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San Camillo: chi assicura l’igiene dei carrelli porta vivande?

“Gestire un grande ospedale è come amministrare una grande capitale: le capacità, la competenza, le linee-guida non si improvvisano. O fanno parte del patrimonio di un manager o non si arriverà mai all’obiettivo. Così, anche la buona tenuta di un carrello porta vitto può creare innumerevoli grane al vertice”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che interroga la direzione aziendale: “Vorremmo sapere se persiste l’abitudine di lasciare i carrelli porta-vitto, una volta lavati e disinfettati, in uno spazio aperto nei pressi della dispensa, alla mercè di qualsiasi evento atmosferico o peggio, di incursioni di vario tipo da parte della fauna che popola il San Camillo. Tali strumenti attraversano ogni giorno i reparti di degenza, con tutto il carico delle pietanze che distribuiscono ai malati e quello che, in un ambiente certo non sterile, si riportano indietro. Chiediamo pertanto alla direzione – aggiunge il presidente – di chiarire quale sia il ciclo di distribuzione, lavaggio, disinfezione, conservazione in un ambiente adeguato e non dove capita, tra i vecchi e isolati padiglioni senza alcuna sorveglianza specifica”, chiosa Maritato.

 

UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA

 

Redazione

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