epa05539459 Edward Snowden, seen on a screen via satellite from Moscow, Russia, speaks during a press conference about a new campaign to persuade US President Barack Obama to pardon him for violating the United States' Espionage Act in 2013 by leaking classified documents in New York, New York, USA, 14 September 2016. The campaign, which is being launched by several human rights organizations including the American Civil Liberties Union, Human Rights Watch, and Amnesty International (AI). (Editors note: pattern on image as photographed directly from the screen)  EPA/JUSTIN LANE

Russia protegge Snowden, esteso permesso di soggiorno

Nelle ultime ore la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha annunciato la decisione del Cremlino di tenere al sicuro Edward Snowden per altri due anni, estendendo il suo permesso di soggiorno e tenendolo lontano dai processi. Almeno per il momento.

La questione è stata sollevata da Michael Morell, Ex Vice Direttore della CIA, secondo il quale Vladimir Putin starebbe pensando all’estradizione per Snowden come “dono di insediamento” per il neoeletto Presidente USA, Donald Trump.

Che tra i due capi di stato vi sia più di una mera simpatia è stato evidente sin dall’inizio della campagna elettorale, da quando il tycoon Donald Trump -per motivi presumibilmente collegabili ai propri interessi imprenditoriali- ha promosso attivamente una nuova collaborazione con Putin, peraltro rieletto pochi mesi prima di Trump, forte dunque di un consenso popolare non indifferente.

La situazione per Snowden non è delle migliori: da quando, nel 2013, da ex tecnico della CIA rivelò al mondo i sistemi di controllo informatico statunitensi (e non solo), è stato un continuo rimpallo di responsabilità e un susseguirsi di tentativi di processarlo, mettendo le mani su quello che sembra essere, senza ombra di dubbio, uno degli uomini più ricercati del secolo.

Ad aggravare la situazione, già di per sé delicatissima, in cui si muove Snowden, rientra l’alleanza morale (ma anche politica ed economica) Trump-Putin, un nuovo matrimonio politico che lascia presagire una “dote nuziale” sulla testa del chiacchierato whistleblower.

A riconferma di ciò, le recentissime nomine di Trump alla Casa Bianca: basti pensare a Mike Pompeo (nuovo direttore della CIA) che in più occasioni ha avuto modo di dichiarare la sua scarsa considerazione di Snowden tanto da definirlo “un traditore che dovrebbe essere messo a morte”. Una linea politica spietata, ma anche protettiva sotto alcuni versi, per evitare che altri si agevolino delle informazioni diffuse da Snowden. interessante sotto questo punto di vista la probabile nomina di Kris Kobach alla sicurezza interna, il quale avrebbe presentato a Trump un piano con tecniche di screening e monitoraggio piuttosto invasive.

Nei prossimi mesi emergeranno sicuramente nuovi risvolti nella speranza che, a pagare un’alleanza politica tanto delicata, non debba essere un paladino della libertà sul web.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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