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“L’abbiamo preso!” e adesso?

Nella notte di ieri è stato ucciso il terrorista responsabile della strage di Berlino, che con un tir aveva falciato cittadini e turisti in visita ai mercatini di Natale. Una levata di scudi collettiva sull’affidabilità dei sistemi di sicurezza tedeschi e subito era partita una ricerca furiosa dell’attentatore e di presunti complici che aveva giustamente coinvolto le forze dell’ordine di tutta l’Europa.

Ricerca inutile fin quando, circa alle 3:00 di questa notte, è stato ucciso dopo un controllo di routine da parte delle autorità italiane alla frontiera tra Francia e Italia. Il terrorista si è rifiutato di esibirli, avendoli lasciati sul tir con cui aveva compiuto la strage ed estratta la pistola ha iniziato a far fuoco sugli agenti, ferendone uno e rimanendo ucciso nel conflitto a fuoco.

Per quanto sia doveroso essere vicini alle Forze dell’Ordine che hanno svolto egregiamente il proprio dovere, è un pericoloso sillogismo politico affermare che sia “Tutto ok!” come in tanti stanno facendo in queste ore. Se un uomo armato di pistola, ricercato dalla polizia di tutta Europa per un attentato di poche ore prima è riuscito a passare dalla Germania alla Francia e da lì a giungere in Italia, venendo fermato peraltro per un controllo documenti di routine assolutamente casuale, spiace dire che non è tutto ok. Tutt’altro.

E per quanto si voglia raccontare quanto accaduto come se fosse un successo, non è così ed è bene impararlo subito, onde evitare altri tristi episodi di autentico terrorismo o -forse peggio- di emulazione nei prossimi mesi.

Serve organizzazione, servono controlli e serve coordinazione e cooperazione, in Europa e non solo; non è possibile accettare come buona la formula del terrore, secondo cui tutti sono nemici di tutti, ossia una formula che divide e non unisce, rendendo più facili nell’attuazione e più efficaci nei risultati atti di terrorismo come quelli a cui ormai sembriamo esserci rassegnati.

 

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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