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La paura fa votanti – Anche l’Austria vira a destra

Mentre Obama giura ad Hiroshima che non si ripeteranno più eventi nucleari, il nordcoreano Kim Jong Un organizza quasi un’esercitazione alla settimana, abbassando notevolmente l’asticella di sopportazione al tavolo della NATO e mettendo in tensione soprattutto i cinesi. Come se la sovrappopolazione non fosse già un problema per l’economia mondiale, come se l’instabilità cronica delle banche non destasse abbastanza problemi, dobbiamo preoccuparci anche dei tentativi di nuclearizzazione di un leader grassoccio e invasato.

Ma quello che è passato sotto gli occhi di tutti senza un’analisi approfondita è la vittoria, in Austria, per una manciata di voti, del dr. Van der Bellen, ecologista, eccentrico economista 72enne che guiderà per i prossimi sei anni (è questa la durata della carica in Austria) occuperà l’Hofburg, il palazzo presidenziale nel centro di Vienna, cuore antico del potere asburgico. E’ anche vero, però, che Van der Bellen ha vinto di misura, quando tutti davano ormai per sovrana la destra radicale, che ha mostrato un’avanzata poderosa e pericolosa per gli equilibri già peraltro molto delicati di quest’Europa che non sa rispondere in modo profondo alla domanda di tanti in cerca di un futuro. E’ un’Austria, quella che si è riversata alle urne lo scorso 23 Maggio, confusa e divisa, non solo per istruzione e ceto, per sesso, politica o geografia sociale, ma principalmente per i migranti.

La crisi che affronta l’Europa, in Austria ha trovato un interessante laboratorio. Le donne, i lavoratori non manuali, chi vive nei centri abitati e nelle città (Vienna in testa) dove ha ottenuto circa il 60% dei voti. Hofer, candidato della destra radicale, ha invece raccolto i propri consensi tra i più adulti, uomini e nelle campagne, nelle periferie austriache. Tendenzialmente, così dicono i numeri, tra gente anche meno preparata.

Van der Bellen, secondo alcuni commentatori ha incarnato la resistenza del paese alla prospettiva di vedere l’estrema destra prendere il potere. Mentre una parte degli elettori dello sconfitto, Hofer, non avrebbe colto la carica eversiva di quest’ultimo, gente spaventata dall’immigrazione, dalla globalizzazione, non necessariamente un elettorato di destra convinto.

Quanto accadrà nelle prossime settimane, incluso il “Brexit event” darà conferma della volontà di un mai ben definito “popolo europeo”. Risposte che, loro malgrado, i rappresentanti della Comunità Europea dovranno ascoltare attentamente se vorranno disinnescare cautamente il pericolo di estremismi emergenti.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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