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AREA VESUVIANA –LA TRUFFA DEI FINTI POSTI DI LAVORO

Di Valeria Davide

Avevano messo su una vera e propria organizzazione criminale promettendo finti posti di lavoro, apprendistato falsi non retribuiti. Una truffa ben riuscita che durava da più di un anno e che ha estorto denaro a circa trenta  vittime tra Pompei e dintorni in cambio di assunzioni fasulle . A garanzia di questa organizzazione c’era anche un cardinale fasullo ,avvocati e veri imprenditori che organizzavano i falsi colloqui. A capo di questo sodalizio criminoso Claudio Salvatore Pandico 37 enne di Nola, ora processato per esercizio abusivo di una professione e truffa . Pandico gestiva un <centro per l’impiego> in una villa a Boscotrecase,  insieme alla compagna Maria Sorrentino .

Secondo le indagini l’uomo con la complicità di Raffaele Langella e Luigi De Blasio  si fungevano procacciatori di clienti. A chiudere il cerchio criminale il finto cardinale Gennaro  Vitiello , Eugenio Cacace 75enne di Portici che si fingeva avvocato e Carmine Sicignano ex dipendente dell’ASL di Sant’Antonio Abate. Secondo l’accusa tutti i membri avrebbero avuto  un ruolo preciso nella truffa dividendosi un introito di circa 200 milaeuro. Dopo aver adescato il cliente veniva condotto da Pandico che gli faceva firmare un contratto a tempo indeterminato previo corso di  apprendistato di qualche settimana ; la vittima per garantirsi il lavoro si impegnava a versare una somma di denaro. Coinvolti nell’inchesta  anche tre imprenditori napoletani nella vigilanza privata.