Articoli di Lorena Fantauzzi

Giulia ha perso la gamba per un gesto d’amore, e non se ne pente

Di Lorena Fantauzzi

Diciotto anni, salernitana, Giulia Muscariello è una dei ’28 giovani eroi dell’era Covid a cui è stato conferito l’attestato d’onore di ‘alfiere della Repubblica’ dal presidente Sergio Mattarella. L’attestato d’onore per i ragazzi che nel 2020 si sono distinti “per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia”.

Giulia è stata premiata “per il coraggio e l’altruismo mostrati nel momento drammatico in cui è stata investita da un’automobile fuori controllo. Grazie alla prontezza del suo gesto, l’amica più cara è riuscita a salvarsi. Su di lei invece l’incidente ha lasciato segni pesanti”.

Il 30 luglio scorso Giulia ha protetto l’amica del cuore dalla folle corsa di una Mini Cooper che stava per schiacciarla, l’ha spinta indietro in una frazione di secondo, giusto il tempo che le sarebbe servito per fare un salto di lato e mettersi al sicuro. L’auto invece l’ha presa in pieno, una gamba stritolata nell’impatto, persa per sempre.

“Questo attestato – dice Giulia – ora è un motivo per non rimanere in trappola in quella notte buia, è uno stimolo per tornare alla mia vita, alla normalità e prima non la vedevo nemmeno un po’. Non riesco a capire come mai mi vogliono tutti bene, ma mi piace che lo facciano e che tra i tanti ci sia anche il capo delle Stato Sergio Mattarella. Andrò da lui al Quirinale con i miei ma soprattutto porterò Chiara”.

9466C357-754D-4D4E-A4FE-93F9A15F0D2B

Muore per covid Raoul Casadei, re indiscusso del liscio

FF198733-A898-4177-AAC3-3CE09B61D601Di Lorena Fantauzzi

E’ morto a Cesena Raoul Casadei, il musicista romagnolo soprannominato “re del liscio”. Aveva 84 anni e dal 2 marzo era ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena perché malato di COVID-19.

Casadei faceva parte di una famiglia di musicisti: suo zio, Secondo Casadei, era l’autore della celebre “Romagna mia” e nel 1928 aveva fondato l’Orchestra Casadei, la più nota orchestra di liscio. Raoul Casadei ci entrò alla fine degli anni Cinquanta e alla morte dello zio, nel 1971, ne prese la guida.

Negli anni Settanta il liscio aveva tantissimo successo e Raoul Casadei ne era il più noto rappresentante: nel 1973 partecipò al Festivalbar con “Ciao mare” e l’anno successivo al Festival di Sanremo con “La canta”. Tra le canzoni che compose ci sono anche “Mazurka di Periferia” e “Romagna e Sangiovese”. Inoltre è a lui che si deve l’espressione «Vai col liscio!», un’esclamazione che gli venne durante una serata alle Rotonde di Garlasco, in Lombardia, poi ripresa su una copertina del settimanale Sorrisi e canzoni, e da lì entrata nell’immaginario comune.

Nel 2001 Casadei aveva lasciato l’attività musicale e la guida dell’Orchestra Casadei era passata a suo figlio Mirko, tuttora leader del complesso.

 

Scandalo nel Centrodestra abruzzese. Arrestati sindaco e vice di Celano. Nel giro di mazzette molti nomi noti della Marsica. Domiciliari a Santilli (FdI), carcere per Piccone (ex FI)

DFAA901D-DA1D-4B42-AABE-6B2776C0B42DDi Lorena Fantauzzi

Finiscono in manette il sindaco di Celano (L’Aquila) Settimio Santilli e il vice sindaco, Filippo Piccone (nella foto), amministratori di centrodestra. Il primo, sovranista, va agli arresti domiciliari, il secondo in carcere a Vasto (Chieti). Il sindaco Santilli da novembre 2018 è passato a Fratelli D’Italia mentre il vice sindaco del comune marsicano, Piccone, per diversi mandati sindaco di Celano, è stato in quota Forza Italia sino al 2009 poi è passato al Popolo delle libertà, ma solo sino al 2013.

In questo stesso anno è stato eletto deputato in Parlamento e ha compiuto un altro passaggio politico al Nuovo centro destra guidato da Angelino Alfano, poi nel 2017 Piccone confluisce ad Alternativa Popolare che abbandona e un mese dopo, esattamente il 22 dicembre 2017, la Camera dei deputati ha approvato a voto segreto le sue dimissioni. In diverse occasioni sono finite dietro le sbarre Ben 56 persone per diversi reati

INTOCCABILI. Sono questi i due indagati di spicco, sui 56 totali, finiti al centro dell’operazione Acqua Fresca condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando della Provincia dell’Aquila, guidati dal Maggiore Edoardo Comandè. L’inchiesta è diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini e coordinata dal procuratore di Avezzano, Andrea Padalino Morichini.

Agli arresti domiciliari è finito anche Valter Angelo Specchio, imprenditore edile pugliese, residente nel teramano, unico condannato nell’inchiesta Scuole sicure (2014) quando come manager della Provincia dell’Aquila, di centrodestra, prese 4 anni di reclusione per utilizzo a fini privati dell’auto della Provincia, del Telepass e della Fuel card.

cattano le manette anche per Luigi Aratari, nato a Pescina e residente a Gioia de Marsi, Giampiero Attili nato a Roma e residente a Tagliacozzo, sono di Avezzano Daniela Di Censo e Livio Paris che risiede a Celano e Goffredo Mascitti di Celano, tutti ai domiciliari. Il giovane Aratari, soltanto a dicembre scorso, ha preso servizio nell’azienda per il diritto degli studi universitari dell’Aquila (Adsu) come responsabile dell’area tecnica e informatica, l’ingegnere 38enne è responsabile della Protezione civile di Gioia dei Marsi, paese d’origine.

Attili invece risulta essere segretario comunale ad Avezzano (L’Aquila). Delle 17 misure interdittive eseguite, un divieto di esercitare attività imprenditoriale o professionale per un anno ha colpito anche Lucio Zazzara, presidente del Parco nazionale della Maiella, nominato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costanell’ottobre 2019 su proposta dal presidente sovranista della regione Marco Marsilio.

Le accuse, a seconda delle posizioni, vanno dall’induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, turbata libertà nella scelta del contraente, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica, turbata libertà negli incanti al tentato peculato. La lunga e delicata indagine prende il via da informazioni sviluppate, da gennaio 2018, dai militari dell’Arma che hanno indagato sulle condotte degli amministratori del comune di Celano che sarebbero state finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a professionisti e imprenditori in Marsica.

L’attività investigativa ha acclarato, secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia, “l’esistenza di un sistema clientelare, fondato su amicizie, conoscenze ed interessenze con alcuni imprenditori o cittadini, in totale dispregio dei criteri d’imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione piegando, di fatto, l’interesse pubblico a quello di pochi”.

 

L’imbarazzo di Sileri: “Ho 96 anni quando mi vaccinate?”

di Lorena Fantauzzi L’imbarazzo di Sileri: “Ho 96 anni quando mi vaccinate?”

 

È rimasto spiazzato e senza parole il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileriquando in trasmissione è stato messo davanti a un signore di 96 anni che ancora non ha ricevuto il vaccino. E l’anziano in questione non è neanche uno qualunque, bensì il padre del regista della trasmissione PiazzaPulita in onda ieri sera su La7.

“Dovrebbe essere già vaccinato”

Il conduttore Corrado Formigli ha chiesto al regista Fabio Calvi di mandare la foto del padre e sullo schermo poco dopo è apparso il signore con un cartello in mano con la scritta: “Ho 96 anni quando mi vaccinate?”. Bella domanda, spiazzante anche per Sileri.

Zone rosse automatiche Cosa ci aspetta da lunedì

Il signor Adalberto vive a Bergamo, altra informazione che dovrebbe far capire che qualcosa non va, visto che è stata una delle città più colpite dalla pandemia, difficile infatti dimenticare le immagini notturne della sfilata di camion militari zeppi di bare durante la prima ondata di Covid-19.

Ora l’Italia è sempre più scura: le Regioni che cambiano colore

Nonostante tutto questo però, come sottolineato dal conduttore, il signor Adalberto ancora non ha avuto la prima dose di vaccino. E la domanda sorge spontanea e viene subito girata al sottosegretario Sileri: “Com’è possibile? Perché ci sono queste diversità tra una regione e l’altra?”. Il medico non può che dare una risposta: “Dovrebbe già essere vaccinato a dire il vero, da un bel po’. Forse avrebbe già dovuto ricevere la seconda dose”. Sileri ha poi assicurato che avrebbe preso informazioni, non solo sul padre del regista Calvi, al quale ha auspicato una rapida vaccinazione, ma in generale, per capire cosa sia accaduto.

La situazione in Lombardia

Ieri in Lombardia, come si legge nel report regionale dell’11 marzo, sono stati registrati 5.849 nuovi casi e il tasso di positività è al 9,4%. I decessi sono stati 81. Milano con la sua provincia è risultata la città più colpita con 1.394 casi di cui 563 in città. Bergamo ha invece fatto registrare 338 nuovi positivi. Oltre 62mila i tamponi totali che sono stati effettuati. La Lombardia, che si trova al momento colorata in arancione scuro rischia da lunedì di venire messa in zona rossa. C’è comunque da dire che ci sono stati annunci da parte della Regione riguardanti la strategia che verrà adottata nel piano vaccinale. Come per esempio l’approvazione del protocollo che darà la possibilità alle aziende che aderiranno di poter vaccinare i propri dipendenti in loco. Ma questo avrà inizio solo quando comincerà la vaccinazione massiva. Intanto però c’è da capire perché un 96enne residente a Bergamo non abbia ancora ricevuto la prima dose di vaccino.

 

Gianni Morandi ricoverato al Centro grandi ustionati di Cesena: incidente in giardino

di Lorena Fantauzzi

Gianni Morandi è stato ricoverato per ustioni in ospedale a Cesena. Il cantante, riporta il sito del Resto del Carlino, è stato portato d’urgenza all’ospedale di Bologna dopo un incidente nel quale ha riportato ustioni alle mani e alle gambe e poi trasferito d’urgenza a Cesena. L’artista di Monghidoro, 76 anni, dalle prime ricostruzioni sembra che stesse procedendo a bruciare alcune sterpaglie, quando improvvisamente ha perso l’equilibrio ed è caduto dentro le fiamme.

 

 

Gianni Morandi: il vero nome, i due matrimoni, i figli e il dramma di Serena

Gianni Morandi: il vero nome, i due matrimoni, i figli e il dramma di Serena

 

Curato dai medici, Morandi avrebbe riportato ustioni in particolare alla mano destra e successivamente, spiega la fonte, è stato trasferito al Centro grandi ustionati di Cesena. Superata la paura per l’incidente, Morandi ha trovato anche il modo di scherzare con il personale medico che gli ha fornito soccorso e ha anche scattato un selfie. Poco prima dell’incidente aveva postato una foto con i guanti da lavoro. Il post, sempre ironico e che lo ritrae sorridente dice: “11 marzo. Lavori in campagna. Finalmente ho trovato i guanti della mia misura…”.

 

Gianni Morandi, polemica per lo scatto con Mihajlovic: Siete senza mascherina. Ma il cantante risponde a tutti | Foto

Gianni Morandi, polemica per lo scatto con Mihajlovic: “Siete senza mascherina”. Ma il cantante risponde a tutti | Foto

Le sue condizioni non destano preoccupazione. Secondo quanto riferisce Il Resto del Carlino, il musicista non è in pericolo: una volta sedato per calmare il dolore,prima di essere trasferito, ha anche mostrato al primario del pronto soccorso Vincenzo Bua la foto che si era appena scattato.

Su quanto è successo nella giornata di ieri, giovedì 11 marzo, la spiegazione ufficiale è arrivata dallo staff che è vicino al cantante, popolarissimo e seguito anche da un affezionato pubblico social. “Stava bruciando delle sterpaglie in giardino – spiegano dal suo entourage – quando è scivolato, si è aggrappato e ha subito un’ustione. Si è molto spaventato e lo hanno portato a Bologna dopo l’intervento del 118. Hanno poi deciso di trasferirlo a Cesena al centro specializzato nelle ustioni”. Gianni Morandi non è in pericolo: un doloroso imprevisto

Maria Elena Boschi: “Ho denunciato uno stalker. Non bisogna mai tacere”

di Lorena Fantauzzi

“I primi messaggi minacciosi sono segnali che non vanno sottovalutati. Diventare l’ossessione di qualcuno genera insicurezza e ti cambia le abitudini”

Maria Elena Boschi, 40 anni, capogruppo di Italia Viva alla Camera
Maria Elena Boschi, 40 anni, capogruppo di Italia Viva alla Camera
Firenze, 11 marzo 2021 – Tormentata di nuovo da uno stalker, ha presentato denuncia alla procura di Roma. Maria Elena Boschi, ex ministra, deputata di Italia Viva, è stata sentita, in osservanza del Codice rosso, in tempi brevi dagli inquirenti. Solidarietà trasversale dai partiti. Onorevole Boschi lei dimostra a tutte le donne che bisogna reagire, anche al minimo segnale di molestia. “Non si deve aver paura di denunciare. So benissimo che per molte donne è più difficile di quanto lo sia stato per me perché sono più sole e vulnerabili e perché non sempre si è credute

Bancarotta, arrestati il patron del Gruppo Cavicchi, moglie e figlio. “Società fatte fallire con impicci”

Bancarotta, arrestati il patron del Gruppo Cavicchi, moglie e figlio. “Società fatte fallire con impicci”

Accertato anche l’omesso versamento della tassa di soggiorno per oltre 500.000 euro al Comune di Roma. Ai domiciliari Giancarlo Cavicchi, patron dell’omonimo gruppo operante nel settore della gestione di alberghi, ristoranti e attività turistiche e la moglie Franca. In carcere il figlio e il consulente fiscale della famiglia. Sequestro preventivo da 3,5 milioni di euro

Pfizer delocalizza in Romania e licenzia il 15% dei dipendenti belgi che hanno prodotto il vaccino. Sindacati: “Uno schiaffo ai lavoratori”

Di Lorena Fantauzzi

Pfizer delocalizza in Romania e licenzia il 15% dei dipendenti belgi che hanno prodotto il vaccino. Sindacati: “Uno schiaffo ai lavoratori”

La multinazionale statunitense sposterà parte della produzione in Romania dove il costo del lavoro è più basso. Polemiche anche per i finanziamenti pubblici europei ricevuti per sviluppare il vaccino anti Covid
La casa farmaceutica statunitense Pfizer ha annunciato che delocalizzerà in Romania parte delle sue attività attualmente svolte nel centro di Zaventem in Belgio. Questo comporterà la riduzione del 15% dell’organico con il licenziamento di 38 dipendenti su 238. La decisione ha suscitato accese proteste da parte dei sindacati anche a causa della tempistica della decisione. “Negli ultimi mesi il personale è stato impegnato in turni di lavoro doppi rispetto al normale per consentire la produzione del vaccino contro il Covid. L’annuncio dei licenziamenti è uno schiaffo a questi dipendenti”, ha affermato Bart Deceukelier, segretario del sindacato belga ACV. “Pfizer è principalmente una macchina per profitti” ha continuato Deceukelier, riecheggiando la definizione della casa farmaceutica data da un ex consulente “Una strategia finanziaria in forma si azienda”. Il sindacato avverte “Quello che oggi accade qui, domani potrebbe accadere in altri dipartimenti”.

“È una vergogna inaudita. Anche grazie ai fondi europei stanziati per la ricerca sul vaccino la multinazionale Pfizer si aspetta quest’anno un utile di 3,3 miliardi di euro. L’intenzione di delocalizzare in Romania parte della propria attività belga trasferendola dove il lavoro costa meno, è l’ennesimo pugno in faccia all’Europa e a milioni di cittadini che chiedono giustizia sociale e non furberie”, afferma Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Presentando il bilancio 2020 Pfizer ha anche indicato che nel 2021 si attende un aumento dei ricavi di 15 miliardi di dollari grazie al medicinale contro il virus. Pfizer ha sviluppato il vaccino con la tedesca BioNtech, il primo ad essere autorizzato dalle autorità di vigilanza sui farmaci. Gli investimenti per lo sviluppo del farmaco hanno superato i 2,5 miliardi di euro, in parte grazie a risorse pubbliche, soprattutto nella fase iniziale, più rischiosa. Da Unione europea e Germania sono arrivati oltre 400 milioni di euro.

Beverage & food dei prossimi anni a venire!

Il Covid ha cambiato le tradizioni della buona tavola. Ecco il nuovo food trend

 

Trend Food 2021- le bibite

Trend Food 2021- le bibite

Il Covid-19 ha influenzato le nostre priorità e influenzerà ancora cosa apprezzeremo nel 2021, in particolare nella scelta di cosa mangeremo. Nuovi gusti e piatti di tendenza per il nuovo anno sono l’oggetto dell’ultimo studio sui trend culinari a cura dell’agenzia di forecasting Wgsn.

Occhi che hanno studiato le nostre abitudini e i nostri desideri, ma anche e soprattutto le abitudini che abbiamo acquisito nei mesi passati e i consumatori che siamo diventati. Un racconto dell’anno che verrà che regala una prospettiva futura abbastanza attendibile. Tra le conferme, come l’utilizzo di fonti vegetali alternative, anche marine, e novità come una ristorazione sempre più contactless – anche se in realtà è un’eredità che portiamo con noi dal 2020.

 

Ecco le principali novità alimentari del 2021

1. Uova vegane
Fra le novità spiccano le uova vegane, prodotte senza scomodare le galline a conferma del successo crescente dell’amore per i cibi privi di animali e derivati. In realtà si tratta di un impasto realizzato di fagioli mungo verdi (indiani), soia e ceci dal sapore sovrapponibile a quello delle uova e che replica perfino l’aspetto dell’uovo vero. Il composto può anche essere usato per fare frittate, omelette e tortillas vegetali.

3. Kit di pasti pronti degli chef stellati
Farsi recapitare a casa il box di anatra arrosto di Eleven Madison Park (Manhattan) è possibile, sborsando circa 500 dollari e la richiesta nei giorni delle feste di fine 2020 è elevata, raccontava il New York Times i giorni scorsi. I pasti pronti stanno subendo una rapida trasformazione diventando schiscette gourmet griffate dai principali chef stellati dei ristoranti di lusso che, per compensare il crollo di fatturato durante il lockdown, hanno avviato per la prima volta il servizio di delivery.

4. Bevande in lattina , incluso il vino
Seguono le nuove bevande in lattina che potrebbero sostituire bottiglie e bottigliette di plastica. L’alluminio si ricicla interamente (se gettato e recuperato nel modo corretto) e le lattine stanno prendendo sempre più piede. Negli Stati Uniti alla fine di questo anno la crescente mania di bere vini e birre artigianali in lattina pare abbia mandato in tilt le fabbriche di lattine che non sono riuscite a soddisfare l’impennata di richieste.

 

5. Acque molecolari e spuntini per la camera da letto
Nel 2021, attesta il report Wgsn, le nuove bevande in lattina includeranno le acque ‘molecolari’, cioè addizionate con piccole dosi di principi attivi, in primis quelli che aiutano a prendere sonno come magnesio e L-teaina, un aminoacido che dovrebbe rilassare. L’anno nuovo, infatti, vedrà anche un aumento dell’offerta di spuntini rilassanti notturni, pronti e confezionati, contenenti cioccolato calmate, oppure ‘gelati per la buonanotte’ contenenti minerali che rilassano, enzimi che facilitano la digestione e meno zucchero.

6. La spesa in fattoria
Nel 2020 abbiamo preso dimestichezza con la spesa ordinata online e recapitata sul pianerottolo di casa. Difficilmente abbandoneremo la nuova abitudine. Il prossimo anno, prevede Wsgn affineremo meglio i nostri acquisti alimentari e allo shopping online presso le catene di supermarket più rinomate assoceremo qualche ordine fatto direttamente con i siti internet di aziende agricole, fattorie e caseifici locali.
All’interno di questo calderone che strizza l’occhio alla cucina nordica, regna incontrastato il Kombucha.  Da qualche anno, da quando questa versione “addolcita e naturalmente fermentata” del tè ha cominciato a fare bella mostra di sé in Occidente, è stata un’escalation; prima nei negozi green, poi sempre più diffuso anche nelle versioni in bottigliette di plastica – riciclabile, per la maggior parte-. Ora secondo alcuni studi, è la volta di un nuovo upgrade. Ovvero la versione alcolica, che nei paesi anglosassoni va sotto il nome di Hard Kombucha e abbina alla ricchezza di probiotici e alla frizzantezza naturale, anche un pizzico di alcool.amm2. Carne, frutti di mare e mozzarelle di laboratorio
L’applicazione della tecnologia al campo alimentare vedrà la comparsa di carne bovina, frutti di mare e latticini sviluppati interamente nei laboratori come alternativa al consumo di animali.

Fox ex re degli astri? Arriva un nuovo sostituto

Per Paolo Fox la corona dell’oroscopo a rischio: Ecco chi è il rivale

Paolo Fox da anni è il signore indiscusso degli oroscopi, tuttavia c’è qualcuno che vuole privarlo di questo titolo, andiamo a scoprire chi è

Paolo Fox (Gettyimages)

Paolo Fox è nacque a Roma il 5 febbraio del 1961: ha dunque 56 anni, ed è del segno zodiacale dell’Acquario(dettaglio che lui non trascurerebbe). E’ considerato il re dell’oroscopo italiano: personaggio televisivo e radiofonico conosciuto e apprezzato dal pubblico, fin dai primi anni ’90 si occupa di astrologia nei più svariati mass media, dai giornali alla televisione, passando per la radio.

Negli anni ’90 Paolo ha cominciato a collaborare con numerose riviste e nel 1997 ha scritto il suo primo libro sull’astrologia, ottenendo un buon successo di vendite.

In quel periodo ha debuttato sull’emittente radiofonica Lattemiele, realizzando l’oroscopo settimanale.Successivamente l’abbiamo ascoltato anche a Radio Deejay e negli anni 2000 ha cominciato a collaborare con la tv, diventando popolare nel contenitore Domenica In.

 

 

Il rivale numero uno di Paolo Fox: ecco chi è

Sono molti i personaggi divenuti famosi grazie all’oroscopo, una rubrica che da sempre affascina i lettori ma che riesce a dividere moltissimo l’opinione pubblica. Molti infatti non credono che stelle e pianeti possano incidere sulla vita di tutti i giorni, ma tanti altri al contrario ne sono ossessionati.

Questo era un mondo che conosceva un unico re: Paolo Fox. Tuttavia ultimamente c’è un altro nome che si sta facendo strada, ed è quello di Mauro Perfetti.

È infatti tra gli ospiti fissi di alcuni programmi molto seguiti come Detto Fatto, condotto da Bianca Guaccero. Oltre a lavorare in televisione sappiamo che cura anche alcune rubriche su settimanali importanti come Oggi.

 

Oltre a lavorare in Rai, però, Mauro Perfetti lavora, e ha lavorato, anche in alcuni programmi Mediaset, come Domenica Live, ed è stato anche spesso ospite del reality L’Isola dei famosi. Paolo Fox è dunque avvisato, il mondo dell’oroscopo ha un nuovo pretendente al trono.Attualmente, oltre che nella trasmissione quotidiana di Michele Guardì condotta da Giancarlo Magalli lo possiamo vedere nel week end anche a Mezzogiorno in Famiglia, sulla stessa emittente. Per anni sembrava che non avesse rivali in questo ambito, eppure ecco che è arrivato qualcuno che potrebbe spodestarlo. Scopriamo chi è.

 

Il fondatore di Cepu si laurea in bancarotta e viene arrestato

Arrestato per bancarotta l’imprenditore Francesco Polidori, fondatore di Cepu


L’indagine vede coinvolti 6 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, auto-riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

 

L’imprenditore Francesco Polidori, fondatore di Cepu, il gruppo che si occupa di istruzione e formazione universitaria, è finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti 6 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’imprenditore e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili e incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo. I finanzieri hanno anche eseguito sequestri per 28 milioni di euro.

«Le indagini riguardano i fallimenti di 2 importanti società – vere e proprie” nudi fiscali che sono state portate a decozione con un passivo complessivo di oltre 180 milioni di euro – attraverso le quali, negli anni, il predetto imprenditore, oggi tratto in arresto, ha distratto asset dalle società e sfruttato importanti marchi del comparto dei servizi di istruzione e formazione, eludendo il versamento di ingenti imposte dovute all’Erario», si legge nella nota delle Fiamme Gialle.

In particolare, le indagini hanno consentito di rilevare che gli indagati – ricorrendo a vere e proprie società qualificabili come “scatole cinesi”, anche di diritto estero – hanno ideato e realizzato una serie di operazioni societarie, commerciali e finanziarie tra le quali spiccano: la creazione di una società fiduciaria in Lussemburgo, intestata a terzi ma, di fatto, riconducibile agli indagati, mediante la quale è stata dissimulata la royal property dei beni immobili e marchi, sottratti alle imprese fallite e fatti confluire in un’ulteriore società creata ad hoc, oggi sottoposta a sequestro.

Pm donna venuta dall’est combatte la corruzione

40A9FE61-D981-413E-ADE8-020F3C5C2AF6

Di Lorena Fantauzzi

L’ufficio del pubblico ministero non è per le donne: è una delle prime frasi che ho sentito quando venni nominata procuratrice. Avevo 22 anni ed ero determinata a dimostrare che non era vero, ma per farlo ho dovuto lavorare molto più duramente dei miei colleghi maschi».

Laura Codruța Kövesi, nata in Romania 47 anni fa, non è il tipo che si lascia spaventare facilmente. Simbolo dell’anticorruzione, molto amata dalla società civile, ha dovuto fronteggiare intimidazioni e attacchi. Sotto la sua guida, dal 2013, la Direzione nazionale anticorruzione rumena ha condotto migliaia di inchieste politicamente trasversali, che hanno toccato sindaci, ministri ed ex primi ministri e fatto recuperare centinaia di milioni di euro.

Ora, ha di fronte un’altra sfida: far partire e guidare la nuova Procura europea (European Public Prosecutor’s Office – Eppo), un organismo indipendente della Ue cui spetterà indagare e perseguire dinanzi ai tribunali degli Stati partecipanti i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione come frode, corruzione e frodi Iva transfrontaliere che superano i 10 milioni di euro. Reati di notevole entità – le sole frodi Iva si aggirano tra i 30 e i 60 miliardi di euro l’anno – contro i quali le autorità dei singoli Stati possono fare poco poiché i loro poteri si fermano ai confini nazionali.

Come sono stati i primi anni da pubblico ministero donna?

Poco dopo la mia nomina andai in una fabbrica, dove c’era stato un incidente. Ma quando arrivai, l’ufficiale di sicurezza mi fermò: “Ehi ragazza, non ci sono incontri con gli studenti oggi!”. Gli risposi che non ero una studentessa. Ma lui insistette: “Vattene, deve arrivare il pubblico ministero”. Quando gli mostrai il distintivo, spiegandogli che ero io il pubblico ministero rimase molto sorpreso. Capii che, essendo io giovane e donna, gli era difficile prendermi sul serio.

E poi è diventata la prima donna procuratrice generale…

Anche i miei amici erano preoccupati: temevano che non riuscissi a concludere il mandato. Perché ero troppo giovane e perché ero una donna. Ma ero determinata a dimostrare che avevano torto. E ho concluso non solo uno, ma due mandati.

Non le sono mancate minacce, ha dovuto vivere sotto scorta. Nel 2018 l’incarico di capo della Direzione anticorruzione le fu revocato su richiesta del ministro della Giustizia e il suo Paese, la Romania, ha osteggiato la nomina a capo della Procura europea. Che cosa l’ha aiutata ad andare avanti?

Da adolescente, giocavo a basket in una piccola città della Romania. Ho amato lo sport, la competizione, il fair play, il lavoro di squadra. Gli ultimi anni sono stati i più difficili della mia vita personale e professionale. Ma non sono abituata a scoraggiarmi o ad arrendermi. Lo sport mi ha insegnato che il lavoro, il coraggio, la tenacia possono far superare ogni pregiudizio. È stata una lunga strada, con molti ostacoli, ma ho sempre cercato di fare un buon lavoro: questo mi ha dato la forza di non mollare.

Cosa vuol dire essere una leader

Non so se esista un modo femminile di sopportare il peso della leadership. Per me essere una donna che opera nel campo della giustizia significa conquistare la fiducia degli altri e soprattutto mantenerla. Ma ciò che più conta è non essere soli. Sono sempre stata sostenuta da migliaia di persone, che hanno creduto nella lotta alla corruzione, nello Stato di diritto e nei valori europei. Non sarei arrivata dove sono, senza il loro aiuto.

Ora deve far partire la Procura europea. Avrebbe dovuto essere operativa a fine 2020, ma i tempi sono slittati. Quando partirà?

Se dipendesse da noi, inizieremmo domani. A livello centrale siamo pronti: i procuratori europei sono stati nominati a luglio 2020. Manca però un elemento chiave: i procuratori europei delegati che devono condurre le indagini all’interno degli Stati. Siamo particolarmente preoccupati dall’Italia perché è in forte ritardo. Conto sul nuovo ministro della Giustizia per accelerare le procedure.

In Italia le indagini per frode ai danni del bilancio europeo potrebbero oscillare fra 500 e mille ogni anno (fra le più alte in Europa). Quanti procuratori delegati servirebbero?

Il numero di casi potenziali è frutto di una stima. Comunque l’Italia avrà uno dei più alti numeri di procuratori europei delegati, ma è troppo presto per dire quanti

In quali altri Paesi mancano i procuratori europei delegati?

Finora abbiamo nominato 32 procuratori delegati di 7 Paesi: Slovacchia, Germania, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Romania. Stiamo valutando i candidati della Bulgaria. Nella maggior parte degli altri Paesi il processo è in corso, mentre in Italia non è ancora iniziato.

La cooperazione giudiziaria non sarà semplice. Come lavorerete?

La procura europea è un vero punto di svolta. La struttura e i poteri sono senza precedenti, concepiti per avere un impatto importante sulle indagini transfrontaliere. Sarà facile? No, 22 Stati significa 22 legislazioni, 22 procedure, 22 strutture, 22 culture… Però sono convinta che siamo pronti. Abbiamo la giusta concentrazione, il giusto spirito, la giusta determinazione per avere successo. Non conosco una sfida più entusiasmante.

Nella relazione al Parlamento non ha nascosto i problemi legati alle risorse economiche e al personale chiedendo, senza peli sulla lingua, se l’obiettivo era avere una Procura efficace o semplicemente far vedere che esiste. Questi nodi sono stati risolti?

Troppi furti al cimitero di Marino e nessuno interviene

580870C1-FE58-4B34-9373-C9A7D49724C0


Di Brunetto Fantauzzi 

Massimiliano ha portato un artistico Rosario ad Erica, sua amica defunta presso il cimitero di Marino, con il segreto desiderio che il viaggio fosse andato bene. il desiderio si è realizzato, ma quando è tornato a Marino, hai me la clamorosa sorpresa : sulla tomba dell’amica non ha trovato l’oggetto lasciato! Ormai è una continua lamentela al sindaco, ai responsabili del cimitero e alla alla multiservizi: tutti che lamentano furti al cimitero di Marino in in poco tempo sono stati asportati fiori, soggetti sacri e affetti e affettivi. Molte persone si lamentano e tutti ripetono le stesse litanie: mi hanno rubato foto, oggetti . Intanto il furto al cimitero sta diventando una moda e amplificata anche dai social. Addirittura Facebook li amplifica. Sindaco e vigilanti non fanno nulla per far desistere questo atteggiamento quasi sacrilego.

Festival 2022 già spuntano i nomi della prossima edizione

89627D42-65A2-491C-8BBD-A2FF4CD353B6Festival 2022

 Di Lorena Fantauzzi

Vincono i Maneskin, ma la notizia che fa più discutere è l’annuncio di Amadeus, che dice già di no al tris. Repubblica (p.35) definisce la 71esima edizione “il Festival più lungo” e riporta l’addio del conduttore artistico e di Fiorello, che lancia la patata bollente: “A chi verrà deve andare male male…”. Fiorello fa bene il suo, Vanoni superospite. Ma al Festival – commenta la Stampa – serve un “recovery plan”. Il Fatto (p.22) scrive: tra noia e supponenza, Ama e Fiorello salutano Sanremo. Ieri l’ultima serata di un’edizione non riuscita e complicata dalla pandemia. La Rai – prosegue il Fatto – peccando di hybris ha fatto un Festival come se tutto fosse andato davvero bene, e invece si è ritrovata nel pieno della terza ondata. E dunque l’ipertrofia di scalette lunghe come maratone di Mentana per cinque sere di fila, in un contesto complicato dalla pandemia, che ha sfinito un pubblico meno consensuale del solito. E nessuno ricorda che anche quest’anno non c’è stata controprogrammazione. E si guarda già alla prossima edizione: il Messaggero, come altri quotidiani, dà Cattelan in pole per la 72esima edizione, ma in lizza c’è anche Andrea Delogu. E a proposito di nomi per il Festival 2022, La Stampa (p.24) intervista Stefano Coletta, direttore di Rai1: “La Rai ha bisogno di volti nuovi. Mancano il budget e il coraggio. La Rai dovrebbe avere un laboratorio di conduzione maschile e femminile anche per il varietà che richiede competenze nella recitazione, nel ballo, nella canzone. E poi l’impegno di tutti a percepirci più contemporanei”.

La Ferragni compra i televoti per far vincere il marito?

Di Lorena Fantauzzi

Chiara Ferragni è una forza comunicativa da 22 milioni di follower su Instagram e il suo appello a votare il marito Fedez, concorrente al Festival di Sanremo non è certo passato inosservato. Molti osservatori sui social si sono lamentati proprio perché l’influencer può contare su un vero e proprio esercito di voti. Le rimostranze sono state raccolte dal Codacons, che non certo per la prima volta si scaglia contro la coppia Chiara Ferragni e Fedez.

Le rimostranze sono state riprese dal Codacons: “Il regolamento del festival prevede la par condicio per tutti gli artisti in gara, e se questa viene violata da interventi esterni atti ad alterare la classifica finale della kermesse, la stessa classifica rischia di essere annullata“, ha dichiarato ad Adnkronos.498D2113-14E9-43D5-BE13-66476599C779

Il Codacons ha assicurato che chiederà “alla Rai di avere tutti i dati relativi ai voti provenienti dal pubblico da casa” per verificare se l’appello di Chiara Ferragni a favore di Fedez ha avuto o meno peso (il televoto influisce per il 33% sulla competizione).