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Ecco perché ad Aleppo non è arrivato il Natale.

Segni di tortura e mutilazioni. Questo è ciò che i militari russi impegnati in Syria hanno trovato nelle fosse comuni ad Aleppo, secondo quando riferito dal Ministero della Difesa russo.

Inoltre, stando alle dichiarazioni rilasciate dall’esercito turco, oltre trenta sarebbero le persone sono rimaste uccise in un attentato dell’Isis ad Al Bab, il distretto ad est di Aleppo in mano ai jihadisti. Ma le stime sono tristemente destinate a crescere.

Nella giornata di Natale, il Presidente Bashar Assad accompagnato dalla moglie Asma ha visitato un orfanotrofio cristiano nei pressi di Damasco. Le foto, postate sulla pagina Facebook ufficiale della Presidenza Siriana lo mostrano in piedi con le suore e gli orfani nel sobborgo di Sednaya. I cristiani sono una delle minoranze religiose più grandi in Siria: circa il 10% della popolazione, che prima della guerra contava 23 milioni di persone. Benché si siano mantenuti sempre ai margini del conflitto, l’islamismo sempre più esplicito dell’opposizione ha portato molti cristiani a schierarsi dalla parte del governo di Assad. (fonte ANSA)

Si sarebbe conclusa giovedì sera l’evacuazione di civili e combattenti da Aleppo Est, dopo una settimana resa difficile dal maltempo e da un’operazione interrotta più volte. Circa 35.000 sarebbero, secondo le stime, le persone evacuate nelle aeree rurali limitrofe, oltre ad un centinaio di pazienti gravemente feriti e malati.

L’operazione di Aleppo era collegata ad un’altra per le città assediate di Foua e Kefraya, a Idlib, dove più di 1.200 persone sono state temporaneamente evacuate nella direzione opposta ad Aleppo. Si parla in maggioranza di donne, anziani e bambini.

Il Ministro della Difesa russo, citato dall’Interfax, riferisce inoltre che sarebbe in arrivo un battaglione di polizia militare da circa 400 unità di nazionalità russa. La notizia, trapelata in una conversazione tra Vladimir Putin e Serhiei Shoigu (Ministro della Difesa Russo), è stata confermata in giornata.

Nel frattempo, nonostante gli accorati appelli della comunità internazionale, Unicef lancia l’allarme per oltre 4mila bambini che rischiano di morire per il freddo e per l’assenza di aiuto. Nelle ultime ore, sono già oltre 10 i bambini uccisi nei raid aerei turchi a est di Aleppo, in una località controllata dall’Isis, in quella che è definita “lotta al terrorismo”. L’#AleppoDay, ricordato ieri dal Trentino alla Calabria, passando per Roma, dove Uncief ha invitato a una mobilitazione pubblica a Piazza del Popolo, evocando il simbolo della “coperta” appesa fuori da balconi e finestre.

Migliaia di bambini che devono fronteggiare il dramma della guerra. Soltanto per quanto riguarda Aleppo, l’Unicef ricorda che molti bambini sono rimasti orfani, mentre “si hanno notizie non confermate di minori morti sui bus dell’evacuazione a causa del sovraffollamento“. Per l’organizzazione umanitaria internazionale Save The Children, tra gli sfollati di Aleppo est “migliaia sono bambini e neonati, in condizioni di estrema vulnerabilità anche per il freddo ed il gelo, spesso malnutriti, dopo mesi sotto assedio senza cibo adeguato“. E tra i 47 civili uccisi oggi dall’aviazione turca a est di Aleppo, nel distretto di Al Bab in mano all’Isis, almeno dieci sono minori. Altre sette vittime sono donne. Ankara da fine agosto ha avviato una campagna militare “anti-terrorismo” contro l’Isis ma soprattutto contro forze curde nel nord della Siria. E dopo che ieri ha perso 16 militari in scontri vicino ad Al Bab, oggi è arrivata dura -ma contro i civili- la rappresaglia turca.

Se per noi il Natale è passato come ogni anno, è bene ricordare che per molti non è mai arrivato.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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