA L’AUTORE DEI MANIFESTI

Filippo Savarese, direttore delle campagne Citizengo Italia, è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Sui manifesti apparsi ieri a Roma con scritto ‘l’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo': “Volevamo provocare un dibattito su un tema divisivo, scottante e doloroso. Un tema che ricorre nei 40 anni dalla legge sull’aborto. Vogliamo esprimerci e affermare le nostre opinioni. Ci sono milioni di italiani contrari all’aborto, dobbiamo sfondare il muro mediatico che ci circonda. Siamo soddisfatti del risultato, stamattina ne hanno parlato tutti i giornali. Abbiamo scelto questo profilo perché abbiamo voluto attaccare l’ipocrisia di un certo femminismo che si preoccupa della difesa della donna ma non se ne preoccupa davanti alla vita nascente. Il parallelo tra aborto e femminicidio nasce da un parallelo precedente. Noi crediamo che la vita umana sia da tutelare fin dal momento del concepimento. L’aborto è un omicidio, interrompere la gravidanza di una donna è un omicidio. Una donna che abortisce è un omicida, è chiaro, è evidente”.

Michel Emi Maritato

 

vigili del fuoco

COLOSSEO, FIAMME IN APPARTAMENTO: UNA PERSONA LIEVEMENTE INTOSSICATA

Fiamme, la scorsa notte, in un appartamento al piano terra di una palazzina a via Marco Aurelio, 49. Sul posto i vigili del fuoco arrivati con un’autobotte e il carro Autoprotettori. Una volta intervenuti per spegnere le fiamme i vigili del fuoco hanno subito notato che nell’appartamento bruciato era presente una ingente quantità di scarti e rifiuti. Prontamente hanno spento il rogo nella camera da letto, evitando il propagarsi delle fiamme in altre stanze. All’arrivo dei soccorsi la proprietaria si trovava all’esterno dell’abitazione.

Michel Emi Maritato

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ATAC, ASSOTUTELA: “TUTELARE INCOLUMITA’ PENDOLARI SU BUS ”

“Reputiamo assolutamente allarmante quanto accaduto oggi in centro storico a Roma, dove in via del Tritone è andato a fuoco un bus Atac. Fatti del genere ormai non si contano più e dimostrano come la sicurezza dell’utenza sia messa in forte pericolo a causa dell’immobilismo delle istituzioni competenti: Comune di Roma e management dell’azienda municipalizzata che, lo ricordiamo, sta attraversando una profonda crisi operativa ed economico-finanziaria. Siamo molto preoccupati e speriamo che si possa fare immediata chiarezza sulle cause del mezzo a fuoco in via del Tritone”. Così, in una nota, il presidente della associazione Assotutela, Michel Emi Maritato.

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Omicidio Natascia Meatta, la mamma: “Lo Stato ha lasciato sole me e mia nipote. I Giudici hanno creduto alle bugie dell’assassino”

In attesa della Cassazione in programma per luglio, Rita Caldara, mamma di Natascia Meatta uccisa con un colpo di pistola dal suo ex compagno, è intervenuta ai microfoni di “Legge o Giustizia” condotto da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus. “Ho visto morire mia figlia con i miei occhi – ha raccontato Rita – c’erano stati dei precedenti e mia figlia aveva paura di denunciare il suo ex compagno in primo luogo per la figlia e di conseguenza per proteggere il padre, anche se non andava salvaguardato. Io avevo fatto una segnalazione ai Carabinieri con la promessa che mi sarei ripresentata con mia figlia perché solo lei poteva sporgere denuncia. Oggi come oggi vengono uccise anche donne che hanno denunciato. Mi chiedo a cosa servano le denunce? Per questo lei aveva paura a denunciarlo: per paura delle ritorsioni. Ho assistito ad un paio di episodi di violenza e dopo aver chiamato le forze dell’ordine l’ho portata al pronto soccorso sotto loro consiglio”. In primo e secondo grado l’uomo è stato condannato a 5 anni per omicidio colposo ed è a piede libero: “C’è molta paura perché non ci sentiamo tutelati. Sono rimasta incredula dalla sentenza. Lui inoltre stava indossando la divisa in un momento non idoneo perché era in malattia. Mi sto chiedendo cosa sia successo per arrivare ad una sentenza di 5 anni per omicidio colposo, che è stata costruita sulla narrativa perché se si fossero tenute in conto le prove balistiche e autoptiche si sarebbe arrivati ad un’altra pena. La sentenza è stata viziata dalle sue menzogne”. Ora la famiglia si è affidata all’avvocato Massimiliano Santaiti: “L’incontro con l’avvocato Santaiti mi ha ridato lo slancio per combattere, perché gli avvocati precedenti non li ho visti combattivi, forse perché non potevo retribuirli come si aspettavano. Il vero rischio è che la custodia di mia nipote, che ora sta con me, sia affidata a lui in futuro. Ma lui non ha mai cercato sua figlia, non le ha mai dato importanza. Addirittura negli interrogatori ha fatto fatica a riposizionarla sul luogo del delitto (la figlia di Natascia e di Alessandro Popeo ha assistito alla morte della mamma, ndr). Si è contraddetto spesso durante gli interrogatori”. Cosa spera possa accadere in terzo grado? “Io spero che la Cassazione approfondisca sia le prove balistiche che quelle autoptiche. Non c’è stato aiuto da parte dello Stato o dagli assistenti sociali. Si è attivata un’assistenza sociale dal Tribunale in automatico dopo molto mesi dal fatto, tempo dopo che avevo già iniziato a far seguire la bambina da una psicologa. Avevo bisogno di un aiuto per spiegarle quello che era successo, per spiegarle che sua madre non c’era più”.

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SALERNO-VIOLENTA E PICCHIA LACOMPAGNA INCINTA

di Valeria Davide

Un altro caso di violenza domestica si è consumato nel  salernitano a danno di una quarantenne in stato di gravidanza. Era da tempo che la donna si recava più spesso  presso l’ospedale di Polla per farsi medicare lividi e ferite sul corpo ma non aveva mai esposto denuncia contro il convivente, né aveva  mai riferito che i dolori erano provocati dalle botte e violenze subite . Solo in merito a ripetuti sospetti  sono partiti gli accertamenti da parte dei carabinieri che stanno verificando se le violenze si ripetevano da tempo. Dalle prime indagini è emerso che l’uomo la minacciava, la picchiava e se si rifiutava di avere rapporti sessuali la violentava.  Violenza che non si è mai placata nonostante la donna fosse in stato di gravidanza. L’uomo non sosteneva economicamente la donna, non le comprava le medicine necessarie al suo stato e più volte ha provato a strozzarla. Nei prossimi giorni sarà ascoltato l’uomo .

*Incidenti stradali/ Auto sul marciapiede:travolte 3 donne, gravi

Grave incidente stradale a Monteverde

Grave incidente stradale questa mattina alle 7.45 a Monteverde, in Piazzale dei Quattro Venti, dove un 40enne alla guida di uno scooter ha investito un uomo di 78 anni. Come riferisce la Dire, entrambi hanno riportato gravi conseguenze e sono ricoverati in codice rosso all’ospedale San Camillo. Sul posto e’ intervenuto il XII Gruppo Monteverde della Polizia locale.

Michel Emi Maritato

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CLOCHARD INVESTITO ALLE TERME DI CARACALLA, MORTO SUL COLPO

Incidente mortale ieri sera alle Terme di Caracalla poco dopo le 23. A perdere la vita sul colpo, in via Druso, un senza fissa dimora tra i 55 e i 60 anni. La salma e’ stata portata al Policlinico di Tor Vergata per l’identificazione. L’auto che l’ha travolto, per cause in corso di accertamento, e’ una monovolume guidata da un uomo di 45 anni. Procede il I Gruppo Trevi della Polizia di Roma Capitale.

Lombardia, operazioni antimafia - Polizia

COLOSSEO, CON COLTELLO IN MANO SPAVENTA PASSANTI

Ieri mattina una pattuglia del Gssu della Polizia Locale ha osservato un uomo, di nazionalità etiope di 45 anni, che in via Celio Vibenna, di fronte al Colosseo, si aggirava tra la folla con in mano un coltello, urlando frasi sconnesse. Gli agenti lo hanno subito avvicinato e circondato. Una volta fatti allontanare i turisti, è scattato l’arresto. Nel bloccarlo uno degli operatori è rimasto ferito, riportando una prognosi di cinque giorni. Questa mattina il processo per direttissima per lesioni, minacce e resistenza.

Michel Emi Maritato

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TESTACCIO, AGGREDISCE POLIZIOTTI: ARRESTATO 22ENNE

Gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti in queste ore in via di Monte Testaccio dopo la segnalazione di persona in escandescenza. Quando sono giunti sul posto, l’uomo, ancora in evidente stato di agitazione, ha aggredito i poliziotti minacciandoli. Accompagnato negli uffici del commissariato Celio, lo straniero, di origini africane, è stato arrestato per minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Michel Emi Maritato