Articoli di Valerio Trovalusci

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GUARDIA DI FINANZA: CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA INTERNAZIONALE. Complessivamente indagati 158 soggetti, sequestri di beni per 169 milioni di euro.

Dalle prime luci dell’alba oltre 700 finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, con il supporto dei Reparti del Comando Regionale Calabria, in simultanea con la Polizia Giudiziaria Federale di Berna, stanno eseguendo una imponente operazione internazionale di polizia coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Catanzaro e dall’A.G. elvetica, in un’azione comune contro la ‘ndrangheta e le sue proiezioni, nei confronti di diversi esponenti di affermate e risalenti famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel territorio che collega Lamezia Terme alla provincia di Vibo Valentia.  Continue reading…

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ROMA XI MUNICIPIO, ROCCA (FDI): CHIUDERE DEFINITIVAMENTE IL CAMPO ROM DI VIA CANDONI ALLA MAGLIANA

Non c’è settimana che passi senza che il campo rom di Via Candoni alla Magliana non salga alla ribalta delle cronache. Pochi giorni fa c’è stato un accoltellamento e una rissa, l’8 luglio scorso un incendio e oggi ancora un incendio. Dalle prime notizie sembrerebbe siano andati in fiamme i rifiuti accatastati ai margini dell’area. Rifiuti che ovviamente vengono gettati dai residenti del campo. Oltre al danneggiamento di alcune container si sono verificati notevoli disagi alla viabilità con la chiusura di diverse strade e rallentamenti sulla Roma Fiumicino.  Continue reading…

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GUARDIA DI FINANZA. ROMA: CONFISCATI IN VIA DEFINITIVA BENI PER QUASI 11 MILIONI DI EURO A UNA NOTA FAMIGLIA DI IMPRENDITORI ROMANI

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito la confisca di beni per un valore di quasi 11 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore DEZI Walter (classe 1958), di sua moglie BIGELLI Carla (classe 1962) e dei figli Federico (classe 1986) e Alessandro (classe 1988), all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina Continue reading…

Allegato comunicato stampa Comando Provinciale Trapani

OPERAZIONE AEGADES: eseguite 11 misure cautelari personali per reati contro la pubblica amministrazione. Tra gli arrestati il Sindaco del Comune di Favignana. Indagate complessivamente 24 persone ed accertato un danno erariale di circa 2 milioni di euro.

Nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, al termine di una complessa indagine di polizia giudiziaria coordinata dai Pubblici Ministeri dott.ssa Rossana Penna e dott. Matteo Delpini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, hanno dato esecuzione, con l’ausilio di mezzi aerei e navali del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, ad un’ordinanza di applicazione di 11 misure cautelari personali (di cui otto coercitive della libertà personale e 3 interdittive) emessa dal GIP di Trapani nei confronti di altrettanti soggetti, tra cui il Sindaco del Comune di Favignana Giuseppe Pagoto (agli arresti domiciliari), indagati a vario titolo per reati di corruzione, peculato, falso ideologico in atti pubblici, frode in pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.  Continue reading…

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OSTIA ANTICA: ECOITALIASOLIDALE DOMANI 18 LUGLIO, ALLA VIGILIA DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO A PALERMO, METTERA’ A DIMORA “L’ALBERO DELLA LEGALITA’” A PIAZZA GREGORIOPOLI

Domani sabato 18 luglio alle ore 10 il Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, alla vigilia del 28° anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita a Palermo per mano della mafia il giudice Paolo Borsellino ed i membri della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, nella piazza centrale di Ostia Antica, Piazza Gregoriopoli, metterà a dimora un albero che vorremmo definire “l’albero della legalità”, per ricordare una delle pagine più drammatiche e vergognose della nostra storia.

All’iniziativa, nel rispetto delle norme vigenti anticovid, parteciperà il Presidente di Ecoitaliasolidale del X Municipio e del Litorale romano, Gaetano Di Staso, la Responsabile regionale del Lazio del Movimento, Giuliana Salce e il Presidente Nazionale Piergiorgio Benvenuti.

Sarà presente una rappresentanza del Gruppo di Protezione Civile “Soccorso Marittimo Poseidon”.

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Campidoglio, Smart Business. Al Town Meeting le proposte per il nuovo Piano Strategico imprenditoriale di Roma Capitale

Rendere Roma più “smart”, più competitiva a livello internazionale e attrattiva per investimenti e capitali: è l’obiettivo del Town Meeting Smart Business, che precede la stesura del Piano Strategico imprenditoriale di Roma Capitale.

Partecipato da più di 80 protagonisti del panorama di riferimento, tra atenei, associazioni di categoria, imprese, operatori e istituzioni, collegati tramite una piattaforma online, l’evento ha catalizzato spunti e riflessioni per la definizione delle linee operative dello sviluppo cittadino, in chiave di innovazione economica, digitale, urbanistica e infrastrutturale.

Tre gli obiettivi del Piano Strategico imprenditoriale:

– individuare le strategie urbane finalizzate allo sviluppo di infrastrutture e servizi a supporto delle attività imprenditoriali;

– migliorare la capacità attrattiva del territorio per polarizzare investimenti;

– incentivare la nascita di nuove realtà economiche, potenziando la rete di Open Innovation fra imprese, startup, incubatori e acceleratori d’impresa, università, centri di ricerca, istituzioni e altri operatori della filiera dell’economia innovativa.

Gli spunti del Town Meeting Smart Business sono espressione degli imperativi e delle esigenze di tutta la filiera imprenditoriale attiva in città: l’obiettivo è quello di sintetizzarli in linee d’azione per fare di Roma una capitale anche d’investimento. E’ necessario un potenziamento in chiave innovativa e digitale, per calamitare capitali e risorse, definendo strategie urbane finalizzate a infrastrutture e servizi, sburocratizzando i processi amministrativi e incentivando la nascita di nuove imprese. Volgiamo lo sguardo al futuro, perché qualunque eccellenza “funziona” solo se supportata dall’utilizzo strategico di strumenti moderni: dalla gestione dei dati per il monitoraggio di fenomeni sensibili alla visibilità online di produzioni di qualità, tutto concorre allo sviluppo economico cittadino. Importantissimo il contributo  di un parterre di rilievo, che ringrazio della partecipazione”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

È importante che il tema dell’innovazione sia coniugato con il tema della gestione del territorio. La strategia complessiva di visione della città deve soprattutto coniugare un’idea della mobilità con lo sviluppo urbano e la valorizzazione dei nodi di scambio tra reti regionali e cittadine collegando ferrovie, metropolitane, e mobilità dolce. A scala nazionale questo obiettivo è strettamente legato al recupero del ruolo della Stazione Tiburtina quale nodo strategico di una rete di città connesse con l’Alta Velocità. A livello locale oltre alla rete dei trasporti integrata da una nuova visione smart della mobilità già approvata nel PUMS, la stazione Tiburtina deve diventare la testa di un sistema su cui stiamo lavorando e che unisce importanti corridoi ambientali, aree densamente abitate, preesistenze storico-monumentali e configurandosi come un possibile modello per la città di domani”, spiega Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale.

Quello di oggi è un evento importante, in cui crediamo molto: l’obiettivo è semplificare la vita ai cittadini eliminando le barriere, abbattendo alcuni costi, velocizzando i processi. La sfida di Roma è innovare in armonia con la meraviglia che ci circonda: su questo, stiamo facendo moltissimo: dalle web app per evitare gli assembramenti, alla carta d’identità elettronica intesa come passepartout per l’accesso a tutti i servizi, come pure alle ‘piazze smart’ nei Municipi”, sottolinea il delegato della Sindaca all’Innovazione Massimo Bugani. 

Dalle due sessioni di lavoro sono emerse le criticità di sistema e le proposte da convogliare nella stesura del Piano Strategico Smart Business. Di seguito:

Criticità:

–      semplificazione amministrativa: vanno velocizzati e sburocratizzati i processi che rallentano lo sviluppo infrastrutturale, in particolar modo del 5G;

–      politiche di attrattività: tempi lunghi e norme rigide scoraggiano gli investimenti;

–      governance: manca un coordinamento fra pubblico, privato e player dell’imprenditoria;

–      ecosistema: va sviluppata una cultura dell’innovazione per stimolare gli investimenti di settore;

–      connettività: sebbene Roma sia all’avanguardia in fatto di copertura di rete, resta carente lo sviluppo dell’infrastruttura di connettività e dei servizi associati;

–      competenze ICT: disomogeneità delle competenze digitali, impossibilità per le PMI di attuare una vera e propria rivoluzione digitale;

–      formazione: nonostante la grande concentrazione di atenei, manca una struttura che attragga talenti e finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico.

Proposte:

–      PA snella ed efficiente: creazione di uno sportello unico per velocizzare l’ottenimento dei permessi, che coinvolga più enti e che indica conferenze dei servizi ad hoc con i soggetti interessati;

–      politiche di attrattività: stimolare le aziende a finanziare le produzioni innovative giovanili e costruire quartieri dedicati;

–      partenariato pubblico-privato: maggiore collaborazione tra autorità pubbliche e soggetti privati;

–      distretto dell’innovazione: creare poli di allocazione delle risorse;

–      città connessa: migliorare la connettività cittadina;

–      sostenibilità: interventi edilizi che sostengano l’innovazione e siano eco-compatibili;

–      capitale umano: investire sulla cultura digitale di quanti lavorano nella Pubblica Amministrazione.

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ASSOCIAZIONE RIABILITATORI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (ARIR): UN DOCUMENTO DI CONSENSO CONFERMA L’IMPORTANTE RUOLO DELLA RIABILITAZIONE RESPIRATORIA NEI PAZIENTI COVID-19

Un Documento di Consenso italiano pubblicato su una prestigiosa rivista indicizzata ha confermato che anche nei pazienti Covid 19, “come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”.
Il Documento di Consenso “An Italian consensus on pulmonary rehabilitation in COVID-19 patients recovering from acute respiratory failure: results of a Delphi process” (Monaldi Archives for Chest Disease 2020, volume 90:1444), confermando la centralità dell’intervento riabilitativo, ha preso il via dalla necessità condivisa di avere raccomandazioni di elevata qualità sulla riabilitazione respiratoria (RR) nei pazienti con Covid.19 dopo l’uscita dalla fase acuta ed anche in seguito all’eventuale dimissione dalla terapia intensiva.
Firmato come primi autori da Michele Vitacca (Responsabile Divisione di Pneumologia Riabilitativa ICS Maugeri IRCCS, Lumezzane, Brescia), Marta Lazzeri (Presidende ARIR e Fisioterapista Respiratoria, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano) ed Eugenio Guffanti (membro attivo di SIP e già responsabile della Pneumologia Riabilitativa di Casatenovo, Lecco), lo studio ha coinvolto una serie di professionisti esperti che operano in ospedali d’eccellenza italiani tra cui l’Istituto Nazionale Ricovero e Cura per Anziani-IRCCS di Casatenovo (LC); la Clinica di Epidemiologia dell’Istituto Ortopedico Galeazzi-IRCCS, Milano; l’Istituto di Riabilitazione Villa delle Querce, Nemi (RM); la Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milano e Firenze; l’Ospedale Maggiore di Crema (CR); l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno; l’Azienda Ospedaliera dei Colli-Monaldi, Napoli; l’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il Documento è l’espressione della collaborazione di società scientifiche di pneumologi e fisioterapisti: ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria), AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), SIP (Società Italiana di Pneumologia), AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) e SIFIR (Società Italiana di Fisioterapia e Riabilitazione).
“Il processo di elaborazione delle raccomandazioni aveva l’obiettivo di coinvolgere una serie di Centri italiani dedicati alla riabilitazione respiratoria al fine di rafforzare un network virtuoso di competenze, esperienza, ricerca e sviluppo da mettere al servizio dei nostri amministratori, politici e pagatori” ha commentato Michele Vitacca, “Lo sforzo profuso in poche settimane ha prodotto suggerimenti che tanti colleghi nel mondo ci stanno chiedendo con grande ansia e riconoscenza”.
Questi esperti (in tutto 30 professionisti, con questa rappresentanza multiprofessionale: pneumologi-40%, fisioterapisti respiratori-36%, fisioterapisti-10%, metodologi-7% e psicologi-7%) hanno revisionato la letteratura scientifica internazionale indicizzata (e reperibile su PubMed) pubblicata su Covid.19 tra il 1 dicembre 2019 e il 6 aprile 2020. Hanno selezionato 121 quesiti su quattro aree di riferimento (dispositivi di protezione individuale, fenotipizzazione, valutazione, interventi), e su questi hanno coinvolto con un Delphi round un team internazionale di panelists formato da 10 pneumologi e 10 fisioterapisti respiratori provenienti da Italia, Spagna, Regno Unito, Portogallo e Usa.
“Il Documento appena pubblicato ha espresso elementi di consenso molto chiari” ha sottolineato Eugenio Guffanti, “sicuramente una corretta fenotipizzazione può condurre ad una precisa individuazione del timing dell’intervento di riabilitazione respiratoria per pazienti che possono beneficiare da un intervento precoce, mentre non sono stati identificate controindicazioni alla messa in atto di tali percorsi”. Inoltre l’intervento riabilitativo può incidere e ridurre il potenziale impatto di comorbidità (soprattutto neurologiche e cardiovascolari) sul paziente. Il Documento di Consenso pone ovviamente anche molti quesiti a tutti coloro che si occupano di healthcare, sottolineando l’utilità dell’integrazione multidisciplinare soprattutto nell’ambito del follow up. Non sono state tralasciate tematiche legate alla telemedicina e alla teleriabilitazione, nuovi approcci che possono offrire interessanti risultati e sviluppi, ma occorre che alcuni ostacoli siano superati, tra cui: la tecnologia deve essere facilmente disponibile per il maggior numero di pazienti assicurando la massima sicurezza; devono essere chiariti i profili di responsabilità medico-legale oltre a dover essere inserita in un corretto processo di valutazione economica.
La conclusione del Documento, sottolinea che “la drammatica diffusione dell’epidemia con le sue conseguenze cliniche e l’impatto socio-economico sta guidando allo sviluppo di chiare ed effettive misure che possano ridurre l’impatto del Covid.19 su pazienti e famiglie. I centri di cura e riabilitazione devono avere la capacità e la flessibilità di rispondere con le migliori competenze disponibili a tutti i bisogni dei pazienti, nel più appropriato setting, utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”.
“Il fisioterapista respiratorio ha lavorato a fianco dello pneumologo in tutta l’emergenza Covid.19”, è il commento di Marta Lazzeri al Documento “e sono risultate oltremodo preziose le competenze e le esperienze maturate precedentemente nel trattamento di condizioni di insufficienza respiratoria acuta e/o cronica con diversa eziopatogenesi (pazienti con fibrosi polmonare, riacutizzazione di BPCO, interstiziopatie, pazienti reduci da insufficienza respiratoria acuta con difficile svezzamento…), ma con manifestazioni clinico funzionali non dissimili a quelle osservate nei pazienti Covid.19. Il lavoro che abbiamo pubblicato è stato impegnativo anche perché prodotto in tempi molto rapidi, con l’obiettivo di fornire indicazioni chiare e dare supporto soprattutto ai fisioterapisti che non possiedono specifiche competenze in ambito respiratorio ma che in questo momento di emergenza sono coinvolti nella gestione di questi pazienti. Un altro tassello nel percorso di diffusione della cultura respiratoria che ARIR persegue da oltre 30 anni”.
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Gambe stanche e pesanti: attenzione alla Malattia Venosa Cronica. La prevenzione e l’informazione viaggiano su Facebook

Prendersi cura della salute delle gambe è importante a qualunque età. In agguato c’è la Malattia Venosa Cronica (MVC), che consiste nel ristagno del sangue venoso che non riesce a risalire verso il cuore per un insufficiente funzionamento delle valvole venose e delle pompe muscolari degli arti inferiori. Insidiosa e potenzialmente pericolosa, colpisce 19 milioni di italiani (10-50% degli uomini, oltre il 50% delle donne). Una malattia non riconosciuta, trascurata e spesso considerata all’inizio come un problema estetico e, quindi, non curato.

Il Gruppo Servier in Italia, azienda leader in ambito vascolare e storicamente impegnata per la salute delle gambe, ha deciso di promuovere nel mese di luglio una serie di attività informative e promozionali: un servizio di informazione e sensibilizzazione per aumentare la conoscenza e la consapevolezza della patologia, fare prevenzione primaria e prevenire le complicanze attraverso la pagina Facebook dedicata “Riscopri le tue gambe”.

Gli angiologi Elia Diaco e Pier Luigi Antignani terranno una serie di dirette Facebook (20, 22, 27, 28 luglio) sulle problematiche legate alla Malattia Venosa Cronica con informazioni e consigli per rispondere a dubbi e quesiti degli utenti, interagendo in tempo reale con loro.

Inoltre per la prima volta Servier approda anche in televisione con una campagna dedicata al suo prodotto leader nella Malattia Venosa Cronica, per diffondere il messaggio legato “all’importanza di tornare a camminare in leggerezza” in un periodo come l’estate, quando le complicanze della patologia si accentuano.

Una malattia, quella Venosa Cronica, sottovalutata e molto spesso non riconosciuta: i primi sintomi sono prurito, bruciore, dolore, senso di pesantezza delle gambe e crampi notturni.

“Si tratta di sintomi generici che vanno inquadrati dallo specialista, angiologo o chirurgo vascolare, che si possono manifestare a tutte le età, nelle donne in genere compaiono dopo la gravidanza – dichiara Pier Luigi Antignani, Presidente FIV, Fondazione Italiana Vascolare e Presidente Onorario SIDV, Società Italiana di Diagnostica Vascolare – la MVC è la terza patologia più diffusa dopo allergie e ipertensione, eppure solo una persona su tre sa di essere malata e segue uno stile di vita e terapie farmacologiche idonee, che vanno attuate precocemente ancora prima che compaiano i capillari dilatati sulle gambe, per prevenire le temibili complicanze, quali varici, tromboflebiti e ulcere altamente invalidanti”.

La visita angiologica serve ad inquadrare il paziente e a individuare i fattori di rischio, primo tra tutti la familiarità, ma anche i fattori ormonali, l’attività lavorativa, l’eccessiva attività agonistica, che possono portare ad un’alterazione del sistema venoso. Gli accertamenti strumentali si avvalgono dell’ecocolordoppler degli arti inferiori, che va eseguito rigorosamente a paziente sdraiato e in piedi. 

Accertata la diagnosi è fondamentale partire dal cambiamento dello stile di vita associandolo all’utilizzo delle calze contenitive e all’assunzione di terapie farmacologiche qualora prescritte dallo specialista. In particolare, la frazione flavonoica purificata micronizzata, un vasoprotettore che agisce sia sui sintomi che sulle cause, conferisce rapidamente sollievo sul senso di pesantezza, sui crampi e sul dolore fornendo anche un beneficio importante sull’edema, disinfiammando le pareti dei vasi. 

Nei casi in cui la situazione è progredita con la formazione di varici venose, dilatazioni che si formano a seguito della MVC, dolorose specie nel periodo estivo, si deve intervenire chirurgicamente. Una terapia innovativa della quale in questi ultimi anni è stata dimostrata la comprovata efficacia è la scleromousse, che può essere praticata ambulatorialmente, solo da mani esperte, senza tagli e senza anestesia.

“La scleromousse – spiega Elia Diaco, angiologo e chirurgo vascolare – è una tecnica innovativa che può sostituire in tutta sicurezza tranquillamente lo stripping e il laser su vene di diametro da 7 millimetri a 2 centimetri con ottimi risultati.  Si inietta all’interno un liquido sclerosante schiumoso che agisce sulle pareti della branca varicosa e forma un trombo chimico che nel giro di qualche mese viene distrutto da cellule chiamate macrofagi e la vena varicosa scompare. Naturalmente va praticata da personale molto esperto e in maniera eco-guidata”.

Sulla pagina Facebook “Riscopri le tue gambe” (www.facebook.com/riscopriletuegambe) sono disponibili risorse informative e consigli sulla malattia Venosa Cronica e sul benessere delle gambe.

IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA 6.200 MIGRANTI

ESERCITO IN CALABRIA: NECESSARIO FAR PRESIDIARE LA STRUTTURA DI AMANTEA

Si alza la tensione dopo lo sbarco di 70 immigrati soccorsi al largo di Caulonia, 28 dei quali sono risultati positivi al coronavirus, tra di loro anche minorenni. 48 giovani adulti sono stati trasferiti tra i comuni di Bova Marina e Amantea, ove sono presenti in particolare 2 strutture attrezzate che operano per gli ulteriori accertamenti e la quarantena. Altri 20 migranti, tutti minori, sono stati allocati in un’altra struttura del comune di Roccella Jonica, presidiata dalle forze dell’ordine. Proprio il sindaco della cittadina calabra ha espresso, rassicurando i suoi cittadini: “Situazione gestita al meglio, un dovere accogliere questa gente”. Mentre alcuni residenti ad Amantea si sono letteralmente sdraiati a terra in segno di protesta, chiedendo anzitutto sicurezza e il trasferimento immediato dei migranti in altro loco.

Ciò avrebbe determinato la decisione, maturata a seguito di una riunione in Prefettura a Cosenza, di far presidiare direttamente la struttura di Amantea da parte dell’Esercito: le tensioni non si sarebbero ancora placate e gli stessi cittadini ne avrebbero addirittura annunciate altre, già in mattinata con un presidio davanti al Comune.

Dalla riunione tenuta in Prefettura, la decisione e’ stata quella di presidiare il centro per evitare che i migranti possano uscire o avere contatti con l’esterno: “Le regole di ingaggio definite dalle forze dell’ordine sono di non consentire l’uscita degli ospiti dal centro migranti. Solo il personale medico autorizzato, o quello destinato al vettovagliamento, potra’ entrare”. Si legge in una nota.

Complessivamente tutte le strutture dedicate all’accoglienza sono state individuate dalla Prefettura di Reggio Calabria, ma la reazione di Amantea e’ stata particolarmente dura. Del resto la popolazione è seriamente preoccupata per la presenza dei migranti e c’è la paura che possa essere alimentato un nuovo focolaio di virus in una realtà, oltre che cittadina, turistica, che potrebbe risentirne anche dal punto di vista dell’immagine. Tuttavia l’allontanamento da parte dei vacanzieri, che andrebbero a soggiornare nelle più o meno note mete delle coste calabresi, sembrerebbe inevitabile.

Sulla questione non tarda a far sentire la sua voce la governatrice Jole Santelli, invocando l’intervento immediato del governo e scrivendo al premier Conte: “L’unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste delle regioni italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l’effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria”. Santelli aggiunge: “Mi aspetto una risposta rapidissima da parte del governo e avverto che, in caso contrario, non esiterò ad agire, esercitando i miei poteri di ordinanza per emergenza sanitaria, vietando gli sbarchi in Calabria. Voglio evitare un braccio di ferro con il governo, ma ho l’obbligo di difendere i calabresi e chi ha scelto di passare in Calabria le proprie vacanze”.

Anche il senatore della Lega Matteo Salvini va all’attacco: “Ci sono decine di nuovi casi di immigrati positivi al virus, Lampedusa è al collasso, non c’è nessuna traccia dei ricollocamenti, è sparito il famoso accordo di Malta e i rimpatri con la Tunisia sono bloccati con la scusa del Covid. Questo governo mette in pericolo l’Italia”.
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OPERAZIONE SAFE BREATHING: SEQUESTRATE OLTRE 240.000 MASCHERINE NON CONFORMI DESTINATE AGLI OSPEDALI

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di La Spezia, in collaborazione con funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli della Spezia, hanno eseguito un’importante operazione di sequestro di un rilevante quantitativo di mascherine destinate al servizio sanitario pubblico. Dopo una mirata analisi dei flussi di merci, attraverso documenti e banche dati, effettuata dal Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane della Spezia, il personale della Guardia di Finanza e delle Dogane ha effettuato un accesso presso una società importatrice di Santo Stefano Magra (SP) che aveva ottenuto un contratto di fornitura dall’Azienda Ospedaliera di Parma per la consegna – in diversi lotti – di 1.100.000 mascherine di tipo chirurgico e FFP2. Continue reading…