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“LE MAFIE, UNA GRAVISSIMA PIAGA SOCIALE”

Abbiamo voluto dare un titolo forte a questo pezzo, per cercare di risvegliare gli animi sopiti degli Italiani. La corruzione, la concussione, sono “tumori maligni” contro il quale  non ci sono anticorpi, questo è quanto riferisce una nota stampa divulgata dalla magistratura contabile. Nella pubblica amministrazione vi sono un’infinità di rapporti e sub rapporti che si hanno con le cosche mafiose. Essa addirittura peggiora nel 2015, le denunce per corruzione sono aumentate del 220% quelle per concussione del 153%. Questo è quanto si evince dalla denuncia dell’organo giudiziario che ha il compito di controllare i conti pubblici. “Se non si introduce un senso etico,se non si introducono forti forme di trasparenza nella gestione dei conti pubblici, non basteranno mai i giudici, le forze dell’ordine, le carceri per combattere questa piaga sociale, questo male che, affligge il nostro “BEL PAESE”  disse il procuratore generale della corte dei conti. Alla magistratura contabile fa eco il Dottor Franco Roberti, procuratore generale antimafia che dice: Noi italiani pensiamo di correre meno pericoli della Francia e del Belgio ma non è così. In Italia continua l’alto magistrato vi sono in cella oltre 500 ragazzi a rischio radicalizzazione terroristica è fornisce un termine di paragone sul modo di pensare delle mafie :” MAFIE e TERRORISTI” fanno lo stesso gioco. Negli anni di piombo le migliori regie investigative venivano distolte dall’eversione, permettendo a “COSA NOSTRA, ALLA CAMORRA, ALLA NDRANGHETA” di crescere ci sono tanti elementi del passato e del presente che li collegano.Il Presidente della magistratura contabile ebbe a dire, nel nostro paese vi sono una infinità di opere inconpiute.Tutti questi fenomeni comportano un ingente spreco di “DANARO PUBBLICO”, che faranno indebitare ancor più le generazioni future per almeno altri 20/30 anni. E’ un quadro inquietante, allucinante quello che viene descritto dall’alto magistrato.Il procuratore generale. Salvatore Nottola procuratore generale della corte dei conti all’inaugurazione dell’anno giudiziario che ha presentato la lista di queste opere incompiute. Essa annovera opere come: “L’OSPEDALE DI SORA,IL COMPLESSO di SANTO SPIRITO di SASSIA, il PALASPORT di PIANCAVALLO costruito nel 2003 è mai  utilizzato ec….. I magistrati contabili hanno segnalato anche una grave carenza di controlli nella Protezione Civile.Altri fenomeni particolamente gravi esistono  nell’ambito delle Sanità regionali e nella raccolta dei rifiuti. Alla luce di tutto questo disastroso ed allarmante quadro descritto dalla magistratura contabile, cosa può fare il cittadino, l’uomo rispettoso delle leggi?, il contribuente mite e timoroso cosa può fare? “NIENTE”. “UBI SOCIETAS IBI IUS IBI SOCIETAS” dicevano gli antichi latini. Che , vuol dire: L e leggi ci sono è vanno rispettate da tutti indistintamente. Come è possibile combattere e distruggere questa mala pianta che, affligge le nostre istituzioni, il nostro popolo?. Osservata la catastrofica situazione descritta dai magistrati proponiamo ( molti benpensanti storceranno la bocca),  al legislatore di varare  delle misure drastiche, misure che possano mettere un freno reale al diffondersi di questo atipico male che è la mafia.I cittadini, la gente è stanca di subire prevaricazioni, intimidazioni, sorprusi e misfatti causate dalle mafie e dalle asfittiche burocrazie statali di stampo borbonico.Bisogna risvegliare le coscienze, bisogna rinnovare lo stato con gente giovane e capace.E’ ora di fare le tanto decantate riforme già nel 1951 tre anni dopo l varo della costituzione, DOSSETTI  esponente  di spicco della D.C. parlava di crisi del sistema. questo nostro”BEL PAESE”, ha bisogno di un bagno d’umiltà da parte di tutti indistintamente.”JEAN MARIE AIRUET  più conosciuto come: VOLTAIRE diceva:  che a forza di tirare la corda questa  si spezza e quando si spezza sono guai per tutti”. Tutti gli italiani dal SUD al NORD dunque debbono riprendere coscienza è combattere a viso aperto, senza più paure,  le malefatte delle mafie. Bisogna combattere per la legalità, a viso aperto, le nefandezze e gli arbitri perpretate dalle cosche. Per difendere quindi il diritto di tutti gli italiani a vivere la loro vita con tranquillità( la provocazione che si chiede al legislatore è di riapplicare la pena di morte, per tutti coloro che si macchiano di delitti atroci contro l’uomo, le donne, i bambini, gli anziani); si dice che il carcere rieduca ma, chi rieduca? come si possono rieducare malavitosi di rango condannati al 41Bis?. Bisogna avere il coraggio di condannare chi si macchia di stragi, di delitti aberranti che opprimono la gente, il popolo. Sappiamo che è una provocazione, sappiamo che chiediamo di tornare indietro nel tempo, sappiamo che si dirà:Lo stato non può essere criminale come i delinquenti incalliti.Crediamo fortemente che non vi siano altre alternative. Le mafie hanno dichiarato guerra allo Stato, ai cittadini, ed in guerra si applica la pena di morte. Ovviamente dopo un regolare ed esemplare processo. Chiediamo ai benpensanti, ai puritani agli utopisti, è forse umano tenere un uomo, un soggetto condannato per reati gravissimi come la strage di Capaci, e quella  del giudice Borsellino, al 41Bis, all’ergastolo?.SI pensa  davvero di redimere gente che ha ucciso un bambino nell’acido?. Noi non crediamo che siffatta gente si possa rieducare, pentire veramente.Come si può pensare di rieducare gente malata di onnipotenza?, gente per cui  la vita degli altri simili non conta niente?.Perchè, nonostante miriadi di leggi di manzoniana memoria, l’uomo  continua a delinquere?: Perchè le carceri sono sempre piene?. Ecco noi gradiremmo una risposta a queste domande. Crediamo che la Democrazia sia rispetto,  educazione, amore, non sopraffazione, con omicidi e stragi. Non dobbiamo far cadere questo nostro meraviglioso paese in un conflitto, come potrebbe essere “IL DE BELLUN CONTRA OMNES”. OVVERO: una guerra di tutti contro tutti. Siamo un grandissimo e bellissimo paese. perchè dobbiamo distruggerlo? . Perchè, fallo dipartire ad opera e per opera delle mafie, delle cosche?.

RINAUDO MARCO