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San Camillo, la ‘bidonville’ del centro prelievi

“A vederla da lontano sembra una casa di fortuna ricavata da materiali di risulta, come ormai se ne vedono tante a Roma, lungo gli argini del Tevere o negli spazi verdi nascosti agli occhi di tutti. In realtà, quel cellophane sul soffitto del centro prelievi, al padiglione Malpighi, presso il più grande ospedale di Roma è una vera vergogna”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “Quel soffitto precario, come precarie in ospedale sono tante altre strutture, mal risistemate o peggio, colpevolmente trascurate, testimonia tutta la noncuranza che i vertici aziendali nutrono nei confronti dei cittadini che necessitano quotidianamente di prestazioni. Noi speriamo ancora nel dinamismo del nuovo direttore generale Fabrizio D’Alba ma, al momento, i fatti danno ragione agli scettici e non vorremmo essere tali. In realtà – insiste il presidente – su tanti altri aspetti il nosocomio di Monteverde è deficitario. Ci soffermiamo su quelli che potrebbero sembrare i minori ma che in realtà, nascondono tanti altri inquietanti interrogativi”, chiosa Maritato.

 

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