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Trump spaventa i democratici, Clinton chiede coesione

Al risultato univoco riscontrato alla convention repubblicana della scorsa settimana, i democratici hanno risposto compatti come poche altre volte.

Dopo il rialzo di Trump nei sondaggi, all’onda lunga dei democratici che si appellano all’unità si sono aggiunti anche la first lady Michelle Obama e il socialista Bernie Sanders (nonostante le rivelazioni di WikiLeaks secondo cui lo stesso Sanders sarebbe stato deliberatamente ostacolato dalla Clinton, come dimostrato da alcune email). Uniti si vince, che ricorda il “Yes We Can” di Barack Obama, è dunque divenuto il motto di questa alleanza democratica seriamente intenzionata a non perdere il controllo dello Studio Ovale.

Alla convention democratica di Filadelfia il senatore del Vermont, sconfitto alle primarie e parte lesa nel nuovo scandalo delle email che ha colpito il partito, ha cercato di ricompattare l’elettorato chiedendo ai suoi sostenitori di votare Clinton alle presidenziali. Si riconferma, dunque, un probabile posto da Vicepresidente nel caso in cui la Clinton riesca a portare a casa il risultato. Anche la senatrice Elizabeth Warren e Michelle Obama hanno fatto appello affinché sia preservata l’unità del partito contro Donald Trump.

Ci sono motivi ragionevoli per dubitare di un’alleanza così concepita, uno tra tutti sicuramente il fatto di voler andare contro Trump anziché incontro al suo elettorato, composto essenzialmente da appartenenti alla classe media statunitense.

Nel frattempo, il Presidente Obama si impegna personalmente sul fronte del ClimateChange, apparentemente senza grandi risultati.

 

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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