Articoli di Fabio Camillacci

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Geologi del Lazio aderiscono alla manifestazione per l’equo compenso

Anche l’Ordine dei Geologi del Lazio aderisce alla manifestazione unitaria dal titolo “L’equo compenso non può più aspettare”, organizzata dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali (CUP) per il prossimo giovedì 30 novembre, dalle ore 9:30 alle ore 13, a Roma presso il Teatro Brancaccio, in Via Merulana 244. “Con la manifestazione si intende dare un segnale di indignazione forte alla sentenza del Consiglio di Stato, la numero 4614/2017, che – sottolinea il presidente Roberto Troncarelli – legittima di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese”. CUP e RPT, dunque, dicono “no” al lavoro gratuito. E i Geologi del Lazio non possono che condividere le finalità dell’iniziativa e garantiranno la propria presenza con una delegazione.

“Il diritto all’equo compenso va riconosciuto a tutti i due milioni e trecentomila professionisti ordinistici e non solo ad una categoria professionale – aggiunge Roberto Troncarelli -. Allo stato attuale, infatti, i diritti dei professionisti non vengono difesi e tutelati da una Pubblica Amministrazione che addirittura, in qualche caso, ritiene opportuno pretendere prestazioni lavorative simboliche, ad appena un euro. Una vergogna in piena regola, perpetrata dallo Stato verso centinaia di migliaia di partite Iva che, con tanta fatica, cercano quotidianamente di sopravvivere. Uno Stato che ha ormai trovato in loro l’unico serbatoio cui attingere per sanare le proprie deficienze, per succhiare le ultime risorse e mantenere i propri costi abnormi, per nascondere le proprie incapacità di invertire la rotta e attuare serie e lungimiranti politiche di rilancio del comparto delle professioni”, chiosa il presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio.

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Dalla Rai a San Remo Festival Cafè, parola a Roxy

“Ci vediamo all’improvviso”. Rossana Colace, in arte Roxy, non l’avrebbe mai immaginato: dai banchi di un liceo di Tropea al grande palcoscenico comico. Lei, giovane e bella, di strada ne ha già fatta parecchia, come così di gavetta, e oggi con il suo personaggio affascinante e simpatico fa ridere milioni di persone. Ai nostri microfoni si racconta con ironia, si domanda e si risponde da sola, snocciola aneddoti e narra la sua storia artistica. Ma, soprattutto, sorride. E questo, signori, a noi piace. Sogni, desideri, progetti futuri, Roxy, si confessa e si prepara a essere tra gli ospiti d’onore della bella kermesse del prossimo 6 dicembre al teatro Ghione, intitolata “Natale è… San Remo Festival Cafè in solidarietà” contro tutte le violenze, organizzata tra gli altri dall’associazione Assotutela del presidente Maritato.

Il pubblico ti conosce e ti ha apprezzato in “Made in sud” e ne “il boss dei comici”. Ma tu di gavetta nei hai fatta. Ci racconti come sei arrivata a fare quello che fai?

“Nasco in un piccolo paesino della Calabria, Tropea, e ho sempre sognato di fare l’attrice. Ho deciso di studiare al conservatorio di Vibo Valentia, come cantante lirica, e poi a Roma dove tanti anni fa ho frequentato la scuola di teatro, intraprendendo la mia strada artistica tra provini e casting. Ho fatto una bella gavetta, mi ha insegnato tanto ed è stata estremamente formativa. Il grande salto? Un giorno mi notò un regista e mi prese per il ruolo di coprotagonista in una fiction di RaiUno “Sottocasa”: quello fu, diciamo così, il mio rito di iniziazione, la mia prima esperienza da professionista. Mentre il mio debutto sul palcoscenico fu al teatro Valle. Il personaggio “Roxy Melody” è nato, invece, il 13 ottobre 2013 al Micca, famoso locale della Capitale: una subrettina diversamente alta che sogna di fare la grande star ma nessuna la vuole perché appunto è nana! È questa la chiave che mi avvicina al cabaret, ai laboratori comici romani, e da lì molto per caso vado a Napoli per fare un provino per la trasmissione televisiva “Il boss dei comici”. Il cui produttore, poi, mi porta a “Made in Sud”: una esperienza fortissima, bellissima, un programma che si svolgeva sempre in diretta. Puoi immaginare che ansia!! Quest’anno, invece, lo sto dedicando alla scrittura”.

Scorrendo il tuo cv artistico appare chiaro il tuo essere professionalità eclettica, completa. Doppiatrice, attrice, cantante e altro ancora. Ti reputi un artista a 360 gradi?

“Dunque, la mia esperienza nel doppiaggio nasce praticamente subito, da quando frequentavo la scuola di teatro: ricordo che entravo nello studio in punta di piedi, ho imparato vedendo, osservando, scrutando. Sono specializzata nei cartoni animati, non a caso adoro il mondo della Disney. I miei amici mi chiamano scherzosamente “Trilli”, l’eroina del bene sempre positiva e ottimista (ride, ndr). Per rispondere alla tua domanda, sì mi reputo una artista eclettica, anzi ho la presunzione di dire di fare le cose per bene: non canticchio, non reciticchio… quando sono in scena, sento di stare a casa, sono a mio agio. Nella vita sono quasi “disadattata”, ma sul parco sono me stessa”.

Tra i prossimi imminenti impegni hai il Sanremo festival cafe. Poi cosa bolle in pentola per il tuo futuro professionale?

“I progetti fortunatamente ce ne sono e sono tanti. Sto lavorando al mio nuovo show, sto aspettando importanti risposte televisive… insomma, sono molto fiduciosa!”

Marco Montini

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Un nuovo studio rivela le proprietà dell’aglio per combattere le infezioni

Una ricerca condotta da un team di scienziati dell’Università di Copenaghen (Danimarca) rivela che l’aglio ha la capacità di combattere i batteri resistenti come terapia per combattere le infezioni croniche come la fibrosi cistica, o lesioni subite dai pazienti diabetici. L’aglio è stato tradizionalmente considerato un alimento favorevole per prevenire e curare le infezioni nel corpo umano. Ippocrate, considerato il padre della medicina nella Grecia antica, ne raccomandava l’uso come terapia contro varie malattie e infezioni, e certamente in più di un’occasione si è parlato dell’aglio come un rimedio naturale per vari disturbi, come ad esempio quello di eliminare l’herpes labiale. La ricerca è stata svolta da un team guidato da Michael Givskov, uno scienziato che ha analizzato gli effetti dell’aglio sui batteri dal 2005. Questi ricercatori hanno identificato il responsabile di questa azione antibatterica nel 2012. È un composto solforoso attivo chiamato ajoene che è in grado di distruggere componenti importanti nei sistemi di comunicazione dei batteri che coinvolgono le molecole regolatrici dell’RNA. Inoltre, attacca anche lo strato protettivo che copre il microrganismo, chiamato biofilm. Il nuovo studio, pubblicato su diverse riviste scientifiche, ha rivelato attraverso un esame più approfondito e documentato, la capacità che hanno le piccole molecole di inibire l’ajoene RNA normativo in due tipi di batteri, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa. La sostanza dell’aglio può combattere contemporaneamente e pertanto potrebbe essere usata per rafforzare l’effetto degli antibiotici. “Crediamo davvero che questo metodo possa portare al trattamento di quei pazienti che altrimenti hanno poche prospettive”, afferma Tim Holm, uno dei membri del team. “Abbiamo abbastanza conoscenze per continuare a sviluppare un farmaco a base di aglio e testarlo nei pazienti”. Nel caso in cui gli studi clinici avranno buoni risultati, è possibile iniziare a commercializzare il farmaco. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” questa scoperta potrebbe dare agli scienziati un nuovo bersaglio contro cui sviluppare farmaci anti-infettivi in particolare i batteri multi-resistenti.

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L’ex sindaco Mauro Mazzola: «Borzacchi si deve guadagnare la presidenza portando i cittadini tarquiniesi a votare»

Sergio Borzacchi per diventare presidente dell’Università Agraria di Tarquinia deve combattere, niente arriva senza sforzo!  Leggo con divertimento che sia Borzacchi che molti altri mi chiedono a quale titolo o con quale autorità intervenga o parli di elezioni dell’Università Agraria. Rispondo subito: semplicemente come cittadino-utente avente diritto di voto. Ricordo che questa è democrazia e, se altri non lo fanno, lo faccio io insieme a chi crede che si debba tornare a ripristinare le giuste regole. A proposito Borzacchi mi riferisco a lei per non disturbare chi è alle Seychelles o semplicemente a Viterbo. Se lei avesse mai pensato di divenire presidente senza alcuno sforzo, senza fatica mi dispiace ma si era sbagliato. Deve lavorare e riuscire a portare a votare il 50% più uno dei cittadini e Le assicuro che questa non è proprio cosa facile. Un gruppo di cittadini di cui faccio parte pensano che certe regole, quelle del quorum, debbano essere rispettate e questa è la democrazia. Quindi, se si sentiva già presidente, senza avversari, adesso si metta al lavoro. Niente arriva con niente, si deve guadagnare la presidenza portando i cittadini a votare. Buon lavoro.

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DESPACITO/ A Cinecittà World il primo dicembre l’unica tappa italiana di Luis Fonsi, autore della hit dell’estate

di Marco Valerio

Cinepanettoni? Non proprio. Quest’anno però il più bel film di Natale si gira a Cinecittà World. Dopo il lungo weekend di Halloween che ha registrato oltre 20.000 ingressi, il Parco Divertimenti del Cinema e della Tv di Roma propone una nuova grande sorpresa ai suoi visitatori: l’apertura straordinaria dall’8 dicembre al 7 gennaio 2018. Previsto un ricco cartellone di eventi e anteprime. Cinecittà World infatti grazie alle 16 attrazioni al coperto e ai numerosi spettacoli nei teatri, sarà accogliente con qualsiasi clima o temperatura; anche nei giorni più freddi sarà possibile divertirsi e respirare la calda atmosfera natalizia, con i set addobbati e impreziositi dei colori tipici del Natale: rosso, bianco ed oro. Continue reading…

PERSONALE INFERMIERISTICO

L’INFERMIERE COS’è MA SOPRATTUTTO CHI è? DAL 1955 AL 2006 ECCO GLI STEP STORICI DELLA PROFESSIONE “IN ROSA”

… “L’infermiere è un professionista sanitario dell’area delle scienze infermieristiche,che secondo i requisiti previsti dalla normativa è responsabile dell’assistenza infermieristica generale in Italia (Decreto Ministeriale n. 739/1994) e nel resto di Europa con le direttive Europee 2005/36 e 2006/100”…

È il 1955, gli italiani allontanano i ricordi della guerra e si preparano, senza saperlo, agli anni del boom economico. In questo clima nascono i Collegi delle infermiere professionali, vigilatrici d’infanzia e assistenti sanitarie visitatrici, voluti da un decreto governativo dell’ottobre 1954. E voluti soprattutto da quelle operatrici della sanità consapevoli di essere preziose, ma che non avevano ancora ottenuto uno specifico riconoscimento professionale, poiché il decreto del 1946 sulle professioni sanitarie si era limitato a ripristinare gli Ordini dei medici chirurghi, dei veterinari dei farmacisti e ad istituire i Collegi delle ostetriche. Da questo momento in poi i Collegi e la Federazione Ipasvi avranno un continuo sviluppo, registrando tutte le tappe della crescita e dei cambiamenti che hanno visto protagonista la professione infermieristica. Un primo passo importante fu convincere le infermiere, le assistenti sanitarie visitatrici e le vigilatrici d’infanzia, religiose e laiche, ad iscriversi negli Albi professionali: i dati registrati nel 1959, in occasione del Censimento nazionale degli esercenti le professioni sanitarie, mostrano i buoni risultati raggiunti, ma segnalano anche il perdurare di alcune difficoltà.Più benessere più possibilità di movimento, anche grazie al diffondersi delle automobili. Così finalmente la Federazione dei Collegi Ipasvi per il Paese e vi può indire il suo primo Congresso nazionale, svoltosi a Roma dal 31 maggio al 2 giugno del 1965.

La sede scelta per la cerimonia inaugurale fu il Palazzo degli Uffici all’Eur e registrò la partecipazione di tutte le “massime autorità religiose, militari e civili”, come recitavano abitualmente i giornali dell’epoca. Anche se le fotografie sembrano raccontarci una realtà molto rigida e formale, il discorso di apertura dell’allora presidente Laura Sterbini Gaviglio non fu affatto rituale: ripercorrendo le tappe dei dieci anni di vita dei Collegi, sottolineò tutte le difficoltà con le quali la professione si doveva confrontare, dalla mancanza di scuole statali e gratuite per la formazione, ai problemi di inquadramento contrattuale, alla più generale difesa della dignità della professione infermieristica, concludendo con l’affermazione di essere ormai in tempi “maturi per il raggiungimento di un sistema di sicurezza sociale”.

“Estensione al personale maschile dell’esercizio della professione di infermiere professionale”: recita così la legge n. 124 del 25 febbraio 1971, con la quale si sancisce una vera rivoluzione nel mondo infermieristico. La storia della professione era stata fino a questo momento esclusivo appannaggio delle donne: una santa per proteggerle, quella matrona Fabiola che si dedicava all’assistenza nell’antica Roma, una donna come modello ideale, ovvero Florence Nightingale, e poi tante altre donne negli ospedali, nelle visite igieniche alle zone più difficili del Paese, nell’assistenza all’infanzia. Il lavoro infermieristico, visto come “ausiliario” e “vocazionale”, era giudicato particolarmente adatto alle donne e soprattutto alle religiose, che furono per molti anni la maggior parte del corpo infermieristico.

Una situazione che produceva, come conseguenza forse non voluta, la curiosa “anticipazione” di un protagonismo femminile anche in ruoli di vertice, si pensi ad esempio alle due rappresentanti infermieristiche chiamate, di diritto, nel 1957 a far parte del Consiglio superiore di Sanità. Ma lo sviluppo della società porta progressivamente ad una radicale trasformazione del ruolo delle infermiere, che acquistano sempre più competenza e autonomia professionale.

Dunque, anche per ragioni di equità sociale, la professione non può più essere preclusa agli uomini, ai quali oltretutto era invece già consentita la funzione di infermiere generico (e proprio sulla distinzione tra infermiere professionale e infermiere generico si aprirà un non facile dibattito tra i legislatori, interessati a reclutare personale, e i Collegi Ipasvi, preoccupati della tutela di una qualificazione professionale acquisita attraverso molti anni di studio). L’immissione degli uomini nei ruoli professionali produrrà anche un’accelerazione del cambiamento dei percorsi formativi, a cominciare dai Convitti che dovranno derogare all’internato per i nuovi allievi.

L’Italia recepisce l’Accordo europeo sull’istruzione e formazione degli infermieri professionali (legge 15 novembre 1973, n. 795). Si tratta di una tappa importante nella storia della professione infermieristica: il documento sarà il punto di riferimento di tutto il processo di riordino normativo che si svilupperà dagli anni Settanta ad oggi.

L’Accordo di Strasburgo indica infatti i punti essenziali per una revisione dei programmi d’insegnamento e definisce la funzione educativa del tirocinio pratico degli allievi. Per uniformarsi alle indicazioni europee, che prevedono 4600 ore di insegnamento, saranno elaborati nuovi programmi di studio e la durata dei corsi passerà da due a tre anni. L’obiettivo è duplice: far crescere la qualità della formazione e consentire la possibilità per gli infermieri di lavorare nei vari Stati firmatari dell’Accordo.

A definire il campo delle attività e le competenze degli infermieri nel 1974 interviene il Dpr 225, il cosiddetto “mansionario”, che modifica le precedenti norme di regolamentazione della professione risalenti al lontano 1940.

La riforma del Servizio sanitario, che vedrà la luce nel 1978 con l’approvazione della 833, è preceduta da un lungo periodo preparatorio in cui si pone mano al riordino delle attività delle professioni sanitarie. Nel complesso il “nuovo” mansionario viene accolto con favore dagli organismi di rappresentanza della professione che, pur sottolineandone alcune contraddizioni, al momento dell’emanazione lo considerano una tappa importante del processo evolutivo dell’assistenza infermieristica.

Il testo tende a stabilire un diverso approccio con l’assistito, non più visto solo come un malato con dei problemi clinici, ma come una persona che esprime bisogni psichici, fisici e sociali. In questa logica diventano fondamentali gli aspetti relazionali dell’attività infermieristica, che viene valorizzata nelle sue funzioni, come evidenzia la stessa terminologia che viene usata nel Dpr. Ad esempio, il termine “eseguire”, presente nel dettato normativo precedente, viene quasi sempre corretto con “programmare” e “promuovere … iniziative”; inoltre viene introdotto il termine “coordinare” e soppresso “dipendere”.

Il mansionario estende il campo di attività infermieristica dall’ospedale ai servizi di sanità pubblica e abbraccia i settori della prevenzione, della cura, della riabilitazione e dell’assistenza sanitaria. Viene riconosciuto anche il ruolo didattico dell’infermiere in rapporto all’assistito e alle famiglie, ma anche nei confronti di altri operatori e degli allievi.

In sintesi con il Dpr 225 l’infermiere acquista una propria caratterizzazione professionale più adeguata ai tempi, a cui corrispondono il riconoscimento di una certa autonomia operativa e precise responsabilità relative alle attività individuate dal legislatore come specifiche: un elenco destinato, comunque, a invecchiare ben presto nell’impatto con le trasformazioni indotte dal progresso scientifico e tecnologico.

Nel 1978 a dieci giorni dal Natale, presidente del Consiglio Giulio Andreotti, ministro della Sanità Tina Anselmi – uno schieramento parlamentare vastissimo, che in tempi recenti si è potuto rivedere solo in occasione dell’elezione di Ciampi a Presidente della Repubblica, dopo anni di dibattiti e scontri diceva sì all’istituzione di un Servizio sanitario nazionale pubblico con i soli voti contrari del Movimento sociale, del Partito Liberale e l’astensione dei repubblicani (in tutto meno del 15% degli elettori dell’epoca). Con una maggioranza quasi plebiscitaria, quindi, anche l’Italia entrava nel club di quei Paesi che avevano scelto di dotarsi di un sistema nazionale di tutela della salute ponendo la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie tra i primi compiti della Repubblica.

Le vecchie mutue, caratterizzate da evidenti sperequazioni tra le diverse categorie di assistiti, lasciavano il posto alle Usl, Unità sanitarie locali, che assumevano a proprio carico tutte le competenze in materia di assistenza sanitaria. Il finanziamento del sistema sarà assicurato dalla fiscalità generale (ma occorrerà attendere quasi un ventennio prima dell’effettiva fiscalizzazione dei vecchi contributi malattia) e viene istituito il Fondo sanitario nazionale che entra a far parte di un apposito capitolo di spesa del Ministero del Tesoro.

La riforma del 1978 sarà oggetto di moltissimi provvedimenti di modifica e integrazione, culminati nella prima grande riforma della riforma (quella del biennio 1992/93) che trasformò le Usl in “Aziende sanitarie locali” dotate di autonomia giuridica dando il via alla cosiddetta “aziendalizzazione” del sistema e dalla “riforma ter” (più nota come riforma Bindi dal ministro della sanità che la mise a punto) varata nel 1999, ma rimasta in gran parte ancora inattuata, soprattutto a causa del cambio di maggioranza seguito alle elezioni politiche del 2001 e dal contemporaneo avvio della riforma federalista dello Stato che ha rafforzato ulteriormente il ruolo delle Regioni nel governo della sanità.

Sono circa mille i primi studenti che nell’anno accademico 1992/93 varcano le soglie dell’Università per frequentare i corsi di diploma universitario per infermiere, avviati in 18 Atenei italiani. L’ingresso della formazione nell’Università è il punto d’arrivo di un decennio di battaglie portate avanti da tutta la professione per adeguare i percorsi formativi al ruolo di grande responsabilità svolto dagli infermieri in ogni struttura del sistema sanitario italiano e per entrare a pieno titolo in Europa. Questa esigenza si integra perfettamente con il complessivo disegno di riforma dell’Università, varato nel 1990, che istituisce anche nel nostro Paese le “lauree brevi”. Alla fine del 1992 viene emanato il Dlgs 502 (poi 517) che, oltre a definire le competenze dell’Università, delle Regioni e delle Aziende del Ssn in materia di formazione infermieristica, stabilisce come requisito per l’accesso alle scuole a ai corsi il possesso del diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado di durata quinquennale. La nuova norma si prefigge di salvaguardare il patrimonio di esperienza didattica delle precedenti Scuole, prevedendo l’accreditamento delle sedi idonee con l’Università. Nel 1996/97 il periodo di transizione al nuovo sistema formativo si conclude con il passaggio definitivo di tutta la formazione di base in ambito universitario. Sul diploma, accanto alla firma del Responsabile del corso, figura ora quella del Rettore dell’Università.

Il 1° luglio del 1994, per le strade di Roma sfilano 50mila lavoratori della sanità, infermieri professionali per la gran parte. Una manifestazione che chiedeva più attenzione per il sistema sanitario pubblico, in anni in cui la ricetta privatistica sembrava la soluzione di ogni problema, e soprattutto interventi per una migliore qualificazione delle professioni sanitarie, ovvero i nuovi profili professionali sui quali si discuteva da tempo ma che tardavano ad arrivare.

Ma il lungo corteo romano rappresentò anche un momento di passaggio fondamentale per la costruzione di una nuova e più forte identità professionale: striscioni, cartelli, migliaia di palloncini mostrarono a tutti che gli infermieri di oggi erano lontani e diversi dagli stereotipi del passato.Tutti gli slogan ruotavano intorno a questa consapevolezza: “Infermiere qualificato, paziente tutelato”, “Vogliamo migliorare per assistere e curare”, ed anche, in una polemica ironica ma non priva di fondamento, “Signor dottore ho commesso un gran reato, ho pensato, ho pensato”. Senza dimenticare anche gli obiettivi immediati: “Costa, Costa, vogliamo una risposta”. E la risposta arrivò rapidamente, perché pochi mesi dopo, a settembre, l’allora ministro della Sanità Raffaele Costa firmò il decreto ministeriale che definiva ruolo e funzioni degli infermieri professionali.

Il profilo professionale è la pietra miliare nel processo di professionalizzazione dell’attività infermieristica. Il decreto ministeriale 739/94 riconosce l’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica, precisa la natura dei suoi interventi, gli ambiti operativi, la metodologia del lavoro, le interrelazioni con gli altri operatori, gli ambiti professionali di approfondimento culturale e operativo, le cinque aree della formazione specialistica (sanità pubblica, area pediatrica, salute mentale/psichiatria, geriatria, area critica).

Il profilo disegnato dal decreto è quello di un professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile. Analoga definizione dei campi di attività e delle competenze verrà successivamente stabilita anche per l’infermiere pediatrico (Dm 70/97) e per altri 20 profili professionali, tra cui figurano quello dell’assistente sanitario, dell’ostetrica, del terapista della riabilitazione, del tecnico di laboratorio ecc. L’attivazione del profilo si presenta come il banco di prova per verificare la compliance tra le aspirazioni e le potenzialità degli infermieri, che sono chiamati ad assumere – anche formalmente – la responsabilità di gestire autonomamente il processo assistenziale, dal momento decisionale a quello attuativo, valutativo e di confronto.

Non più “professione sanitaria ausiliaria”: finalmente questa anacronistica e impropria definizione attribuita agli infermieri viene definitivamente cancellata da una legge dello Stato. La legge 42/99 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) sancisce che il campo proprio di attività e di responsabilità della professione infermieristica è determinato dai contenuti del decreto istitutivo del profilo, dagli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post base, nonché dai Codici deontologici che la professione si dà.

A fissare gli ultimi tasselli al percorso di riordino della professione è la 251/2000 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica). Questa legge stabilisce che gli infermieri in possesso dei titoli di studio rilasciati con i precedenti ordinamenti possono accedere alla laurea di secondo livello in Scienze infermieristiche.

Passa così, dopo una lunga battaglia della Federazione Ipasvi, il principio dell’equipollenza dei titoli ai fini della prosecuzione degli studi. Ma l’importanza della 251 consiste soprattutto nel riconoscimento “formale” della dirigenza: per gli infermieri si aprono così le porte per l’accesso alla nuova qualifica unica di dirigente del ruolo sanitario. In attesa dell’entrata a regime della specifica disciplina concorsuale, disposizioni transitorie stabiliscono che le Aziende sanitarie possono comunque procedere all’attribuzione degli incarichi di dirigente dei Servizi dell’assistenza infermieristica e ostetrica “attraverso idonea procedura selettiva tra i candidati in possesso di requisiti di esperienza e qualificazione professionale predeterminati”. A tali figure sono attribuite la responsabilità e la gestione delle attività di assistenza infermieristica e delle connesse funzioni, nonché la revisione dell’organizzazione del lavoro incentivando modelli di assistenza personalizzata.

I decreti del 2 aprile del 2001 sulla determinazione delle classi di laurea delle professioni sanitarie si inquadrano nel generale processo di riforma dell’Università, che va avanti per armonizzarsi con lo scenario europeo: i corsi di diploma universitario per infermiere si trasformano così in laurea triennale e viene prevista la laurea specialistica nelle Scienze infermieristiche e ostetriche, a cui accedere sulla base dei crediti acquisiti nella formazione di base.

Nella specifica classe di laurea riservata alle professioni sanitarie infermieristiche e alla professione sanitaria ostetrica sono collocati i profili dell’infermiere, dell’ostetrica e dell’infermiere pediatrico.

Il 2002 si apre con l’emanazione di una legge che riguarda gli infermieri, la n. 1 dell’8 gennaio (Conversione in legge, con modificazioni del decreto legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario). Il provvedimento, nato sulla spinta dell’emergenza infermieristica, in realtà fissa alcuni principi di carattere più generale:

– riconosce agli infermieri dipendenti del Ssn la possibilità di svolgere attività libero-professionale all’interno delle strutture della loro Amministrazione per garantire attraverso “prestazioni aggiuntive … gli standard assistenziali nei reparti di degenza e l’attività delle sale operatorie”;

– prevede la possibilità di riammettere in servizio infermieri che abbiano volontariamente risolto il rapporto di lavoro, stipulando contratti a tempo determinato;

– definisce le funzioni dell’operatore socio-sanitario, ribadendo che esso svolge le sue attività “conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione”;

– valorizza la formazione complementare e attribuisce valore di titolo valutabile ai fini della carriera ai Master e agli altri corsi post base.

Con decreto del 9 luglio 2004 il Miur fissa le modalità e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea specialistica in Scienze infermieristiche e con decreto del 27 luglio definisce i posti per le immatricolazioni. Il 1° ottobre, con un ulteriore decreto, riconosce ai fini dell’ammissione “in deroga al superamento dell’apposita prova” la posizione degli infermieri già in possesso dei titoli rilasciati dalle Scuole dirette a fini speciali e titolari, da almeno due anni, dell’incarico di direttore dei Servizi infermieristici o di direttore o coordinatore dei corsi di Laurea.

Così, nell’anno accademico 2004-2005  la Laurea specialistica diventa finalmente una realtà concreta e i corsi partono in 15 Atenei italiani.

Un obiettivo che la Federazione e i Collegi Ipasvi hanno perseguito con tenacia, con il fine di offrire agli infermieri la possibilità di intraprendere percorsi formativi sempre più articolati e diversificati, che li rendano protagonisti attivi e competenti di un mondo sanitario in continuo sviluppo.

La Laurea specialistica (o magistrale) non è una tappa formativa obbligatoria, ma un’opportunità per gli infermieri che intendano acquisire il livello professionale necessario ad esercitare specifiche funzioni nell’area clinico-assistenziale avanzata, nella gestione, nella formazione e nella ricerca.

 

Partono i primi dottorati in Scienze infermieristiche: è la tappa che completa il percorso accademico della professione infermieristica nel nostro Paese.

Il conseguimento dell’importante obiettivo si deve alla sensibilità di alcune prestigiose Università, ma anche al sostegno della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi concretizzatosi, nella fase conclusiva, con il finanziamento di alcune borse di studio.

Il primo bando ad essere pubblicato è stato quello dell’Università romana di Tor Vergata, a cui ben presto si è aggiunta Firenze.

 

MILANO MICHELE

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“NATALE E’… SAN REMO FESTIVAL CAFE’”: GIORNATA ECCEZIONALE CON AMEDEO MINGHI IN GIURIA, TANTI OSPITI E PREMI ECCELLENZA AL TEATRO GHIONE

Giornata eccezionale per l’importante premio San Remo Festival Cafè, il 6 dicembre al Teatro Ghione a partire dalla matinèe delle ore 10.00, che culminerà con la serata d’onore, dalle ore 20.30, con tappa di selezione presieduta dal grande Amedeo Minghi, e con le attribuzioni dei premi eccellenza. Una serata unica ispirata al Natale e dedicata a combattere la violenza sulle donne. Ma andiamo nel dettaglio di una giornata in cui il San Remo Festival Cafè “invade” il Teatro Ghione sin dalle  10.00 con una tappa di selezione dei talenti canori in “matinèe” per giovani artisti provenienti da varie regioni d’Italia ed i cui vincitori avranno la possibilità di esibirsi nella serale dinanzi al grande Maestro Minghi. Gli stessi partecipanti, insieme con altri concorrenti delle precedenti tappe ed ad allievi esterni che hanno già prenotato, potranno usufruire di uno stage del settore Academy dello staff di San Remo Festival Cafè che illustrerà importanti accorgimenti per una buona presentazione canora e d’immagine. Ma il cuore (in tutti i sensi) della giornata sarà la serata dedicata al problema della violenza sulle donne (tema fortemente voluto dall’associazione Assotutela sponsor di tutta la manifestazione) ed al “Premio Eccellenze”  dedicato ad alcuni personaggi di spicco, oltre che, ovviamente, alla selezione canora. Per una tappa così particolare non poteva non esserci una giuria, dei presentatori e degli ospiti d’eccezione: presiede la giuria il Maestro Amedeo Minghi coadiuvato da Paolo Audino, Stefano Borgia, Fabio Martini, Annibale Grasso e Gianni Testa, i conduttori della serata saranno l’attrice di “Gomorra” Elena Starace, Fabio Camillacci,  Tilly Fede ed il maestro David Pironaci mentre gli ospiti d’eccezione sono Roxy (da Made in Sud),  La Griffe, Akira Manera, Alamo, Beata Beatz e Carol Maritato (voce ufficiale dell’edizione di San Remo Festival Cafè). Il concorso che ha già interessato diverse regioni d’Italia, è organizzato dall’associazione Assotutela in collaborazione con la SanBiagio produzioni, e nasce con l’intenzione di dare una possibilità ai giovani talenti di potersi esprimere e di emergere in maniera chiara e pulita, seguendo un percorso lineare e senza  influenze esterne. La kermesse vede il patrocinio di Radio RTR, Look, giornale Vento Nuovo, Radio Sanremo Web, Imag&vents, Il Tabloid,  Radio Tutela, CMD Srl E #Differevent. Tante le collaborazioni già nate con altri importanti concorsi nazionali e tanti i premi collaterali (ed a volte a sorpresa) che vengono assegnati durante le tappe. Il concorso è aperto a tutti senza limiti di età e di stili musicali. Per info ed iscrizioni sul premio e sugli stage potete consultare il sito http://www.sanremofestivalcafe.it/ e  la pagina facebook https://www.facebook.com  . Il costo del biglietto della serata, di E. 15 al botteghino o in prevendita su Ticket-one,   saranno devoluti a Sara Vargetto ed Azzurra Perugini. 066372294

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BANCHE E CREDITI DETERIORATI, ASSOTUTELA E MARITATO AL FIANCO DEL CITTADINO

La Banca Centrale europea si appresta a richiedere agli istituti di credito un innalzamento nella copertura dei nuovi flussi di crediti deteriorati (i cosiddetti Npl). La bozza è ora soggetta a una pubblica consultazione, che si concluderà l’ 8 dicembre. La sostanza della proposta prevede che gli accantonamenti sui nuovi flussi di Npl tengano conto dell’arco temporale in cui i crediti rimangono classificati come deteriorati e la valutazione della garanzie. Le banche, quindi, devono assicurare la piena copertura, dopo due anni, della parte di Npl rappresentata da crediti sprovvisti di garanzie (unsecured) e la piena copertura, dopo sette anni, dei crediti deteriorati assistiti da garanzie (secured). Gli istituti di credito saranno chiamati a motivare alla vigilanza eventuali deviazioni dalle linee guida fissate per la copertura degli Npl. Questa misura che scatterà dal prossimo primo gennaio non tocca lo stock in essere di Npl che sfiora, nell’area euro, la cifra monstre di mille miliardi secondo gli ultimi dati diffusi dall’Eba. Tuttavia la Bce a breve termine potrebbe adottare altri provvedimenti per incidere sui crediti deteriorati che pesano sui bilanci delle banche. Il documento diffuso dalla Bce rafforza le linee guida della banca centrale europea del marzo scorso sui non performing loan dove erano chiariti i criteri di classificazione e gestione dei crediti deteriorati. Il tema dei crediti deteriorati è sempre molto attuale, per questa ragione il Maritato Centro Studi, costola dell’associazione Assotutela, seguirà con assoluta attenzione questa vicenda, a tutela dei correntisti e contro ogni eventuale azione illegale degli istituti bancari. Diciamo no a qualsiasi forma di usura bancaria e anatocismo.

 

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CALCIO A 8, MARITATO: “6 NOSTRI GIOCATORI IN RAPPRESENTATIVA. MAR LAZIO GRANDE SQUADRA”

“A nome di tutta la squadra e dello staff dirigenziale, voglio rivolgere i più sentiti complimenti ai sei ragazzi della Polisportiva Mar Lazio, selezionati per la rappresentativa del Litorale della Lega Calcio a 8: il portiere Mattia Peschechera, il tornante destro Diego Porzio, il difensore centrale Manuele Viglieno, il centrocampista centrale Marco Bastianelli, l’ala destra Marco Falconi e il mister Fabrizio Avallone come Ct della Rappresentativa del Litorale. Per noi tutto questo rappresenta un momento di grande orgoglio e dimostra, inoltre, l’elevato spessore tecnico della nostra Polisportiva. Bravi ragazzi”. Così, in una nota, il presidente della Polisportiva Mar Lazio, Michel Emi Maritato.

 

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PANE E PALLONE/ Napoli, Inter e Juventus allungano su Roma e Lazio. Giallorossi frenati dall’ultima follia di De Rossi, i biancocelesti recriminano per l’arbitraggio

di Fabio Camillacci

Giornata atipica di campionato per il 14° turno. Abbiamo infatti vissuto un sabato con ben quattro anticipi. Il Bologna nonostante un’espulsione, ha steso per 3-0 la 6° forza del torneo: la sorprendente Sampdoria che domenica scorsa aveva battuto la Juventus. L’Hellas Verona, ridotta in 10, è stata capace di espugnare il Mapei Stadium, strappando al Sassuolo tre preziosi punti salvezza e inguaiando sempre di più mister Bucchi. Si parla di un imminente esonero del tecnico in casa dei neroverdi dell’ex presidente di Confindustria Squinzi. Emiliani seriamente impelagati nella lotta per non retrocedere. L’altra metà della città di Verona, quella clivense, continua a stupire. Il Chievo al Bentegodi è stato bravo nel ribaltone contro la Spal che era passata in vantaggio. E soprattutto: Handanovic, il solito Icardi e un altro “aiutino” arbitrale, lanciano l’Inter di Spalletti in quel di Cagliari. Nerazzurri in vetta da soli per una notte. Continue reading…

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DA “GRAMIGNA” AL SAN REMO FESTIVAL CAFE’, INTERVISTA A MICHELE CUCUZZA

Michele Cucuzza non è solo un giornalista. È un uomo molto impegnato nel sociale. Sociale, ad esempio, è il messaggio che intende lanciare con la sua ultima fatica letteraria “Gramigna”, una storia da raccontare, da leggere, edita dalla Piemme edizioni; una storia “miracolosa”, che deve far riflettere, ragionare, con la consapevolezza che nella vita tutto è possibile, soprattutto quando tutto sembra impossibile. Michele Cucuzza ci ha messo la faccia, portando alla luce la vita di Luigi Di Cicco, un “figlio d’arte”: suo padre è un boss della camorra, un pezzo grosso dell’agro aversano oggi in carcere. Abbiamo intervistato Cucuzza in vista dell’autorevole riconoscimento letterario che riceverà nella bella kermesse del prossimo 6 dicembre al teatro Ghione, intitolata “Natale è… San Remo Festival Cafè in solidarietà” contro tutte le violenzee, organizzata tra gli altri dall’associazione Assotutela del presidente Maritato.

Michele, mi permetto di darti del “tu” visto che siamo colleghi. Gramigna, un libro che racconta una storia incredibile ma vera.

“Sono davvero onorato di aver portato alla luce la vita di Luigi, figlio di un boss della camorra. Dalle sue parti, con quelle credenziali, potrebbe essere padrone incontrastato. Ma lui non ne vuole sapere. Troppo vivo e amaro il ricordo degli anni di infanzia, con il padre sempre in galera e la geografia imparata andando in visita nelle carceri di massima sicurezza in tutta Italia, con i Natali a toni smorzati, solo con donne e cugini, perché tutti gli uomini della famiglia o erano latitanti o in prigione. Quando le irruzioni all’alba della polizia o i parenti morti in blitz mafiosi non li vedi sullo schermo ma li hai dentro casa, puoi crescere senza poterne fare a meno, o cercare di starne lontano il più possibile. Luigi tuttavia ha optato per la seconda strada, dicendo tanti no, poi qualche sì, poi ancora no no no, fino a costruirsi una vita pulita e dignitosa, lontano dal sangue, dal dolore e dall’illegalità”.

Una strada complicata, tortuosa.

“Ha quasi del miracoloso, è davvero ammirevole, come lui sia riuscito a trovare questa strada. Lo reputo un messaggio importantissimo, fortissimo, come a dire ai figli di Scampia e a tutti gli altri, “una vita diversa è possibile, ed è molto più bella. Una storia di riscatto, di fatto possibile, che sono davvero orgoglioso di aver raccontato”.

A proposito di legalità, riscatto sociale e lottà alla criminalità. Come giudica l’operato delle istituzioni?

Dobbiamo essere molto grati alla magistratura e alle forze di polizia perche da anni conducono una azione di contrasto molto forte e concreta contro la criminalità organizzata. E, non è un caso, che la gran parte dei boss storici, i capi delle più note famiglie di mafia, siano in galeria, se non già morti. È chiaro altresì che la criminalità organizzata si sta evolvendo, sta mutando, entrando in contatto con certa imprenditoria e certa politica che non la respinge. Serve un patto sociale, un azione di prevenzione con tutte le forze imprenditoriali e politiche, che si accosti al già incisivo intervento repressivo di magistrati e forze dell’ordine, che non dobbiamo mai finire di ringraziare”.

Michel Emi Maritato

(SPONSOR UFFICIALE EVENTO 6 DICEMBRE DEL SAN REMO FESTIVAL CAFE’ E’ LOOK TOTAL BRAND)

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Lettera aperta ai presidente dei seggi per fermare le elezioni dell’Università Agraria

Lettera aperta ai presidenti dei seggi delle elezioni dell’Università Agraria di Tarquinia. A scriverla e firmarla un gruppo di persone del Partito Democratico, critico alla nuova linea politica della segreteria del circolo “Domenico Emanuelli”, e di altre forze politiche per sottolineare le problematiche che in parte investono le funzioni e le attività di competenza dei singoli Presidenti di Seggio e della Conferenza dei Presidenti in sede di proclamazione degli eletti. «È una lettera trasversale, che vede insieme cittadini del Partito Democratico e di altre forze politiche. – dichiara Mauro Mazzola, promotore dell’iniziativa – Cittadini consapevoli che esiste una questione grave e che chiedono un passo indietro prima del 10 dicembre».

Nella lettera si sottolinea come in sede di proclamazione degli eletti indubitabilmente, infatti, andrà considerata la determinazione n. AO3941 del 02.05.2012 della Regione Lazio avente ad oggetto “Linee guida per la predisposizione c/o adeguamento dello statuto degli enti agrari del Lazio”. In primis va precisato, che gli utenti aventi diritto al voto nella elezione del 10.12.2017 sono 13685 e che pertanto ai sensi dell’art. 7 delle linee guida si in presenza di un ente al di sotto dei 15.000 utenti.

La circostanza è rilevante perché al comma 10 del medesimo articolo è previsto, nel caso gli aventi diritto al voto siano inferiori a 15.000, che “ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista, e il candidato a presidente collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali. Qualora non siano raggiunte tali percentuali, la elezione è nulla”.

«Nessuno può prevedere la percentuale degli utenti che andranno a votare. – sottolinea Mazzola – Considerando i dati delle precedenti elezioni è lecito prevedere che bel difficilmente si supererà il 50% degli utenti.Inoltre il candidato è uno solo candidato e, anche se appoggiato da tre liste, è ancora più probabile che non la soglia del 50% non sia raggiunta e chele elezioni siano dichiarate nulle dai presidente dei seggi elettorali».

Mauro Mazzola, ex sindaco di Tarquinia

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“Car trasporter” giocattolo ritirato dal Ministero: può provocare soffocamento.

Il Ministero della Salute ha disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo sul territorio nazionale, del giocattolo “autotrasportatore di automobili”” marca ” NEW CLASSIC TOYS” dopo l’accertamento eseguito dai NAS di Trento in data 16/11/2017 presso il distributore Coala S.r.l. che ha eseguito il richiamo dell’articolo in oggetto. L’avviso è stato pubblicato sul sito ufficiale del Ministero e, secondo un esame di campionamento, il prodotto è risultato non conforme alla direttiva 2009/48 sicurezza dei giocattoli, decreto legislativo n 54/11. Nel dettaglio si tratta della bisarca giocattolo denominato “CAR TRASPORTER”. Le prove eseguite dall’Istituto Superiore di Sanità, sono state effettuate come previsto dalla norma UNI EN 71-1:2011. Le conclusioni sono il distacco di piccole parti. Pertanto il giocattolo non è conforme poichè destinato ad età inferiore a tre anni secondo le linee guida sulla determinazione dell’età UNi CEN ISO /TR 8124-8. Il Ministero nella notifica spiega che il Paese notificante è l’UNGHERIA. Pertanto, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è consigliabile che le mamme prestino la massima attenzione in quanto il giocattolo  sottoposto a test di resistenza alla trazione, si è rotto formando dei frammenti facili da ingerire per un bambino. L’avviso di richiamo è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato agli allarmi consumatori e reazioni a notifiche di prodotti non alimentari pericolosi  del Ministero della salute nella sezione “Avvisi di sicurezza” ed inserito direttamente nel sistema GRAS RAPEX (il sistema di allerta rapido europeo sulle allerte per i consumatori) e quindi a valenza europea.

 

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Etichetta italiana incompleta: Lidl ritira tortine all’arancia e cioccolato per allergeni non dichiarati. Il prodotto è stato distribuito solo in alcuni punti vendita in Lombardia e Emilia Romagna

A causa di un errore logistico, sono state distribuite in alcuni punti vendita di Lombardia ed Emilia Romagna delle confezioni di “Sondey” Jaffa Cake senza le diciture obbligatorie in lingua italiana, tra cui gli allergeni. Il prodotto non ha altri problemi qualitativi. Nello specifico si tratta delle tortine “Sondey” Jaffa Cake, 300g Pflaume EAN 2070 6791 Orange EAN 2000 5573 Kirsch EAN 2000 5566 fornito da Bisquiva e riguarda solamente confezioni prive di etichettatura in lingua italiana. A scopo precauzionale, Bisquiva, azienda leader nel commercio e nella produzione di dolci da pasticceria nel mondo, invita i consumatori che avessero acquistato il prodotto con l’etichetta errata a riportarlo al punto vendita per il rimborso, anche senza presentazione dello scontrino. Per informazioni è possibile chiamare il numero verde di Lidl Italia Srl 800 48 00 48. Bisquiva e Lidl Italia Srl si scusano per gli eventuali disagi causati. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” avverte che sono a rischio i soggetti intolleranti in quanto il prodotto si deve considerare  dannoso per la salute. Il consumatore allergico, per il quale la presenza in un prodotto di un allergene NON dichiarato in etichetta costituisce un fattore di rischio per la sua salute, così come per tutti i soggetti allergici a quell’allergene, rischio che nei casi più severi può rivelarsi addirittura letale. Possiamo quindi dedurne che anche gli alimenti contenenti allergeni non dichiarati in etichetta siano da ritenersi Alimenti a Rischio. Tanto è vero che, se una società immette in commercio un prodotto alimentare con un allergene non dichiarato, il Food Safety Inspection Service dell’USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America, considera il richiamo come un fallimento del sistema di sicurezza alimentare.

 

polizia

ROMA. SERVIZI DI ANTIBAGARINAGGIO PREDISPOSTI DALLA POLIZIA DI STATO IN OCCASIONE DELLO SCORSO DERBY CAPITOLINO

Nell’ambito dei servizi volti a garantire la sicurezza e legalità in occasione del derby Roma – Lazio dello scorso 18 novembre, gli agenti della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa e Sociale, come da ordinanza del Questore Guido Marino, hanno effettuato una serie di controlli per prevenire il fenomeno del bagarinaggio.

Due persone, entrambi di origini napoletane, tra i 30 e i 40 anni, sono stati sorpresi dagli agenti mentre stavano vendendo tagliandi per l’accesso alla manifestazione in programma, ad un gruppo di turisti brasiliani.

Le verifiche hanno permesso di accertare che i due uomini, non solo stavano effettuando l’esercizio abusivo della professione vendendo tra l’altro i biglietti del settore  dei Distinti Nord, il doppio rispetto al prezzo ufficiale, ma questi erano palesemente contraffatti.

In particolare veniva utilizzato nella stampa dei biglietti, per trarre inganno gli ignari turisti, un“layout grafico” della scorsa stagione calcistica, opportunamente modificato per il derby.

Al termine degli accertamenti, i poliziotti, oltre a denunciare P.M. in concorso con il suo complice, per contraffazione, è stato arrestato per  aver contravvenuto al provvedimento del DASPO.

Infine, ulteriori controlli per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, nell’area dello Stadio Olimpico, hanno permesso agli agenti di elevare sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 12 mila euro e di sequestrare circa 400 pezzi, tra gadget e sciarpe, con marchio contraffatto.