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L’Economia che non c’è (prt. 1)

Ci è stato sempre insegnato (consapevolmente o meno) che se parliamo della retta Germania parliamo di un’economia florida, che si è sempre contraddistinta per teutonico rigore e alte capacità organizzative, nonché per una capacità di ricrescita non indifferente.

Ma è anche vero che in una Comunità Europea con confini sempre meno labili, con buona pace dei nazionalisti, la Germania non è più sotto la lente d’ingrandimento del popolo tedesco, ma deve stare attenta anche al giudizio quantomai spietato degli altri paesi europei. Quei paesi, per intenderci, che sono un po’ chiamati a dare il giudizio che darebbe un condannato al boia e quindi imparziali, spietati e -ahinoi- sinceri come pochi avrebbero l’ardire di essere.

Questo è stato il caso, per esempio, sollevato dal cancelliere Angela Merkel che, durante una visita istituzionale, ha fatto piangere una bambina israeliana facendole intendere senza troppi giri di parole che per lei non ci sarebbe stato posto nella grande Germania.

Una potenza del genere va ridimensionata. Se pensiamo a un bavarese grasso che beve birra mentre i suoi conti vengono rimpolpati con il capitale (plus interessi) dopo aver speculato sui titoli di Stato greci e lo paragoniamo al vecchietto che impreca davanti a un bancomat di Atene, capiamo anche il perché.

Ecco la differenza tra noi e i tedeschi: noi abbiamo un senso di umanità diffuso, e pur essendo faciloni -cosa che spesso porta all’approssimazione esasperata di ogni cosa- riusciamo a porre le persone prima dei conti. E l’Europa, fondata sul principio di equità e di uguaglianza che anche la nostra Costituzione possiede, non può permettersi di traballare per un’immagine del genere. Specie se si parla di una Germania che vuole (ancora?) drammaticamente tentare di dare lezioni su come si siede a un tavolo agli “altri” non meritevoli d’un dialogo inter pares.

Specie dopo lo scandalo Volkswagen. Ma di questo parleremo la prossima settimana.

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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