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ATTACCO CHIMICO IN SIRIA;LA VERSIONE RUSSA NEGA LA RESPONSABILITA’ DEL REGIME

Martedì mattina il popolo siriano è stato colpito duramente da un attacco chimico nella provincia di Idlib. Le vittime accertate sono state sono state più di settanta delle quali ventisei bambini, mentre i feriti sono più di cento.

Secondo le testimonianze del luogo, il terribile gas si sarebbe sprigionato da alcune bombe sganciate dagli elicotteri militari del regime. Alcuni soccorritori hanno asserito che con molta probabilità si tratterebbe del gas sarin, gas proibito sul piano internazionale.

Quest’arma chimica prima di martedì era stata utilizzata per tre volte nella storia: da Saddam Hussein nel 1988 contro i curdi, nell’attentato alla metropolitana di Kyoto del 1995 e nell’attacco a Damasco del 2013.

La Russia sembrerebbe dissentire contro l’ipotesi di un attacco da parte del regime di Assad; secondo gli alleati del regime,infatti, l’attacco sarebbe avvenuto dopo le 11:30 e avrebbe colpito un deposito contenente sostanze chimiche da utilizzare nella produzione di armi per l’Iraq e ciò avrebbe originato la tragedia. Stando alla diffusione dei materiali online,però, l’attacco sarebbe delle prime ore del mattino e,come già detto,secondo gli abitanti del luogo il gas si sarebbe spigionato da bombe sganciate dagli elicotteri del regime.

Intanto  l’Alto Rappresentante Onu per il disarmo, Kim Won-Soo, che ha definito Khan Sheikhun “se le informazioni saranno confermate, il peggiore attacco in Siria dal 2013. L’Onu si aspetta piena cooperazione da parte degli Stati membri per identificare i responsabili”. Al momento non è ancora chiaro come i membri ONU vogliano agire in merito,ciò che rimane palese è il sacrificio di troppe vite innocenti difronte alla”ragion di stato”.

 

Immacolata Teresa Madarena

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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