Agroalimentare

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SALUTE; CAMPAGNE LIBERALI: AUCHAN CONTRO IL MADE IN ITALY

“Il nuovo programma di Auchan ‘La vita in blu’ rischia di essere una lama a doppio taglio per i consumatori italiani e per il made in Italy. La catena francese vuole infatti introdurre un sistema simile a quello dei semafori per segnalare agli utenti quali prodotti, secondo il loro personalissimo punto di vista, siano da considerarsi salutari o no” – riferisce con una nota Campagne Liberali.

“Auchan dice di voler fare una selezione qualitativa diversa da paese a paese. Ma – si chiedono da Campagne Liberali – può un alimento essere valutato salutare o meno a seconda dall’area geografica in cui viene consumato? Sembra piuttosto che Auchan voglia utilizzare il principio di precauzione secondo il proprio tornaconto personale. Tanto più che esistono autorità sanitarie nazionali chiamate a decidere sulla nocività o meno di un prodotto”.

“Non può essere tollerato – conclude Campagne Liberali – questo modo di agire che punta, in modo neanche troppo implicito, ad ingannare il consumatore per puri motivi di marketing. Così facendo, il made in Italy corre il rischio di essere danneggiato dalle politiche dei bollini e dei semafori. E soprattutto chi ci assicura che Auchan non applichi il bollino negativo a prodotti di eccellenza italiani per trarne vantaggio sui propri?”.

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LATINA, ASSOTUTELA: DA COMUNE SU MENSA STUDENTI DI SERIE A E B”

“La tecnologia avanza e anche comunità locale e pubbliche amministrazioni devono adeguarsi. Succede ad esempio per la dirigenza degli istituti comunali che devono comunicare al municipio quali studenti hanno proceduto correttamente alla iscrizione on line del servizio mensa e chi non lo ha fatto o l’ha fatto in maniera errata. Pena la non disponibilità del servizio in oggetto. Questo, tanto per citare un caso, accade a Latina dove il Comune ha scritto alle scuole che saranno ammessi alla mensa solamente i ragazzi le cui famiglie avranno perfezionato entro una certa data l’iscrizione on line. Come associazione che tutela i consumatori, ci chiediamo come sia possibile una realtà del genere: capisco il rispetto delle regole ma dove è finito il buonsenso, l’assistenzialismo dello stato? In questo modo si rischiano solamente di avere bimbi di serie A e bimbi di serie B”. Cosi in una nota il presidente di Assotutela, Michel Maritato.
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DA CAMPAGNE LIBERALI RIVELAZIONE SHOCK: I PRODOTTI ‘LIGHT’ E ‘SENZA OLIO DI PALMA’ HANNO PIÙ GRASSI SATURI

“Con la seconda edizione dell’analisi comparativa, realizzata dalla piattaforma Campagne Liberali, si mette a nudo un altro dei falsi miti che circola ormai da alcuni mesi nell’opinione pubblica: molti prodotti in commercio presentati come ‘light’, e che hanno voluto inserire sulle proprie confezioni la dicitura ‘senza olio di palma’, presentano una maggiore presenza di grassi saturi rispetto ai prodotti realizzati con olio di palma”. Così in una nota Campagne Liberali, piattaforma di cittadini che difende il diritto alla libera scelta e promuove il corretto dibattito scientifico.

L’analisi ‘Senza olio di palma, ma più saturi’ nasce per rispondere a una domanda molto semplice: dove c’è olio di palma ci sono più grassi, soprattutto saturi, rispetto ai prodotti in cui è stato eliminato?

“La risposta è no”, rivela Campagne Liberali. Come riporta lo studio, ”

i grassi saturi, ovvero quelli che incidono di più in sulla nostra salute, ma anche i grassi totali, sono gli stessi se non addirittura di più in molti casi. È sufficiente leggere e confrontare etichette e tabelle nutrizionali di prodotti similari, laddove l’olio di palma è stato sostituito per lo più con olio di cocco, olio di girasole, olio di mais, oltre che burro, burro di cacao e burro di karitè”.

La notizia più sbalorditiva è quella che riguarda i prodotti da forno cosiddetti ‘salutisti’, quelli cioè che il commercio identifica come ‘light’ agli occhi dei consumatori. Il confronto tra due noti prodotti della grande distribuzione evidenzia che, su 100 grammi di prodotto, quello senza olio di palma contiene 18 grammi di grassi di cui 4,9 grammi di grassi saturi. Diversamente il prodotto di pari livello, ma con olio di palma, contiene 3,7 grammi di grassi saturi su un totale di 13 grammi di grassi totali.

“Questa seconda edizione ha prodotto risultati sulla falsa riga della prima pubblicata a maggio 2017. In questo aggiornamento abbiamo aumentato e suddiviso a loro volta per tipologia: merendine a sfoglia, frollini, wafer, merendine con cialda e cioccolato, crostatine. Sono state inoltre aggiunte due nuove categorie: i prodotti impanati e i gelati confezionati” – riferiscono da Campagne Liberali.

“La scelta di cavalcare il falso mito che ‘senza olio di palma’ significhi ‘più salutare’ – puntualizzano – si dimostra totalmente fuorviante e ingannevole visto che la sostituzione dell’olio di palma non determina un miglioramento del profilo nutrizionale dei prodotti alimentari. Così come eliminarlo non significa essere più ambientalisti, visto che le piantagioni di olio di palma sono le più sostenibili: la palma da olio utilizza in tutto il mondo 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% del totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono invece ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale. Inoltre, rispetto ad altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia rispetto alla soia e alla colza. Non solo, l’olio di palma è ottenuto tramite spremitura, l’olio di girasole viene spesso raffinato chimicamente in un bagno solvente.

“Insomma – conclude la nota – i cittadini consumatori devono essere informati, altrimenti il rischio è di lasciarli in balia di slogan che più convengono a certe parti politiche e che servono a indirizzare certe scelte commerciali anche da parte delle Istituzioni. Questo l’obiettivo che persegue Campagne Liberali, insieme a quello di stimolare anche le imprese a utilizzare pratiche commerciali più trasparenti e rispettose di noi tutti”.

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LEO Pharma annuncia che più della metà dei pazienti in trattamento con brodalumab mantiene livelli costanti di cute libera da lesioni per oltre due anni

LEO Pharma ha annunciato oggi i nuovi dati degli studi clinici di Fase III che ampliano la base di evidenze sull’efficacia, la sicurezza e i benefici sulla qualità di vita dei pazienti in cura con brodalumab, farmaco biologico per chi soffre di psoriasi a placche da moderata a grave. I risultati della fase di estensione di uno studio a lungo termine hanno rilevato che brodalumab ha mantenuto livelli elevati e costanti di cute libera da lesioni (PASI 100) in pazienti con malattia da moderata a grave. Un’ulteriore analisi aggregata dei trial clinici di fase III AMAGINE ha mostrato che i pazienti in trattamento con brodalumab hanno ottenuto significativi miglioramenti della qualità di vita rispetto ai pazienti trattati con placebo. I dati sono stati presentati al 26o Congresso della European Academy of Dermatology (EADV) in corso a Ginevra, Svizzera.

“I pazienti con psoriasi moderata-grave, che in Italia sono circa 150.000, attualmente hanno diverse opzioni terapeutiche; tuttavia ci sono ancora ampie aree di miglioramento nelle attuali terapie”, spiega Giampiero Girolomoni, Direttore di Dermatologia, Università degli Studi di Verona. “Brodalumab è un farmaco biologico innovativo, molto efficace, che permette ai pazienti di avere una pelle completamente pulita con rapidità e per lungo tempo. È un farmaco assai interessante in quanto consente di ottenere risultati clinici di efficacia non raggiungibili dalle terapie oggi disponibili”.

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Le iniziative FAI di settembre e ottobre delle Delegazione di Viterbo

L’apertura della Tomba degli Scudi il 24 settembre e il 29 ottobre. La FAI Golf Cup l’1 ottobre. La visita guidata a Bassano in Teverina l’8 ottobre. La Giornata FAI d’Autunno il 15 ottobre. È l’intenso autunno della Delegazione FAI di Viterbo, con l’unico obiettivo di far conoscere, promuovere e valorizzare la Tuscia. Si partirà il 24 settembre con la visita guidata alla Tomba degli Scudi, gioiello dell’arte figurativa etrusca, nella necropoli Monterozzi di Tarquinia. Replica il 29 ottobre. La FAI Golf Cup si terrà l’1 ottobre al Tarquinia Country Club, per raccogliere fondi a sostegno del Fondo Ambiente Italiano. Alla scoperta di Bassano in Teverina e del suo territorio l’8 ottobre, con una passeggiata a ritmo lento tra arte, natura ed enogastronomia. Tutto da vivere il 15 ottobre con la Giornata FAI d’Autunno, la festa dedicata allo straordinario patrimonio artistico dell’Italia. «Su questo evento daremo le informazioni nelle prossime settimane. – afferma la Delegazione di Viterbo – Per le altre iniziative basta andare sulla nostra pagina facebook».

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Quinta edizione per la tradizionale sagra di Fabrica di Roma

Ricercato in cucina per la sua prelibatezza, elemento ricco di proteine, vitamine, amidi, fibre, calcio fosforo e ferro, il fagiolo carne è tra le semenze autoctone in via d’estinzione. Ad esso è dedicata una celebre sagra che il comune di Fabrica di Roma, territorio tra i maggiori produttori del fagiolo, organizza da alcuni anni. La quinta edizione, in programma i prossimi 15, 16 e 17 settembre offrirà un programma conviviale di intrattenimento musicale che accompagnerà il ricco menu del rinomato “faciolo”: a prezzi popolari, negli stand all’aperto allestiti in Parco Le Vallette, sarà possibile scegliere tra antipasti, primi tipici del luogo e secondi rivisitati.
La storia del fagiolo carne – conservata in parte negli archivi fabrichesi e in parte in quello di stato viterbese, è legata ad una tradizione che si è evoluta nel tempo: la cultura contadina ci informa che in epoche remote veniva addirittura usato come pagamento in natura per il canone di locazione di terreni e fu per secoli la principale forma di sostentamento per la povera gente. Riscoprirne il gusto attraverso la sagra è anche una buona occasione per scoprire Fabrica di Roma, antico paese della Tuscia viterbese ricco di storia e monumenti che celebra la cultura e la gastronomia del territorio anche attraverso altri eventi nel corso dell’anno.
La sagra del fagiolo carne è organizzata dal comitato San Matteo in collaborazione con il Comune di Fabrica di Roma.

 

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Maritato: “Uova al veleno? I cittadini chiedono rassicurazioni serie”

“A chi debbono credere i cittadini in preda al panico per la presunta distribuzione di uova contaminate nei nostri punti vendita? Se, da una parte il ministero della Salute tende a rassicurare dichiarando il nostro Paese non coinvolto, l’Europa invece vedrebbe anche l’Italia tra i territori interessati. Ė il solito teatrino italiano”. Lo dichiara Michel Emi Maritato (Fi) che chiede risposte sicure per la collettività che si pone mille interrogativi. “Vorremmo sapere se i Servizi di igiene degli alimenti delle Asl siano stati comunque allertati e come intendano procedere con i controlli. Nessuna parola, fra l’altro è venuta dal presidente Zingaretti, circa l’azione preventiva delle aziende sanitarie. Ci chiediamo come mai l’allarme sia stato lanciato così in ritardo, con le uova già nei punti vendita. Non vorremmo che dietro ci fossero le solite ragioni commerciali, per cui si mette a repentaglio la salute collettiva in nome dell’interesse di qualcuno. Ė una situazione gravissima su cui occorre andare  a fondo e noi non ci  risparmeire”, chiosa l’esponente forzista.

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UNIONE OLIO DI PALMA SOSTENIBILE SU INTERROGAZIONE ON. CAPEZZONE A MINISTERO SALUTE

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile plaude all’iniziativa dell’On. Capezzone, che ha presentato in data 3 agosto 2017, presso l’ufficio legislativo della Camera dei Deputati, un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute in merito al “Piano Regionale per il diritto allo studio per il triennio 2017-2019” approvato dalla Regione Marche il 27 giugno scorso. Nell’interrogazione, si chiedono delucidazioni al Ministero sulla delibera con la quale il Consiglio Regionale delle Marche  – su richiesta del Consigliere Giovanni Maggi del Movimento 5 Stelle –  ha introdotto l’invito a privilegiare, nelle mense universitarie, prodotti “non contenti olio di palma”.

“Ci auguriamo che il Ministero della Salute chiarisca, una volta per tutte (qualora ce ne fosse ancora bisogno), i dubbi sull’applicazione del presunto ‘principio di precauzione’ invocato in maniera sconsiderata e senza alcun valore scientifico dai sostenitori del provvedimento oggetto di contestazione. È importante che sia chiaro a tutti come, sotto il profilo della sicurezza alimentare, l’olio di palma sia un ingrediente che può far parte a primo titolo della nostra dieta, confermando l’inopportunità di alimentare inutili allarmismi nella popolazione attraverso simili iniziative legislative e regolamentari. Ad oggi, nessun Istituto o Ente o Organizzazione nazionale o internazionale ha mai ritenuto di vietare l’olio di palma dall’alimentazione né di limitarne l’uso in via precauzionale. Siamo dunque esterrefatti  che il Consiglio regionale delle Marche abbia preso una decisione che va contro il Parere di organismi istituzionali e scientifici. Ed è per questo motivo che daremo battaglia in tutte le sedi su questo fronte, per la tutela di chi produce e usa questo ingrediente e per il consumatore che deve essere libero di poter scegliere al di là di facili attacchi demagogici” dichiara  Giuseppe Allocca, Presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile a commento di un provvedimento – quello della Regione Marche – ingiustificatamente discriminatorio e non supportato da alcun riscontro scientifico, ma solo finalizzato a criminalizzare di fatto un singolo ingrediente.

“Invitiamo, dunque,  le Autorità competenti  – continua  Giuseppe Allocca  – a vigilare ed intervenire, anche mediante l’esercizio dei poteri autoritativi di competenza, affinché ulteriori simili atti non siano adottati dalle locali stazioni appaltanti. Tali provvedimenti, oltre a ledere i principi della leale concorrenza, influenzano negativamente la percezione dei consumatori proprio per la credibilità ed autorevolezza dell’autorità emanante, alimentando la campagna di demonizzazione da tempo in atto nei confronti dell’olio di palma”.

Già nei giorni scorsi, l’Unione aveva diffidato la Regione Marche, invitandola a modificare il provvedimento e, in queste settimane, l’Unione ha continuato asensibilizzare tutte le Regioni  (tramite una lettera rivolta a tutti Presidenti Regionali) invitandole  ad astenersi dall’adottare atti immotivatamente lesivi per la pluralità di operatori economici che, a tutt’oggi, nel rispetto della normativa inerente la sicurezza alimentare, producono e distribuiscono prodotti contenenti olio di palma. Misure che potrebbero arrecare gravi danni sotto il profilo dell’immagine e della reputazione commerciale dei medesimi.

L’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile proseguirà nella propria attività di sensibilizzazione e di monitoraggio, coinvolgendo, se necessario, le Autorità competenti nei confronti di atti e/o provvedimenti volti a limitare, se non addirittura eliminare, l’olio di palma dai prodotti utilizzabili ed erogabili dalla Pubblica Amministrazione, ivi comprese le procedure a evidenza pubblica necessarie per il relativo approvvigionamento.

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OLIO DI PALMA: CAMPAGNE LIBERALI PLAUDE ALL’INTERROGAZONE PRESENTATA DA CAPEZZONE

“La clausola anti olio di palma inclusa nel Piano triennale per il diritto allo studio della Regione Marche, recentemente approvato dal Consiglio regionale, è un vero e proprio ostacolo al principio di leale concorrenza negli appalti di fornitura pubblici”. A dichiararlo Campagne Liberali, l’associazione di cittadini non bipartisan che agisce per tutelare la libera scelta dei consumatori e promuovere la corretta informazione scientifica nel dibattito pubblico.

“Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha fatto pressioni per inserire questa previsione nel Piano triennale per il diritto allo studio, nascondendosi dietro la giustificazione del “principio di precauzione”. Il punto è – sostengono i vertici di Campagne Liberali – che non “sono i partiti e la politica a dover decidere come e quando adottare un principio scientifico precauzionale, bensì il Ministero della Salute o gli enti internazionali preposti come la Commissione Europea”. “Nessuna di queste organizzazioni – prosegue ancora Campagne Liberali – ha mai pensato di applicarlo all’olio di palma. “Per questo motivo apprezziamo e supportiamo l’interrogazione depositata presso la Commissione Affari Sociali dall’Onorevole Daniele Capezzone, che chiede al Ministro della Salute di intervenire affinché non si verifichino ulteriori episodi in cui la scienza e la salute vengono falsate e utilizzate come giustificazione per distorcere la libera concorrenza e fuorviare il consumatore”. “Questo è quello che è successo con il Piano triennale per il diritto allo Studio della Regione Marche”, conclude infine l’associazione.

Campagne Liberali ha realizzato uno studio, pubblicato nel maggio scorso, in cui da una comparazione effettuata su etichette e profili nutrizionali di ben 25 prodotti fra i più consumati del mercato alimentare italiano, e destinati soprattutto a bambini e adolescenti (snack e merendine), è emerso chiaramente che spesso quei prodotti in cui l’olio di palma è stato sostituito con altri oli o grassi contengono più grassi saturi di quelli che invece tutt’ora continuano a utilizzarlo.

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TRIBUNALE ASSOLVE GENITORI CHE ALIMENTANO CON DIETA VEGANA BAMBINO DI 15 MESI

L’avvocato Carlo Prisco, legale di due genitori vegani che hanno sottoposto a dieta vegana il proprio bambino di 15 mesi, è intervenuto ai microfoni di ECG, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

La vicenda: “E’ una storia come purtroppo non poche ne capitano. Ormai in questi ultimi decenni la storia giudiziaria ci ha abituato a vedere casi simili. Casi in cui un bambino manifesta dei problemi di salute di vario genere o una lentezza nell’accrescimento calcolata in base alle tabelle standard e in questo caso i sanitari fanno subito la solita domanda, chiedono che alimentazione segua il piccolo e se la risposta è vegana ecco che scatta la conclusione che qualsiasi male sia riconducibile a questa alimentazione. In questo caso è successo proprio questo, un bambino di 15 mesi ha avuto un calo ponderale e una lentezza nell’accrescimento che prima è stata dovuta alla contrazione della sesta malattia e poi probabilmente a un problema di quantità di alimentazione del bambino, che per vari motivi mangiava poco. I genitori lo hanno portato in ospedale, qui i sanitari hanno accertato che era vegano e hanno subito concluso che bisognava segnalare il caso alla procura dei minori cominciando subito ad alimentarlo in modo onnivoro per loro convinzione che il problema andasse risolto semplicemente così. Poi il bambino è tornato a casa,  i suoi genitori lo hanno ricominciato ad alimentare in modo vegano, però nel frattempo si era aperto il procedimento giudiziario per accertare le loro eventuali responsabilità. Per fortuna gli esami nell’anno successivo hanno accertato che il bambino mangiando vegano è stato benissimo, è cresciuto normalmente, non ha avuto nessun problema e quindi il tribunale ha fatto cadere tutte le accuse nei confronti dei genitori, prendendo una decisione molto importante, perché alla fine si dice proprio che la scelta vegana non rappresenta una scelta biasimevole”.

 

L’avvocato prosegue: “Chi pensa che questa sia una scelta folle sbaglia. Il problema è a monte. Siamo così sicuri che l’alimentazione onnivora sia quella giusta? Lo diamo per scontato per nostra abitudine, già se fossimo indiani non la penseremmo così. Questo dei due genitori di Cagliari non è un caso isolato. Io in questo settore ho maturato una certa esperienza. Io sono vegano da alcuni anni, prima ancora ero stato vegetariano pe. Se avessi un figlio anche io gli farei seguire la dieta vegana. L’essere umano non è fatto per mangiare cibi cucinati, questo è un fatto di logica che ciascuno di noi può raccogliere con l’osservazione”.

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CAMPAGNE LIBERALI aderisce e partecipa alla Conferenza Stampa: Per Conoscere ‘Sosteniamo la Scienza e il Metodo Scientifico’

Giovedì 15 Giugno 2017 alle ore ore 10:00 presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica (Ingresso principale di Palazzo Madama), avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dell’Appello che abbiamo promosso e sottoscritto da accademici, ricercatori, scienziati, cittadini e politici, a favore della scienza e del metodo sperimentale quale strumento critico per migliorare la conoscenza e stimolare lo sviluppo sociale ed economico. Continue reading…

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DICHIARAZIONE DI AMSTERDAM, MINISTRO GALLETTI RISPONDE POSITIVAMENTE ALL’APPELLO DI CAMPAGNE LIBERALI

Campagne Liberali plaude alla scelta del Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, di aderire alla Dichiarazione di Amsterdam. Il Ministro ha risposto positivamente all’invito di Campagne Liberali di firmare la Dichiarazione che impegna i Paesi firmatari a promuovere l’impiego di olio di palma 100% sostenibile entro il 2020. Per Campagne Liberali, l’adesione del Ministro Galletti conferma che l’olio di palma è un ingrediente salubre ed anche compatibile con criteri elevati di sostenibilità ambientale. Continue reading…

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SENZA OLIO DI PALMA MA PIÙ GRASSI SATURI: ANALISI COMPARATIVA DI ‘CAMPAGNE LIBERALI’

Dove c’è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi? La risposta è no. A rivelarlo è l’ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, intitolato “Senza olio di palma, ma più saturi” che testa la composizione dei prodotti che hanno eliminato il palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti. Campagne Liberali è un’associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico e sperimentale. Continue reading…