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Sul tetto del San Camillo per difendere il posto di lavoro

Solidarietà di AssoTutela ai 21 dipendenti delle ditte di pulizie licenziati dalle società esterne .

 

“Ė una macelleria sociale quella che la Regione, con l’avallo di spregiudicate politiche governative, sta portando avanti nei confronti dei lavoratori delle ditte di pulizie operanti in Asl e ospedali del Lazio. Uno stillicidio di licenziamenti, partiti con il piano di rientro dal debito sanitario, che questa volta riguarda il San Camillo, grande ospedale che è stato privato di una parte consistente di reparti e servizi, con la chiusura del Forlanini nel 2015”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Proprio l’abbandono dell’ex sanatorio, inserito con il San Camillo in un’unica azienda, ha ridotto le aree da pulire causando il conseguente esubero di personale e mettendo sul lastrico intere famiglie. Laura, Daniele, Massimiliano, Patrizia. Abbiamo raccolto tante storie di chi il 18 novembre era sul terrazzo più alto dell’ospedale a protestare: padri di famiglia, donne sole con minori a carico, sindacalisti vittime di ritorsione, lavoratori con disabili in famiglia. Le lettere di licenziamento partono dalle società vincitrici di appalto – costituitesi in  associazione temporanea d’impresa – che come scatole cinesi dispongono a proprio piacimento dei lavoratori, quasi fossero carne da macello. E la Regione ha la responsabilità morale di quanto sta avvenendo. Apprezziamo l’impegno del direttore generale del San Camillo Fabrizio D’Alba, che ha sollecitato l’avvio di un tavolo negoziale con l’assessorato regionale e vigileremo perché questa non sia l’ennesima scappatoia per prendere tempo e portare avanti una politica suicida nei confronti di lavoratori e pazienti”.

 

UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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