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Trump spaventa la Cina: quali scenari per il mondo?

Nei giorni in cui Trump diventa ufficialmente il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, prendendo il posto di Barack Obama dopo 8 anni di presidenza, tra alti e bassi al congresso, Pechino annuncia i dati della propria crescita economica 2016, e lasciano ben sperare (per i cinesi): un tasso di crescita del 6,7%, il più alto al mondo, nonostante sia il più basso degli ultimi 26 anni per il colosso asiatico.

Alle dichiarazioni da campagna elettorale di Trump, la Cina risponde giocando l’asso della propria solidità economica.

A preoccupare i cinesi sembrerebbe soprattutto il ritorno al regime di protezionismo già annunciato dal tycoon in campagna elettorale.

Ma la diplomazia cinese sembra aver fatto un passo indietro. Specie durante i giorni antecedenti l’Inauguration Day, difatti, era stata la stessa portavoce del Ministero degli Esteri, Hua Chunying a proporre una cooperazione sul piano economico in quanto “Cina e USA dovrebbero essere amici e partner, piuttosto che oppositori o nemici“.

Un gesto di buona volontà secondo alcuni, un passo indietro dettato dalla paura secondo altri: durante la campagna elettorale, Trump aveva minacciato di imporre dazi del 45% sulle merci cinesi, facendo presagire un ulteriore inasprimento dei rapporti commerciali, allontanando de facto le due macropotenze.

Un gioco al rialzo, alimentato sicuramente dalla stampa che non si lascia irretire dai punti percentuali e archivia le parole del neo eletto Presidente USA come “minacce di una tigre di carta” (China Daily, 20 Gennaio 2017).

Origami o meno, il rischio è reale: secondo Pechino gli scambi USA-Cina nel solo 2016 hanno raggiunto quota 520 miliardi di dollari, e pur con un sostanzioso calo delle esportazioni cinesi (diminuite del 7,7%) e delle importazioni (ridottasi del 5,5%), c’è il concreto timore che la presenza di Donald Trump nello studio ovale possa peggiorare il tutto.

Qualora dovesse realizzarsi, quello tra Pechino e Washington è uno scontro destinato a cambiare gli assets commerciali del prossimo quinquennio.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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