Articoli di Maria Angela Dott.ssa Macario

La biologa nutrizionista Dottoressa Maria Angela Macario ci parla dei benefici delle ciliegie

Il mese di giugno é anche il mese di uno dei frutti più amati e buoni consosciuti: le ciliegie. Abbiamo chiesto all’esperta, la nota biologa Nutrizionista la dottoressa Maria Angela Macario quali sono le proprietà e i benefici che questo frutto ha per la salute dell’organismo umano e quali sono le molecole biologiche e le proprietà nutrizionali che lo rendono così unico oltre che buonissime. “ Tra i loro benefici più noti c’é sicuramente il loro potere antiinfiammatorio: é noto infatti che grazie alle antocianine le ciliegie abbiano numerose proprietà benefiche per la salute dell‘organismo umano.

Inoltre è il frutto perfetto per sgonfiare la pancia e per depurare l’organismo dalle tossine. La presenza di flavonoidi e delle vitamine A e C stimola la produzione di collagene, in grado di rendere la pelle più compatta ed elastica.

 

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Se invece il problema  è l’insonnia, potete consumare con moderazione una manciata di ciliegie dopo cena: al loro interno infatti contengono la melatonina, una sostanza che favorisce il sonno.

La ciliegia è un frutto importante anche a livello depurativo: il consumo di tale frutto infatti permette di depurare il fegato e di regolare la sua attività.

Ottime anche per la loro funzione diuretica.

Oltre alle vitamine, le ciliegie sono ricche anche di sali minerali come ferro, potassio, magnesio e calcio, indispensabili per combattere la spossatezza e lo stress. “

 

Dieta per Malattia di Alzheimer

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La famosa Dottoressa  Biologa Nutrizionista Maria Angela Macario ci spiega in questo articolo i recentissimi progressi della ricerca scientifica per trovare la dieta ideale per i tanti pazienti che soffrono di Malattia di Alzheimer.

”La malattia di Alzheimer è la più comune forma di demenza. Insorge più frequentemente dopo i 65 anni di età e colpisce più spesso le donne.
Come tutte le forme di demenza comporta un progressivo decadimento delle funzioni cognitive, a cominciare dalla memoria.
Le sue cause sono ancora ignote, anche se sono stati identificati numerosi fattori che aumentano il rischio di sviluppare la patologia: l’età avanzata, la storia familiare, traumi cranici, stili di vita e condizioni che comportano problemi ai vasi sanguigni.
Ad oggi non esiste una cura per l’Alzheimer: i trattamenti disponibili consentono di alleviare i sintomi e, in alcuni casi, di rallentare la progressione della patologia.
Questi elementi, uniti al progressivo invecchiamento della popolazione in tutto il mondo, ha indotto l’Organizzazione mondiale della sanità a inserire la malattia di Alzheimer (e le demenze più in generale) tra le priorità globali della sanità pubblica.
Oggi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa 35,6 milioni di persone nel mondo soffrono di demenza. Di queste, il 60-70% (tra i 21 e i 25 milioni) è affetto da Alzheimer. Anche in Italia la patologia ha dimensioni rilevanti: secondo l’Istat circa 1 milione di italiani sono colpiti da questa malattia.
Il numero dei malati è inoltre destinato a crescere. Ciò richiederà un ampio sforzo sanitario ed economico: le demenze hanno infatti costi sociali ed economici elevatissimi. Si stima che nel 2010 abbiano superato i 600 miliardi di dollari. A questi si aggiungono i costi sociali legati all’assistenza che ancora oggi grava soprattutto sui familiari delle persone malate.
Come per tutte le patologie sempre di più la scienza dell’alimentazione si sta muovendo nell’affiancare alla cura della patologia anche uno specifico protocollo dietetico. Negli ultimi anni, sempre di più studi e ricerche si sono concentrati sullo studio di uno specifico protocollo dietetico per pazienti colpiti da malattia di Alzheimer.
Il diabete di tipo 2 e l’obesità sono possibili fattori di rischio per la malattia di Alzheimer e questi possono essere modificati dall’attività fisica e dai cambiamenti nei modelli dietetici, come il passaggio a una dieta mediterranea. Questa dieta include frutta, verdura, olio d’oliva, pesce e consumo moderato di vino. Questi alimenti forniscono vitamine, polifenoli e acidi grassi insaturi. Questa dieta dovrebbe essere in grado di ridurre lo stress ossidativo. La risposta infiammatoria è anche ridotta da acidi grassi insaturi, con conseguente espressione più bassa e una produzione inferiore di citochine pro-infiammatorie. La protezione cardiovascolare è correlata all’azione dei polifenoli e degli acidi grassi insaturi sull’endotelio vascolare. La dieta mediterranea può anche migliorare i fattori di rischio cardiovascolari quali dislipidemia, ipertensione e sindrome metabolica. Questi effetti benefici della dieta mediterranea dovrebbero avere un ruolo nella prevenzione della malattia di Alzheimer. “

Di Maria Angela Macario

Dottoressa

Biologa

Nutrizionista