Attualità

Chiara Ferragni, paura per una caduta in gravidanza: «Visita di controllo, non si sa mai»

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Di Lorena Fantauzzi

Piccolo spavento per Chiara Ferragni, che ha raccontato sui social di essere caduta e di essere corsa a fare una nuova ecografia a poche ore di distanza dall’ultima per essere più tranquilla. La moglie di Fedez, infatti, è incinta di una bambina e temeva che potesse esserle successo qualcosa. «Ieri ho fatto una piccola caduta mentre camminavo nella natura (senza farmi nulla) ma in gravidanza non si sa mai quindi oggi ho fatto un’altra visita di controllo», ha detto su Instagram.

Tra conferme e nuove restrizioni: ecco il Dpcm in vigore da domani

Tra conferme e nuove restrizioni: ecco il Dpcm in vigore da domani | Regioni a rischio zona rossa e arancione, attesa per la decisione
Stop agli spostamenti fino al 15/2 e superiori in presenza al 50%. Confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5, il divieto dʼasporto per i bar sarà invece alle 18
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Di Lorena Fantauzzi

Quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che da domenica potrebbero essere le prime zone rosse del 2021. Entrerà in vigore nelle prossime ore la nuova stretta per il nostro Paese. Le ultime modifiche al Dpcm valido dal 16 gennaio sono state illustrate dall’esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province. Nessun passo indietro, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì.

Zone con restrizioni – Con Rt 1 o con un livello di rischio “alto” o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Quasi tutte le regioni rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa.

Visite private, limite di 2 persone – Fino al 5 marzo, sarà in vigore la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

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Divieto di vendita da asporto per i bar dalle 18 – Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: “non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori” ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori.

Impianti sci chiusi fino al 15 febbraio, chiuse palestre e piscine – Gli impianti sciistici non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti. Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri.

Tornano le crociere, riaprono i musei in zona gialla – Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. “E’ un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro.

La “zona bianca” – Con il decreto viene introdotta la “zona bianca”, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.

Foto VI Distretto con logo

Via Duilio Cambelotti. Gestivano traffico di sostanze stupefacenti “in famiglia” con un guadagno di circa 30 mila euro al mese: 4 le misure eseguite dalla Polizia di Stato nei confronti di un noto clan della capitale.

Madre, figlio, cugina e compagna del figlio tutti appartenenti ad un clan ben noto nella capitale. L’organizzazione era consolidata e ben strutturata, i clienti, telefonicamente  si accertavano della disponibilità della droga e, in caso positivo venivano dirottati o al quarto piano, dalla cugina o all’ottavo piano, appartamento  abitato o comunque dove erano presenti la compagna e la madre. Continue reading…

IL COVID, CON LE SUE ZONE, DISTRUGGE I RISTORANTI DEI CASTELLI ROMANI

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Di Lorena Fantauzzi
L’economia castellana ed il suo indotto, che si reggeva per lo più sui ristoranti è finita! Sono finiti i tempi in cui i famosi ristoranti che si appoggiavano anche alle dependance estive o invernali dei più famosi ristoranti di Roma e sono finiti i tempi belli del miracolo economico della cucina castellana anche decantata da famose canzoni. Dagli stornelli rinomati in tutto il Mondo da Petrolini a Silvestri con l’orecchiabile refrain di Nannì Nannì della “Gita a li Castelli” ai brani più impegnativi di “Arrivederci Roma” cantata da Renato Ranucci alias Renato Rascel, oggi invece registra il De Profundis della cucina castellana come titolato da un quotidiano romano che ha scritto “Ristoranti allo stremo”.
Più che allo stremo molti ristoranti, bettole, taverne ed tavole calde ma anche ristoranti famosi addirittura chiusi. Comunque oggi lo screenshot della cucina è drammatica ma soprattutto per la chiusura pomeridiana e serale in cui si parla di “vero e proprio mortorio “.
Oggi, sia perché gli esercenti non hanno saputo reinventarsi un vero e proprio ruolo e del Covid ne fanno un alibi e delle zone rosse, arancioni e o variopinte ma sicuramente penalizzanti in cui additano forti accuse ai governanti, battono la fiacca, se non addirittura non riescono quando aprono a coprire le spese.
Da Genzano ad Albano passando per Marino, Grottaferrata e Frascati è tutto un pianto! Uccisi dal governo, i ristoratori sono allibiti e che non riescono a pianificare neppure il loro lavoro minimale, falcidiato anche da defezioni dei clienti oltre che da un Governo che non sa tutelare l’economia minimale.
E questi esercenti, quando aprono, non riescono a sostenere le spese!

Papa Francesco ha ufficializzato che le donne possono leggere la Bibbia e svolgere servizio all’altare durante le messe

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Di Lorena fantauzzi
Papa Francesco ha stabilito con una decisione diretta e univoca – motu proprio – che d’ora in poi i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato saranno aperti anche alle donne. È di fatto la ratificazione di una prassi già diffusa, e significa che le donne che leggono la Bibbia durante le celebrazioni liturgiche o che svolgono un servizio all’altare, come ad esempio le ministre straordinarie dell’eucaristia, d’ora in poi lo potranno fare in maniera ufficiale e attraverso un atto liturgico che conferisce loro l’incarico.
In molte comunità in tutto il mondo le donne leggevano già il Vangelo oppure si occupavano di altre attività durante la celebrazione della messa, dopo aver ottenuto un’autorizzazione da parte dei vescovi. Come ha spiegato il giornale ufficiale del Vaticano, Vatican News, questo però avveniva «senza un mandato istituzionale vero e proprio, in deroga a quanto stabilito da san Paolo VI, che nel 1972, pur abolendo i cosiddetti “ordini minori”, aveva deciso di mantenere riservato l’accesso a questi ministeri alle sole persone di sesso maschile perché li considerava propedeutici a un eventuale accesso all’ordine sacro».
In una lettera indirizzata assieme al motu proprio al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Luis Ladaria, Papa Francesco ha spiegato che «tali ministeri laicali, essendo basati sul sacramento del Battesimo, possono essere affidati a tutti i fedeli, che risultino idonei, di sesso maschile o femminile, secondo quanto già implicitamente previsto dal secondo paragrafo del canone 230». Per questa ragione, dopo essersi consultato con i Dicasteri competenti, Papa Francesco ha detto di aver «ritenuto di provvedere alla modifica» del primo paragrafo del canone 230 del Codice di Diritto Canonico, che ora stabilisce che tutti «i laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale» possano essere «assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti», indipendentemente dal sesso.
Tra le altre cose, la lettera del Papa chiarisce anche che la Chiesa «non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale»