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Pronto soccorso e barelle bloccate: negato diritto alla salute

Il 10 gennaio 40 lettighe ferme nei pronto soccorso di Roma. Ispezioni Nas rilevano gravi criticità.

“Non ci sarebbero rilievi penali né gravi inadempienze, secondo l’indagine che i Nas hanno svolto nei pronti soccorsi romani in questi giorni. Sarebbero, altresì, emerse gravi criticità e questo a nostro avviso, configura un ostacolo al diritto alla salute costituzionalmente garantito”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che chiarisce: “I pazienti in fila, nei reparti di emergenza di Roma e del Lazio, stesi in barella, non sono codici bianchi o verdi, ovvero i casi meno gravi che potrebbero risolvere i problemi di salute con una semplice visita medica o un accesso negli ambulatori a ‘scartamento ridotto’ attivati dalla Regione Lazio a macchia di leopardo. Chi arriva in ambulanza e su una lettiga è un malato grave, bisognoso di cure immediate, le cui condizioni non permetterebbero di attendere neanche pochi minuti. Questo significa che il tempo prezioso che si perde alla ricerca di un posto letto, o in attesa dello specialista che prenda in esame il caso – e parliamo spesso di giorni interi – è tempo sottratto alla vita, con grave pregiudizio del diritto alla salute. Il presidente Zingaretti farebbe bene ad annunciare la resa, ammainando la bandiera bianca della sanità pubblica – insiste Maritato – e AssoTutela farà tutte le verifiche del caso per appurare se si è arrivati a una lesione dell’articolo 32 della Costituzione, promuovendo tutte le azioni possibili dinnanzi alle autorità preposte”, conclude il presidente.

Redazione

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