Articoli di Valerio Trovalusci

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POLIZZE TRUFFA: SMANTELLATA LA RETE DEI FALSI BROKER ASSICURATIVI RC AUTO ONLINE

Oltre 220 i siti Internet privi di autorizzazione da parte dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) creati ad hoc con l’unico scopo di truffare: un business milionario che ha visto migliaia di cittadini indotti ad acquistare polizze assicurative per la responsabilità civile della propria auto, apparentemente convenienti, ma che in realtà non offrivano alcuna copertura. Continue reading…

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OPERAZIONE “PUPARI 2.0” ESEGUITE 51 PERQUISIZIONI LOCALI E 7 ORDINANZE CAUTELARI

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Padova, nell’ambito di una operazione diretta dalla Procura della Repubblica di Rovigo, hanno eseguito 51 perquisizioni e contestuali 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti, ritenuti parte di una associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali. Tra gli arrestati spicca un pregiudicato di “Cosa nostra”, già collaboratore di giustizia. 

Le operazioni (svolte in Veneto, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia) hanno visti impiegati oltre 100 militari del Comando Provinciale di Padova e dei Reparti territoriali del Corpo competenti per territorio.

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Campidoglio, #laculturaincasaKIDS: attività e appuntamenti digital per bambini e ragazzi

Roma Capitale della cultura, aderendo alla campagna #iorestoacasa, prosegue le attività su web e social con il programma #laculturaincasa #culturaroma. Con #laculturaincasaKIDS si raccontano le attività e gli appuntamenti digital per bambini e ragazzi, per tutta Italia, in questo periodo. Questi alcuni dei contenuti web e social dedicati ai più giovani da oggi 10 giugno fino al 16 giugno. I canali social @culturaaroma daranno regolarmente aggiornamenti quotidiani con hashtag #laculturaincasaKIDS, oltre a quello generale della campagna  #laculturaincasa e #iorestoacasa.

 MUSEI CIVICI. La pagina Facebook della Centrale Montemartini è ricca di giochi per i più piccoli, a partire da Gli Olimpi. Le statue delle divinità greche della Centrale Montemartini, che rivela le sembianze degli dei greci, ai disegni ispirati alle fatiche di Eracle da colorare. È anche possibile divertirsi con La bambola di Crepereia, di cui si può stampare l’immagine per poi colorarla o applicarle piccoli abiti in carta. Inoltre, con In fondo al mar…, i bambini possono scoprire il mondo marino del Mosaico con i pesci. Continua Chi cerca trova…animali al Museo, animali in Città, un gioco che ha per tema i tanti animali rappresentati nelle collezioni dei musei e nei monumenti della città. Tutte le info per partecipare sul sito www.museiincomuneroma.it. Il Museo Carlo Bilotti propone l’attività Arreda la tua stanza metafisica per riempire una stanza vuota secondo i propri gusti, rielaborando scherzosamente il dipinto di Giorgio de Chirico Interno metafisico con biscotti. Tavole da disegnare e colorare, quiz, giochi d’intrattenimento sono le proposte di Impara l’arte con Bonaparte sul sito del Museo Napoleonico, per iniziare il divertente viaggio alla scoperta di Napoleone e della sua famiglia. Infine, con Disegna dentro un elefante e libera la fantasia! – proposto dal Museo di Casal de’ Pazzi – i bambini possono stampare e colorare il disegno dell’animale simbolo del Museo secondo la propria ispirazione artistica.

ISTITUZIONE BIBLIOTECHE di ROMA. Tante anche questa settimana le proposte digital per i più piccoli a cominciare con la Biblioteca Aldo Fabrizi che prosegue la programmazione sulla propria pagina facebook con le attività del Maggio dei Libri, appuntamento mercoledì 10 quando sarà possibile partecipare all’attività #street attraverso il suggerimento di un libro e un link tratto dal canale Youtube Mediateca sul tema della street art. Venerdì 12 sulla propria pagina Facebook e Instagram, la biblioteca Gianni Rodari pubblica l’indizio per il gioco #Libroquiz utile a indovinare il titolo di un libro.

Mercoledì 10 appuntamento con le Favole al telefonino delle Mamme narranti di Andrea Satta. Alle 12.00 Sabrina racconta la favola di Antonino e il suo pentolino e alle 15.00 Toni Jop racconta la favola di Hansel e Gretel. La Biblioteca Laurentina – Centro Culturale Elsa Morante organizza per giovedì 11 alle 16.00 #ilgiovanescriba laboratori sulla storia della scrittura per bambini da 6 a 13 anni, pubblicati in diretta sulla pagina Facebook. Come ogni settimana appuntamento con Biblio7te, venerdì 12 Silvia Tintisona della Biblioteca Borghesiana legge ai piccoli lettori Dieci dita alle mani di Mem Fox, Editrice Il Castoro 2009. #laculturaincasaKIDS.

TEATRO di ROMA. Appuntamento settimanale su #TdROnline con il Laboratorio Piero Gabrielli che, giovedì 11 alle 16.00, attingendo da La forchetta fidanzata. Poesie sui segnali stradali di Nicola Cinquetti, propone La patente poetica, un breve percorso poetico inventato a partire da otto segnali stradali. Un modo fantasioso per introdurre i bambini alla lettura di un linguaggio grafico che è indispensabile conoscere il prima e il meglio possibile. Un gioco di rilettura dei segni, simile a quello messo in atto dallo street artis Clet Abraham che interviene sui cartelli stradali. Il video – con gli attori della Piccola Compagnia del Piero Gabrielli, diretti da Roberto Gandini con la musica di Roberto Gori – è tratto dalle prove on-line dello spettacolo Un cabaret poetico. Il  Teatro Villa Pamphilj propone sabato 13 alle 11.00 Sing a Long. Inglese e musica per piccolissimi, un progetto laboratorio/spettacolo rivolto alla fascia 0-48 mesi (e ai genitori) con Diego di Vella e Livia Adinolfi. Attraverso il repertorio anglosassone di canzoni, filastrocche, bans e semplici danze, i bambini familiarizzano con la lingua inglese, imparando a conoscerne i suoni, la pronuncia, la musicalità. In collaborazione con il Teatro Verde di Roma.

PALAZZO delle ESPOSIZIONI. Come ogni settimana il Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni propone un cartellone di appuntamenti digital per i più piccoli con consigli di lettura, spunti per laboratori e attività da fare in casa. Tra le proposte in programma, giovedì 11, Letture a più voci terzo appuntamento dedicato ai libri senza parole in collaborazione con il Centro Astalli. Cosa può accadere dopo una misteriosa pioggia di rospi? Lasciatevi ispirare dal video tratto da Martedì di David Wiesner (Orecchio Acerbo).

ACCADEMIA NAZIONALE di SANTA CECILIA. La musica dell’Accademia continua con corsi e laboratori pensati per i più piccoli, disponibili su www.santacecilia.it/onlineforkids appuntamenti per bambini e ragazzi che vogliono divertirsi avvicinandosi al mondo della musica. Collegandosi periodicamente alla nuova sezione del sito, gli aspiranti musicisti troveranno pillole di pochi minuti registrate e montate per l’occasione, con attività musicali da fare a casa, materiale per lo studio della musica e tutorial. Sono online i nuovi tutorial: Birillo il coccodrillo (con Vincenzo Di Carlo), Bravo Brahms (con Laura De Mariassevich) Musiche dal mondo: America del Sud (con Lorenzo Izzo) Sfida Musicale (con Laura De Mariassevich) La Palla (con Vincenzo Di Carlo), Schumann in città (con Laura De Mariassevich).

TECHNOTOWN. Questa settimana, lo spazio dedicato alla creatività e alla scienza propone ai bambini e ai ragazzi due divertenti sfide ludico-creative a distanza alle quali partecipare da casa. Si gioca singolarmente o in squadre, utilizzando semplici oggetti a portata di mano. Mercoledì 10 alle 19.00 in Legocreations ci si sfiderà a ricostruire con i classici mattoncini Lego alcuni oggetti che hanno fatto la storia della tecnologia e che oggi non esistono più. Venerdì 12, sempre alle 19.00, in Art@Home i partecipanti si sfideranno a riprodurre con qualsiasi materiale, un’opera d’arte conservata nelle splendide collezioni dei Musei Civici. Tutte le info per partecipare alle sfide e tanti altri contenuti digital, come i videotutorial di Music@Home per creare e campionare in modo semplice musica elettronica, si trovano sul sito www.technotown.it e sugli account social.

CASINA DI RAFFAELLO. Lo spazio arte e creatività invita i bambini dai 4 ai 12 anni a partecipare da casa ad una nuova e divertente sfida di cucina creativa del contest social Mamma oggi cucino io! dedicato al tema dell’alimentazione e realizzato con il contributo scientifico di Technotown e la collaborazione del Centro Agroalimentare di Roma (CAR). Sono quattro le sfide in programma, una ogni giovedì, nelle categorie: Colazioni ArtisticheMerende d’Autore, Pic Nic Speciali, Gelati Spaziali. Dopo la prima sfida di giovedì scorso nella categoria Colazioni artistichegiovedì 11 alle 17.00 sulla pagina facebook verrà lanciata la seconda sfida per la categoria Merende d’Autore. Prendendo spunto dalla video ricetta Il pane lo faccio io!  a cura del CAR, i piccoli chef dovranno realizzare la semplice ricetta insieme ai loro genitori, poi “impiattare” in modo artistico la creazione culinaria e inviare la foto alla email info@casinadiraffaello.it entro le 12.00 di mercoledì 17. Le foto pervenute verranno pubblicate sulla pagina facebook di Casina di Raffaello. Per ciascuna categoria vincerà chi riceverà più like. Domenica 14 alle 17.00, sulla pagina facebook di Technotown, verrà invece pubblicato il mini filmato Il duro lavoro di Saccharomyces cerevisiae, la lievitazione  a cura dello stesso Technotown che spiegherà ai più piccoli, in maniera semplice e divertente, le proprietà chimiche degli alimenti utilizzati durante la sfida. Tutte le info sul sito web www.casinadiraffaello.it e sulla pagina facebook.

FONDAZIONE ROMA SOLIDALE. La campagna social #ProntiATornareInCampo lanciata dal progetto Giovani in Campo realizzato da Fondazione Roma Solidale, si avvicina alla conclusione del suo lungo percorso con la campagna che ha affermato il valore della solidarietà che non si ferma e la forza solidale che deriva dal restare distanti ma uniti. In attesa della sorpresa finale del 18 giugno, questa settimana gli studenti dell’Istituto Lombardo Radice ricordano l’impatto che l’emergenza da COVID-19 ha avuto sulla vita di tutte/i, ma ancora di più sulle vite dei bambini e dei ragazzi. Venerdì 12 ultimo appuntamento con la campagna sociale del progetto Binge Drinking #divertirsisenzarischiare, che coincide anche con la pausa estiva: i ragazzi e le ragazze intervistati/e raccontano nel modo più semplice e diretto possibile, cosa  si sentirebbero di consigliare ad un amico/a riguardo il consumo di bevande alcoliche. Lunedì 15  tornano, prima della pausa estiva, i consigli cine-letterari di Franco Montini, giornalista de “La Repubblica” e sostenitore da sempre del Calcio Solidale, il quale segnala un film francese di recente produzione e reperibile in rete, in cui il gioco del calcio è utilizzato per parlare di marginalità sociale, di riscatto, del rapporto complesso, e in questo caso sorprendente, che può instaurarsi tra un padre ed un figlio.

CAMPIDOGLIO

Campidoglio, al lavoro per valutare la riapertura dei centri anziani

L’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale sta portando avanti il lavoro di raccordo con i Municipi per la riapertura dei Centri Sociali Anziani. La priorità è la tutela della salute dei cittadini e, in tal senso, L’Amministrazione Capitolina non può permettere che siano commesse leggerezze.

 Nel quadro delle linee guida emanate dalla Regione Lazio, l’Amministrazione Capitolina sta portando avanti un intenso lavoro di raccordo con il territorio, volto a sondare la disponibilità alla riapertura dei presidenti e dei coordinatori dei centri anziani e la garanzia da parte dei Municipi per l’attuazione di misure specifiche per la tutela della salute degli utenti, in quanto in una fascia d’età particolarmente delicata in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19.

 Il lavoro di raccordo volto a valutare la riapertura del servizio, su cui l’Amministrazione Comunale è pienamente operativa anche con l’apporto della task force capitolina per il Sociale istituita dall’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì, proseguirà nei prossimi giorni.

 La decisione sulla riapertura non potrà prescindere dalla valutazione del rischio di esporre al potenziale contagio le persone anziane che usufruiscono del servizio.

Allegato comunicato stampa Comando Provinciale Trapani

OPERAZIONE “BEACHED”. ESECUZIONE DI UNA MISURA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 17 SOGGETTI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi e del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza coercitiva della libertà personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 17 indagati residenti nelle province di Brindisi, Taranto, Roma, Arezzo, Rimini, Forlì e Matera. 

Le attività, avviate dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi e della Sezione Operativa Navale di Brindisi alla fine del 2017, hanno consentito di documentare l’operatività di uno strutturato sodalizio dedito all’importazione, trasporto, detenzione e cessione di ingenti quantitativi di marijuana. 

La droga proveniva dalla cd. “rotta balcanica” attraverso potenti “gommoni” e, oltre alle “piazze di spaccio” delle province di Brindisi e Taranto, era destinata ad acquirenti dislocati in altre regioni del centro-nord. 

L’organizzazione gestiva il traffico attraverso l’apporto fornito da ciascun indagato, “reclutato” grazie all’intermediazione di un soggetto residente nella provincia di Taranto. Inoltre, è stato possibile accertare anche la detenzione di armi da fuoco, utilizzate per intimidire i “clienti” in ritardo con il pagamento dello stupefacente. 

Al termine delle investigazioni, alla luce degli elementi di prova raccolti, la D.D.A. di Lecce nelle persone del Dott. Alberto SANTACATTERINA, Dott.sa Giovanna CANNARILE e del Dott. Luca MICELI (P.M. applicato dalla Procura della Repubblica di Brindisi), ha richiesto al competente G.I.P. l’emissione di una misura cautelare personale eseguita, oggi, nei confronti dei richiamati indagati. 

Il Procuratore Aggiunto della D.D.A. leccese, Dott. Guglielmo CATALDI ha , altresì, attivato i previsti canali di cooperazione internazionale al fine di pervenire alla cattura dei soggetti attualmente all’estero. 

L’attività odierna, nel confermare l’ottima sinergia operativa messa in campo dalla componente investigativa del Comando Provinciale di Brindisi, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari ed il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, nonché la consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, ha consentito di: denunciare complessivi 32 soggetti, appartenenti all’organizzazione ovvero implicati nella negoziazione di partite di sostanze stupefacenti; arrestare 6 responsabili in flagranza di reato; sequestrare oltre 4.000 kg. di marijuana, oltre mezzo chilo di cocaina, 27.000 euro in contanti, nr. 1 natante, nr. 3 autovetture e nr. 1 motocicletta.

sanità

Tumori gastrointestinali: appello dei pazienti per reclamare il diritto ad un’assistenza equa e di qualità in tutte le fasi della malattia

In una fase delicata come quella che stiamo vivendo, le attenzioni sono concentrate sull’emergenza COVID-19 con un rischio concreto che vengano sottovalutati o ignorati i bisogni dei pazienti più fragili come quelli affetti da cancro. Tra questi una categoria sulla quale è necessario focalizzare un’attenzione speciale è quella delle persone affette da tumori gastrointestinali (stomaco, pancreas, colon-retto), neoplasie molto aggressive che costituiscono tre fra le prime 5 cause di morte oncologica nel nostro Paese. Si assiste a un’evidente disomogeneità nel trattamento di queste patologie a livello nazionale, in particolare quando la malattia è in fase avanzata.

FAVO, la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (www.favo.it), con il coinvolgimento delle principali Associazioni Pazienti di riferimento per queste patologie: AIG – Associazione Italiana GIST, AIMAC – Associazione Italiana Malati di Cancro, AISTOM – Associazione Italiana Stomizzati, AMOC – Associazione di Volontariato Malati Oncologici Colon-Retto, Associazione Pierluigi Natalucci, Codice Viola, FINCOPP – Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni Pavimento Pelvico, My Everest, NET Italy, Oltre La Ricerca e Vivere senza stomaco; e con AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, ha creato un Gruppo di Lavoro per analizzare i bisogni clinici ancora insoddisfatti dei pazienti con tumori gastrointestinali e per definire le priorità di intervento per migliorarne l’assistenza, da condividere con le Istituzioni. Da una prima ricognizione delle esperienze riportate dalle Associazioni coinvolte, la situazione è tutt’altro che confortante: mancanza di metodi di screening per il tumore gastrico e del pancreas, tempi lunghi dell’iter diagnostico con conseguenti diagnosi tardive, assenza di terapie per lo stadio metastatico, disomogeneità nella presenza delle strutture di cura di eccellenza sul territorio nazionale e scarsa attenzione alla continuità terapeutica-assistenziale ospedale-domicilio.

«Ad oggi i pazienti con tumori gastrointestinali non ricevono ovunque trattamenti equi e di qualità sia per quanto concerne le terapie che l’assistenza afferma Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO – Diagnosi tardive, differenze regionali nella presa in carico, poche terapie disponibili per il trattamento delle fasi avanzate, carenze nel supporto psicologico, nutrizionale e riabilitativo: è necessario dunque mettere a punto un approccio integrato e multidisciplinare con PDTA dedicati all’interno di centri specializzati collegati alle reti oncologiche in grado di assicurare una presa in carico complessiva del paziente qualsiasi sia lo stadio in cui viene diagnosticata la malattia».

Un vero e proprio grido d’allarme sull’attuale condizione assistenziale di questi pazienti, molto spesso sottovalutata: un appello accorato a Istituzioni e decisori politici per sensibilizzarli sulla necessità di garantire una continuità terapeutica in tutte le fasi della malattia in modo equo e accessibile a tutti i pazienti con tumori gastrointestinali sull’intero territorio nazionale.

«Le istituzioni, nello specifico il Ministero della Salute, possono agire sollecitando le Regioni a selezionare i Centri di riferimento, obiettivo che in Italia può essere tranquillamente raggiunto come già avvenuto per le Breast Unit, ad esempio – afferma Pierpaolo Sileri, Viceministro della Salute – bisogna però che vengano identificati Centri ad alti volumi di attività, in grado di trattare patologie
ad elevata morbilità e mortalità i cui trattamenti sono spesso gravati da serie complicanze; infatti, la scarsa esperienza di un Centro di cura accresce inevitabilmente il rischio di morte e di complicanze per il paziente».

I pazienti segnalano anche un problema di accesso ai farmaci per il trattamento delle neoplasie con diagnosi tardiva. Le terapie in questa fase devono essere considerate essenziali quanto quelle utilizzate nei primi stadi di malattia. I pazienti con malattia tumorale in fase avanzata rappresentano situazioni di particolare fragilità: il diritto all’accesso a terapie che permettano di rallentare la progressione della malattia, con una maggiore sopravvivenza e buona qualità di vita, non può essere sottovalutato, soprattutto per patologie come il tumore del pancreas e dello stomaco che hanno prognosi infausta e progressione molto rapida. Tuttavia, lo scenario terapeutico si sta evolvendo.

«Gli scenari sono molto ampi – afferma Nicola Silvestris, Professore Associato di Oncologia Medica – IRCCS Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ Bari – DIMO Università degli Studi di Bari e Membro Consiglio Direttivo Nazionale AIOM – L’obiettivo principale della ricerca clinica e traslazionale è quello di rendere tutti i tumori ‘rari’, ovvero identificare sottogruppi di pazienti con neoplasie caratterizzate da ‘firme’ specifiche sulla base di peculiari caratteristiche molecolari. Tali alterazioni possono essere il presupposto per l’identificazione di trattamenti che hanno come target queste alterazioni molecolari. È questa la cosiddetta medicina di precisione, ancor più significativa per tumori come l’adenocarcinoma del pancreas. È questo il futuro della medicina oncologica: identificare sottogruppi di pazienti potenzialmente candidabili a trattamenti mirati».

«Sul fronte dell’accesso ai protocolli sperimentali esistono molte differenze a livello regionale – sottolinea Dario Giuffrida, Direttore Oncologia Medica Istituto Oncologico del Mediterraneo di Catania e Consigliere Nazionale AIOM – Credo che i trial clinici non dovrebbero essere concentrati solo in alcune Regioni o in alcuni Centri, ma resi accessibili in ogni Regione italiana. Un aspetto, questo, che dovrebbe essere preso maggiormente in considerazione».

Considerata la complessità clinica dei pazienti colpiti da questo tipo di tumori, il Gruppo di lavoro sollecita le Istituzioni a riflettere anche sulla necessità di garantire il diritto all’assistenza psicologica, nutrizionale e all’inclusione sociale.

«Abbiamo esigenza di garantire una ripresa veloce delle attività diagnostiche e di cura  per recuperare la sospensione delle attività durante l’epidemia Covid ed agire per garantire equità di trattamento, diritti e certezza all’accesso. Una risposta delle istituzioni attraverso strade di natura legislativa si può percorrere ed è un percorso lungo e complesso – sottolinea Elena Carnevali, XII Commissione Affari Sociale Camera dei Deputati – A mio avviso è preferibile partire con una fase ricognitiva/ispettiva sullo stato dell’arte dei temi sollevati dalle Associazioni. In secondo luogo, bisogna aumentare la consapevolezza dei politici nazionali e locali sui bisogni reali di questi pazienti ad alta complessità. Ci sono problematiche che non possono più rimanere inevase. Penso alle differenze in termini di diritto ed erogazione dei servizi nel Paese, alla necessità di definire PDTA omogenei sull’intero territorio nazionale e c’è il grave problema irrisolto delle diagnosi tardive. Per quanto mi riguarda lavorerò per presentare un’interrogazione in Commissione Affari Sociali su queste tematiche, è un impegno che ho assunto e che intendo portare avanti».

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SEQUESTRATE OLTRE 400.000 MASCHERINE SENZA REQUISITI DI CONFORMITA’ E SICUREZZA E 100.000 ETICHETTE ILLEGALI

Stretta dei controlli da parte dei Finanzieri del Comando Provinciale Como che, nell’ambito delle quotidiane attività di polizia economico-finanziaria connesse alla ancora attuale emergenza epidemiologica, hanno eseguito specifiche attività di controllo, in varie aziende del territorio lariano, sequestrando oltre 263.000 mascherine generiche pronte per essere vendute come dispositivi di protezione individuale o dispositivi medici, 152.000 mascherine “KN95-FFP2”, poste in commercio senza le previste certificazioni di sicurezza dell’Unione Europea, nonché 100.000 false etichette attestanti la genuinità dei prodotti. 

In particolare, i Baschi Verdi della Compagnia di Como, a conclusione di un controllo effettuato nei confronti di un operatore commerciale del comune di Erba, ove erano custodite 300 mascherine di filtro facciale “tipo FFP2”, hanno identificato il fornitore/importatore della merce, una società avente sede legale nel lecchese, dove le Fiamme Gialle comasche hanno dato corso ad un intervento rilevando e sequestrando circa 45.000 mascherine in attesa di essere vendute. 

La documentazione prodotta in sede di accesso, “Certificato di Compliance” e “Test Report”, rilasciata da un Ente cinese non rientrante tra gli organismi notificati previsti dalla normativa vigente, è risultata inidonea per l’apposizione della marcatura CE, non garantendo quindi standard di sicurezza comunitari. 

Contestualmente, i Finanzieri della Compagnia di Olgiate Comasco hanno individuato e sequestrato 25.000 mascherine pronte per essere messe in commercio come dispositivi di protezione individuale con marchio “CE” falso e privi delle previste certificazioni da parte di una società con sede a Como. I dispositivi sequestrati (mascherine FFP2), ad una primissima analisi visiva esperita, risultavano conformi alla normativa vigente, in quanto posti in vendita all’interno di una attività commerciale, debitamente provvisti della marcatura “CE”, funzionale a comprovare il possesso dei requisiti minimi di sicurezza e di protezione, richiesti dei regolamenti dell’Unione Europea. Tuttavia, non appena i militari hanno richiesto l’esibizione della documentazione idonea ad attestare la conformità CE ed il possesso delle qualità tecniche che caratterizzano le mascherine tipo FFP2, è stato consegnato un documento emesso da una società polacca non autorizzata a rilasciare queste forme di certificazioni. 

A seguito di un’ulteriore attività, condotta presso una società della provincia comasca, i Baschi Verdi procedevano al sequestro di 265.000 mascherine generiche, spacciate per dispositivi di protezione individuale e dispositivi medici e 100.000 etichette adesive con indicazioni mendaci per il cliente finale. Di queste, 60.000 riportavano, in maniera infedele, la dicitura “validazione straordinaria prevista dall’art. 15 del D.L. 18/20 (cd. “Cura Italia”) nonostante il titolare dell’impresa non fosse in possesso di alcuna autorizzazione rilasciata dall’INAIL e dall’Istituto Superiore di Sanità, mentre le restanti 40.000 riportavano illegalmente il marchio CE con l’intento di ingannare il consumatore in merito alla sicurezza dei prodotti posti in commercio. 

Analogo servizio, infine, è stato effettuato presso un ulteriore esercizio commerciale operante nella provincia lariana nel corso del quale venivano sottoposti a sequestro 81.000 dispositivi di protezione individuale recanti indicazioni ingannevoli per il consumatore finale. In particolare, la documentazione prodotta a corredo della merce ispezionata è risultata incompleta ai fini della corretta applicazione della marchiatura CE. 

I quattro titolari delle attività commerciali sono stati segnalati alla competente Camera di Commercio di Como-Lecco per l’applicazione, ad ognuno, dei conseguenti provvedimenti sanzionatori il cui importo può variare da un minimo di 500 euro a un massimo di 128.000 euro.

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Scuola. Campidoglio, al lavoro con Municipi per riapertura a settembre

L’Amministrazione Capitolina ha avviato i lavori di coordinamento con i Municipi per sostenere, già a partire dal mese di giugno, la programmazione e gli interventi necessari sugli oltre 500 nidi e scuole dell’infanzia capitoline, insieme agli istituti comprensivi, in vista della riapertura a settembre.

 A tal fine, l’Amministrazione ha dato indicazione alle strutture territoriali, come anticipato agli inizi di maggio, di creare al proprio interno un tavolo di lavoro municipale, analogamente a quanto ha fatto l’Amministrazione Capitolina con la task force creata a livello comunale, per ottimizzare e agevolare le azioni da mettere in campo per la riapertura.

 Queste azioni, di competenza municipale, potranno prendere avvio immediatamente per quanto riguarda la ricognizione degli spazi e l’adeguamento dei documenti sulla sicurezza, per poi ampliarsi durante i mesi estivi a seguito dell’emanazione delle linee guida del Governo. Le indicazioni nazionali potranno essere declinate sulla città con il sostegno e il coordinamento dell’Amministrazione Capitolina, anche grazie al supporto della task force comunale per la Scuola.

 “In attesa delle linee guida e degli strumenti di sostegno agli Enti Locali da parte del Governo, siamo già al lavoro per sostenere i Municipi nell’attuazione dei delicati interventi per la riapertura delle scuole a settembre. Una nuova progettazione pedagogica, in particolare, sarà declinata nei nostri nidi e scuole dell’infanzia capitoline, per dare continuità ai percorsi educativi e didattici dei più piccoli e un importante sostegno ai genitori. Seppur condizionati dalle limitazioni che possiamo ipotizzare, far ripartire la scuola vuol dire riavviare un motore  fondamentale della nostra Comunità”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 Come già anticipato ai Municipi agli inizi di maggio con una nota dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, le strutture territoriali dovranno prevedere la ricognizione degli spazi interni ed esterni delle singole strutture, di giardini e aree verdi limitrofi e altri spazi a disposizione dell’Amministrazione, al fine di individuare soluzioni idonee ed efficaci per la riapertura.

 “È fondamentale che i Municipi diano avvio a queste attività di programmazione della riapertura a settembre, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ogni singolo territorio. Come Amministrazione siamo già pronti a fare la nostra parte, sostenendo il lavoro di squadra con l’importante supporto della nostra task force capitolina per la Scuola, che ha concluso regolarmente il lavoro preliminare di analisi e progettazione e che ci consegnerà il documento tecnico-scientifico non appena arriveranno le linee guida dal Governo sulle quali tutti i Comuni dovranno basarsi”, sottolinea l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

 “Per questo – continua l’assessora – abbiamo contestualmente dato indicazione ai Municipi di tenere liberi durante i mesi estivi i nidi, la cui apertura è prevista di norma per prima, il 1° settembre, dando al contempo disponibilità di circa cinque scuole dell’infanzia capitoline a Municipio per realizzare i centri estivi laddove non si riuscissero a trovare altri spazi, in quanto l’apertura in questo secondo caso avviene di norma il 15 settembre. Ciò al fine di non mettere a rischio le attività propedeutiche necessarie a garantire la ripresa del regolare servizio del prossimo anno. In questo contesto, il Municipio I ha deciso in autonomia, per velocizzare l’apertura dei centri estivi, di utilizzare proprio i nidi che si trovano sul proprio territorio: una decisione legittima, che tuttavia alla luce degli approfondimenti condotti risulta oggi molto azzardata e potrebbe mettere a rischio la regolare riapertura a settembre del servizio educativo per i bambini da 0 a 3 anni su questo territorio”.

 “Per sostenere con forza – sottolinea l’assessora – l’apertura dei centri estivi in tutta la città, in ambienti tra cui parchi, giardini, strutture pubbliche e private, come Amministrazione Capitolina abbiamo stanziato 4 milioni di euro a beneficio dei Municipi, oltre ai 2 milioni già assegnati, che sono erogati dal Dipartimento Politiche Sociali sulla base dei progetti proposti dai Municipi. Chiediamo a tutti grande responsabilità e continuiamo a lavorare, con forza, con due impegni precisi: sostenere l’apertura dei centri estivi con importanti risorse assegnate al territorio e avviare, al contempo, tutti i lavori necessari per arrivare pronti a settembre, per l’apertura del nuovo anno educativo e scolastico a cui tutti guardiamo con attenzione, serietà e assoluto impegno”.

 “Come Assessorato alle Infrastrutture siamo al tavolo per il supporto e il coordinamento. In attesa delle linee guida da parte del Governo è molto importante il lavoro messo in campo dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. I Municipi, in oltre 500 strutture tra asili nido e scuole dell’infanzia, più gli istituti comprensivi, dovranno individuare spazi e aree idonee per la riapertura per far sì che i nostri ragazzi possano riprendere le attività didattiche in sicurezza”, ha precisato l’assessora alle Infrastrutture di Roma Capitale Linda Meleo.

GUARDIA DI FINANZA POSTO DI BLOCCO

OPERAZIONE FAKE MAYOR: EX-AMMINISTRATORE PUBBLICO INDAGATO PER TRUFFA, PECULATO, FALSIFITA’ IN TESTAMENTO OLOGRAFO, TURBATA LIBERTA’ DEGLI INCANTI, ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE E CIRCONVENZIONE D’INCAPACE

Militari del Comando Provinciale di Lodi stanno eseguendo un’ordinanza che applica misure personali e reali nei confronti di un ex amministratore pubblico del Comune di S. Stefano Lodigiano e di altra persona indagata.             

Le indagini, svolte dal Gruppo di Lodi, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, hanno permesso di far luce su gravi episodi di truffa, per il periodo dal 2004 al 2019, da parte dell’indagato principale che ha falsificato la firma del segretario comunale al fine di ottenere indebiti rimborsi riferibili ai permessi amministrativi concessi dalla società di cui è dipendente per svolgere le sue mansioni di amministratore pubblico in seno a giunte e consigli comunali mai tenutisi. 

Inoltre, nel 2018, avendo la tutela provvisoria di una sua concittadina ne ha falsificato il testamento olografo consentendo al Comune di ereditare tutti i beni mobili ed immobili per un valore complessivo di 1 milione di euro; successivamente, a seguito dell’impugnazione del testamento da parte dei congiunti ha sollecitato gli stessi a rinunciare all’azione civile di accertamento dell’autenticità, offrendogli la cessione di alcuni terreni di proprietà dell’asse ereditario non ancora alienati dal Comune ad un prezzo di molto inferiore a quello di mercato promettendogli, peraltro, di restituirgli la somma pagata per l’acquisto, in contanti. 

L’indagato, durante uno dei suoi mandati di amministratore ha gestito una licitazione privata del Comune alterandone il funzionamento, permettendo ad uno dei partecipanti di rimodulare le proprie offerte in modo da aggiudicarsi i beni all’asta al prezzo più conveniente, a scapito degli altri concorrenti e dello stesso Comune. 

Infine, in un’occasione le indagini hanno permesso di riscontrare che una persona anziana affetta da parziale infermità psichica è stata indotta a formare un testamento olografo nel quale gli indagati erano costituiti eredi del patrimonio mobiliare ed immobiliare. 

Alla luce delle evidenze probatorie emerse il Giudice per le indagini preliminari di Lodi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto per M.L. (classe 1968) gli arresti domiciliari mentre per R. F. (classe 1950) l’obbligo di presentazione alla p.g. nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di euro 39.262,57 in relazione ai reati di truffa e peculato e di euro 292.793,77 e di n. 12 immobili, ad oggi di proprietà del Comune di Santo Stefano Lodigiano, costituenti il profitto del reato di falso testamento olografo.

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LOTTA AL “CAPORALATO” ESEGUITE MISURE CAUTELARI PERSONALI A CARICO DI 60 SOGGETTI E SEQUESTRATE 14 AZIENDE AGRICOLE

Nel corso di questa notte, oltre 300 finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, con l’ausilio di militari dei Reparti di Catanzaro e Crotone, hanno dato esecuzione, tra le Province di Cosenza e Matera, ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, dott. Luca COLITTA, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Flavio SERRACCHIANI, a carico di 60 persone, indagate di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (c.d. “caporalato”) ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

L’imponente attività della Guardia di Finanza ha condotto all’applicazione di 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 38 ordinanze di arresti domiciliari e 8 ordinanze di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla p.g. 

Le Fiamme Gialle cosentine hanno, altresì, proceduto al sequestro preventivo di 14 aziende agricole, di cui 12 ubicate in provincia di Matera e 2 in provincia di Cosenza, per un valore stimato di quasi 8 milioni di euro, e di 20 automezzi utilizzati per il trasporto dei braccianti agricoli reclutati. 

L’indagine, denominata “Demetra”, trae origine dal controllo, effettuato dai finanzieri della Tenenza di Montegiordano, di un furgone che, diretto nelle campagne lucane, percorreva la S.S. 106 Jonica con a bordo n. 7 braccianti agricoli provenienti dalla sibaritide. 

Le preliminari attività d’indagine conducevano, sin da subito, all’identificazione di numerosi soggetti, italiani e stranieri (in particolare, di nazionalità pakistana, magrebina e dell’Est Europea), impegnati in un’organizzata e fiorente attività di sfruttamento illecito di manodopera bracciantile, c.d. “caporalato”, e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nella piana di Sibari. 

Le investigazioni, durate più di un anno, hanno visto le Fiamme Gialle di Montegiordano impegnate in un’intensa attività di intercettazione, in numerosi e mirati servizi di osservazione e pedinamento, localizzazioni GPS, sequestri, acquisizioni documentali ed assunzione di sommarie informazioni. 

All’esito, è emerso un quadro indiziario grave ed univocamente attestante plurime e reiterate condotte di sfruttamento ed utilizzazione illecita di manodopera, spesso reclutata anche attingendo dai C.A.S.I. locali, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

Oltre 200 i braccianti reclutati e condotti sui campi in condizioni di sfruttamento, costretti a lavorare in assenza di dispositivi di protezione individuale, impiegati in turni di lavoro usuranti e costretti ad accettare condizioni di lavoro degradanti e non conformi alle prescrizioni giuslavoristiche vigenti nel settore. Due le associazioni criminali smantellate dalla Guardia di Finanza ed operanti tra la Calabria e la Basilicata; la prima, cui appartenevano, a vario titolo, 47 soggetti, impegnata in una fiorente attività d’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. 

L’organizzazione era così composta: 

16 soggetti, i c.d. caporali, vertici del sodalizio criminoso con compiti di direzione e controllo dell’illecita attività. Erano loro a stabilire le modalità del reclutamento, a fissare le condizioni dell’impiego sui campi dei singoli braccianti, ad avere i rapporti con gli imprenditori-utilizzatori della manodopera, ad organizzare i furgoni utilizzati per il trasporto dei braccianti reclutati presso le diverse aziende, a tenere la contabilità relativa alle giornate di lavoro svolte da ciascun bracciante, a retribuire quest’ultimo per la singola giornata di lavoro svolto mediante la corresponsione di somme di denaro non adeguate al lavoro prestato;  8 soggetti, i c.d. sub-caporali, con il ruolo di collaboratori diretti dei vertici del sodalizio criminoso, la longa manus di questi ultimi nella gestione della manodopera bracciantile;  22 soggetti, i c.d. utilizzatori, che, attraverso le aziende agricole da loro gestite, ben 13, e sulla scorta di consolidati rapporti con i vertici dell’organizzazione criminale, impiegavano i braccianti reclutati nei campi, sottoponendoli a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Ciò mediante un collaudato sistema di fittizie assunzione che, in ultima analisi, determinava imponenti risparmi fiscali e previdenziali; 1 dipendente dell’amministrazione comunale di Rossano (CS), il quale, abusando del suo ruolo, favoriva i vertici dell’organizzazione criminale rilasciando documenti di identità e certificati di residenza in favore dei braccianti reclutati, al fine di regolarizzarne la posizione sul territorio e consentire la fittizia assunzione da parte delle aziende utilizzatrici. 

La seconda, composta da 13 soggetti, impegnata, oltre che nell’illecito sfruttamento della manodopera, anche nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

Ed invero, le indagini della Guardia di Finanza di Montegiordano hanno consentito di far emergere un’organizzata struttura criminale che, dietro pagamento di cospicue somme di denaro, organizzava matrimoni “di comodo” finalizzati a garantire la permanenza, sul territorio italiano, di una pletora di soggetti irregolari ovvero a favorire, mediante permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare, l’ingresso di soggetti dimoranti all’Estero. 

Dopo essersi procurati la documentazione necessaria, gli indagati organizzavano le nozze presso il Comune di competenza e, nel giorno stabilito, con la compartecipazione di testimoni fittizi, aveva luogo il matrimonio tra i finti nubendi i quali, poi, decorsi i termini di legge, si attivavano subito per attivare il procedimento di separazione personale prima e divorzio poi. 

Le penetranti investigazioni della Guardia di Finanza hanno, altresì, permesso di: 

  • individuare oltre 200 braccianti agricoli, per lo più extracomunitari, i quali, in stato di bisogno, sono stati impiegati, in condizioni di sfruttamento, a favore di 14 aziende agricole; 
  • ricostruire le retribuzioni percepite dai braccianti reclutati; retribuzioni corrisposte in nero ed inidonee a garantire una vita dignitosa; 
  • quantificare gli imponenti guadagni illeciti accumulati dagli indagati; 
  • accertare la disponibilità, in capo agli indagati, di plurimi automezzi utilizzati per il trasporto dei braccianti sui campi di lavoro; 
  • accertare, altresì, un ampio fenomeno di acquisto illegale di gasolio per l’agricoltura, cioè di combustibile agevolato poiché con accisa ridotta, gasolio utilizzato per alimentare i suddetti mezzi di trasporto. Il gasolio veniva acquistato dagli indagati direttamente o per il tramite di soggetti terzi e detenuto presso i luoghi di dimora, in modo da poterlo utilizzare all’occorrenza; 
  • accertare le condizioni degradanti in cui vivevano i braccianti agricoli, invero essi alloggiando in strutture fatiscenti, spesso in sovrannumero, strutture di fortuna, procurate loro dagli indagati, e per le quali erano costretti a corrispondere una somma di denaro a questi ultimi per abitarvi. 

L’operazione “Demetra” si colloca nell’ambito di quella più ampia attività di salvaguardia della legalità economico-finanziaria del Paese, tutela dei cittadini e delle imprese oneste, in cui è costantemente impegnata la Guardia di Finanza che, ogni giorno, lotta contro qualunque forma di sfruttamento della manodopera, al fine di ristabilire l’ordine economico violato, difendere i diritti dei lavoratori nonché quelli delle imprese che scelgono di operare nella legalità.

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FALCONARA M. (AN) – OPERAZIONE “SAFETY” – MAXI SEQUESTRO DI OLTRE MEZZO MILIONE DI MASCHERINE CHIRURGICHE CON FALSO MARCHIO “CE” IN DIECI REGIONI ITALIANE

I MILITARI DELLA COMPAGNIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI FALCONARA MARITTIMA (AN), STANNO EFFETTUANDO UNA COMPLESSA ATTIVITA’ DI SERVIZIO CHE INTERESSA BEN TRENTUNO PROVINCE IN DIECI REGIONI ALLO SCOPO DI COMPLETARE L’ESECUZIONE DI UN PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO PREVENTIVO EMESSO NEI GIORNI SCORSI DAL G.I.P. DEL TRIBUNALE DI ANCONA, A SEGUITO DELLA RICHIESTA DELLA LOCALE PROCURA DELLA REPUBBLICA, RELATIVO A PIU’ DI MEZZO MILIONE DI MASCHERINE CHIRURGICHE NON A NORMA. 

LE INDAGINI SONO PARTITE DA UNA SPECIFICA ATTIVITA’ DI CONTROLLO DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DORICA, DISPOSTA DAL COMANDO PROVINCIALE, CHE PARTENDO DALLA VENDITA AL DETTAGLIO NELLE FARMACIE, RISULTATE ESTRANEE AI FATTI, HA CONSENTITO D’INDIVIDUARE UNA SOCIETÀ FALCONARESE, CON DEPOSITO A CAMERATA PICENA (AN), AL CUI INTERNO LE FIAMME GIALLE SONO RIUSCITE A SCOPRIRE 227.150 MASCHERINE CHIRURGICHE, PROVENIENTI DALL’UNGHERIA, PRONTE PER ESSERE IMMESSE IN COMMERCIO. 

ALL’ATTO DELL’INTERVENTO, I MILITARI HANNO ANCHE RILEVATO LA PRESENZA DI TRE OPERAI PER I QUALI NON RISULTAVA ESSERE STATO STIPULATO ALCUN CONTRATTO DI LAVORO, CIRCOSTANZA SEGNALATA ALL’ISPETTORATO TERRITORIALE DEL LAVORO PER L’EMANAZIONE DI APPOSITO PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE. 

I DISPOSITIVI INDIVIDUATI ERANO ACCOMPAGNATI DA ATTESTAZIONI RECANTI LA MARCATURA “CE” – OSSIA RISPONDENTI ALLE PREVISIONI DELLA NORMATIVA COMUNITARIA – RILASCIATE DA UN ENTE CERTIFICATORE CINESE NON RIENTRANTE TRA GLI ORGANISMI AUTORIZZATI A VERIFICARE E ATTESTARE LA CONFORMITÀ DEL PRODOTTO. 

PER GLI ARTICOLI IN ARGOMENTO, INOLTRE, LA SOCIETÀ IMPORTATRICE NON AVEVA RICEVUTO ALCUNA AUTORIZZAZIONE IN DEROGA ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO DA PARTE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ, COSÌ COME PREVISTO DALL’ART. 15 DEL DECRETO “CURA ITALIA”. 

PERTANTO, IL RAPPRESENTANTE LEGALE È STATO DENUNCIATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ANCONA IN ORDINE AL REATO DI “FRODE NELL’ESERCIZIO DEL COMMERCIO” CHE PREVEDE LA RECLUSIONE FINO A DUE ANNI O LA MULTA FINO A EURO 2.065, IN QUANTO È STATO ACCLARATO CHE, CON LA PROPRIA CONDOTTA, AVREBBE INDOTTO IN ERRORE I NUMEROSI CLIENTI, QUALI FARMACIE, IN RELAZIONE ALL’EFFETTIVO SIGNIFICATO DELLA MARCATURA DI CONFORMITÀ CE APPOSTA SULLE CERTIFICAZIONI. 

SULLA BASE DEGLI ELEMENTI ACQUISITI DAI FINANZIERI L’AUTORITA’ GIUDIZIARIA DORICA HA DELEGATO LA COMPAGNIA DI FALCONARA M. ALL’ESECUZIONE DI UN ULTERIORE SEQUESTRO PREVENTIVO, SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, DI 354.400 MASCHERINE CHIRURGICHE GIÀ VENDUTE A OTTANTAQUATTRO FARMACIE, VENTOTTO DELLE QUALI NELLA SOLA PROVINCIA DI ANCONA. I SEQUESTRI IN CORSO, AFFERENTI COMPLESSIVAMENTE A 581.550 MASCHERINE VEDONO IL COINVOLGIMENTO DI QUARANTASETTE REPARTI DELLA GUARDIA DI FINANZA, DISLOCATI IN TRENTUNO PROVINCE E DIECI REGIONI E HANNO LA FINALITÀ DI EVITARE CHE I DISPOSITIVI IN QUESTIONE SIANO VENDUTI AI CONSUMATORI IN MANCANZA DELLA REGOLARE CERTIFICAZIONE CE E, QUINDI, SENZA I REQUISITI MINIMI DI SICUREZZA. 

L’ATTIVITA’ S’INSERISCE NEL PIU’ AMPIO CONTESTO DELLA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO-FINANZIARIA, CONDOTTA DALLA GUARDIA DI FINANZA A TUTELA DELLA CORRETTEZZA DEL MERCATO, PER IL RISPETTO DELLA CONCORRENZA LEALE E PER LA SICUREZZA DEI PRODOTTI A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI. 

 

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ROMA – OPERAZIONE ANTIDROGA DI CARABINIERI E GUARDIA DI FINANZA. SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CHE GESTIVA LO SPACCIO IN UNA DELLE “PIAZZE” DI TOR BELLA MONACA

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 42 soggetti, 32 colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere e 10 dal divieto di dimora a Roma, tutti appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata nella Capitale e con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire i ruoli dei vari sodali all’interno dell’organizzazione, facente capo a due fratellastri che, nonostante ristretti in carcere, gestivano l’attività delinquenziale a distanza. Gli stessi, infatti, coordinavano le attività fornendo indicazioni ai diretti fiduciari per il tramite della compagna del più grande dei due fratelli, attraverso la quale ricevevano anche il sostentamento, con il denaro provento dello spaccio, necessario per il mantenimento della famiglia ed il pagamento delle spese legali.

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OPERAZIONE “BLACK GOLD”, ROMA: CONTRABBANDO DI GASOLIO DALL’EUROPA DELL’EST. 9 ARRESTI E MAXI SEQUESTRO DI CARBURANTE.

9 persone arrestate, sequestrati oltre 100.000 litri di gasolio di contrabbando, tre autoarticolati, due cisterne e 83.000 euro in contanti: questo il bilancio delle indagini dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno sgominato una banda dedita all’illecita importazione e commercializzazione di carburanti la quale, in soli 3 mesi, ha fraudolentemente introdotto nel territorio nazionale circa 1,5 milioni di litri di prodotto petrolifero. Continue reading…