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Conte bis, il governo giallo-rosso incassa la fiducia di Montecitorio: 343 si. Il premier contestato dalle opposizioni in aula e in piazza

di Fabio Camillacci

Come previsto, il governo Conte bis ha ottenuto la fiducia della Camera con 343 voti. I contrari sono stati 263, gli astenuti 3. I deputati presenti erano 609, quelli votanti 606, la maggioranza è quindi stata fissata a 304 voti, ed e’ stata superata di 39 suffragi. Tre gli assenti tra i grillini, due tra i dem. Adesso la palla passa al Senato dove martedì 10 settembre ci sarà il nuovo voto di fiducia; quello più atteso perchè il governo giallo-rosso a Palazzo Madama non è forte come a Montecitorio.

Gli interventi del premier incaricato Giuseppe Conte. Discorso e relativa replica a singhiozzo a causa delle continue interruzioni dai banchi del centrodestra. Alcuni deputati seduti nella parte alta dell’emiciclo sono arrivati anche a sollevare una poltrona, gridando “cadrega”, poltrona in veneto, e intonando il coro “poltrona, poltrona”. Il presidente del Consiglio nei suoi interventi ha detto: “Subito il taglio dei parlamentari, e cambiare il patto di stabilità”. Poi Conte sul rapporto con la Lega ha precisato: “Eʼ stato il M5s ad essere stato tradito perché il Carroccio voleva più poltrone. La Lega è coerente solo a propria convenienza”. E ancora: “Sono il primo responsabile del programma, mai perseguiti interessi di parte. Questo nuovo progetto politico segna l’inizio di una nuova stagione riformatrice che confidiamo risolutiva”.

Il programma in sintesi e la protesta di piazza delle opposizioni. Dagli interventi di Giuseppe Conte sono emersi i seguenti obiettivi: taglio dei parlamentari come detto ma anche una nuova legge elettorale, una legge di bilancio che scongiuri l’aumento dell’Iva e tagli il cuneo fiscale, oltre alla richiesta all’Unione Europea di un nuovo patto di stabilità. In mattinata le opposizioni sono scese in piazza contro il governo Conte 2. Mentre il premier parlava alla Camera, Fratelli d’Italia e Lega hanno protestato a Montecitorio. Matteo Salvini ha attaccato i “poltronari” chiusi nel palazzo e tornando a baciare il rosario ha detto: “L’Italia vera è in piazza e chiede di votare”.