Orario docenti: la lancetta si è fermata a 18

di Sara Lauricella

Tante sono le ore di servizio che i docenti dovranno effettuare, grazie all’accoglimento dell’emendamento, ampiamente discusso in questi mesi, su quanto richiesto nel ddl 95 della legge di stabilità.

Lo spauracchio delle 24 ore da lavorare pare quindi sia stato superato proprio nella giornata di ieri grazie alla cessione di un capitolo di fondi da parte del Tesoro che ammonterebbe a circa 80 milioni di euro, ancora da confermare definitivamente. Dopo un elastico di proposte e decisioni nella giornata di ieri il Ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo ha fatto l’elenco, che è stato approvato, delle possibilità cui attingere per poter lasciare la situazione invariata. ”E’ stata fatta un’operazione estremamente importante in un momento di grandissima difficolta”’, afferma Profumo ed “e’ stata trovata una soluzione che a saldi invariati ci consente di non toccare i servizi agli studenti e gli orari dei docenti”. Ma riprendiamo un po’ il bandolo di quanto successo in questi ultimi mesi. Quest’estate è stata pubblicata la legge di stabilità (anzidetta spending review) che stabiliva quali fossero gli ambiti in cui si sarebbe dovuta effettuare la politica di tagli economici e tra questi vi erano anche la “maggior produzione” dei docenti. Negli ultimi anni la loro attività era stabilita in 18 ore di lezione a cui andavano aggiunte le ore (non ufficializzate né computate) della preparazione delle lezioni e di tutte le attività accessorie, quali correzione dei compiti in classe e via discorrendo, considerate parti integranti dell’attività di docenza. Nel ddl 95 si parlava di allungare l’orario di lezione ed arrivare a 24 ore di lezione, ma ci si è presto accorti che in tale orario non si teneva conto delle attività accessorie, della continua formazione che un docente deve effettuare e che ci sarebbero state delle pesanti ricadute sulla popolazione di precari e supplenti che si sarebbero trovati completamente scalzati dai titolari di cattedra. E da lì sono iniziate tutte le forme di protesta del caso e di cui abbiamo ben sentito parlare in questi mesi. Con l’approvazione di ieri il meccanismo è stato ripristinato nel suo movimento attuale anche se, commenta la Segretaria del Lazio di Assotutela Sara Lauricella “Con questo colpo di coda ci sarebbe da capire bene come il corpo docente stia partecipando alle manovre di rientro economico imposte a tutto il paese. E’ corretto sostenere l’istruzione, che è sicuramente parte essenziale del mantenimento della cultura di un popolo così come del progresso, ma è altrettanto corretto che si partecipi tutti in maniera equa in eventuali periodi di gravi crisi come quelli che stiamo attraversando”. Sarebbe auspicabile anche verificare se pure nell’ambito della pubblica istruzione non ci siano sprechi ed emorragie di denaro in progetti non propriamente utili e che possano offrire una reale formazione agli alunni. Per il momento siamo comunque contenti che la classe docente abbia ottenuto quanto richiesto.

Redazione

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