Information Overload: come disintossicarsi dalle informazioni?

Ad onor del vero, per “information overload” si intende un sovraccarico cognitivo che grava sul sistema nervoso. Ma il termine è stato utilizzato e ripreso (anche impropriamente) dai maggiori teorici per illustrare il vero problema della società moderna, ossia il “sovraccarico da informazioni”.

Da quando internet è accessibile a tutti, il suono delle informazioni è diventato indistinguibile dal rumore di fondo. Chiunque può parlare di qualsiasi cosa, i trend si rincorrono morbosamente sul web e le opinioni superano di gran lunga le conoscenze reali dell’individuo. Ad ogni referendum, elezione o avvenimento di portata globale si ripresenta lo stesso problema: troppe informazioni su un unico avvenimento, spesso di oggettiva irrilevanza, come quando giornali di portata nazionale riprendono notizie riguardanti le cd. webstar.

Come risolverlo? Secondo Clay Shirky abbiamo gli strumenti per dosare le informazioni: “La questione generale è: come progettiamo i filtri che ci consentono di trovare la nostra via attraverso questa abbondanza di informazioni? La mia risposta a questa domanda è sempre stata questa: l’unico gruppo che può catalogare tutto siamo tutti noi.“. E se è vero com’è vero che noi siamo i principali fautori di una catalogazione reale e una divisione tra “utile” ed “inutile” è anche vero che dare a chiunque l’opportunità di esprimersi in merito a questioni di estrema rilevanza crea, se non un problema concreto, almeno la minaccia dello stesso e un “tappo” informativo che rischia di lasciare poco spazio alle notizie vere.

Tale mancanza di sostanzialità si riflette, nel codice comportamentale dei consumatori, in un’ingordigia indiscriminata e onnivora, ultima e più radicale forma di scommessa, di strategia esistenziale da ultima spiaggia data la cristallizzazione del tempo e la mancanza di criteri mediante i quali separare le cose rilevanti da quelle irrilevanti, il messaggio dal rumore.

Con buona pace di Bauman.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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