VINITALY 2015. Giappone e Brasile, viaggio nel cuore dell’export vinicolo italiano

di Elena Sparacino

Nel cuore dello spirito internazionale che cavalca la 49esima edizione del Vinitaly, avranno luogo domani martedì 24 marzo due speciali approfondimenti su mercati – uno consolidato, l’altro emergente – diversi per conformazione ma particolarmente di spicco per l’export vinicolo nostrano. Giappone e Brasile rappresentano due modelli lontanissimi per cultura oltre che per geografia, accomunati però dalla forte passione per il vino italiano.

Un’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-wine2wine li posiziona entrambi nelle top ten delle nazioni dove le aziende italiane prevedono di aumentare le vendite nel 2015, confermandoli a tutti gli effetti come target privilegiati. Solo nel 2014, il vino italiano ha superato in Giappone i 430mila ettolitri, per un controvalore di quasi 153 milioni di euro; dati che confermano come la cultura del vino sia sempre più radicata e diffusa anche nell’Isola del Sol Levante, con i consumatori giapponesi disposti a spendere ingenti cifre pur di valorare e godere della qualità delle etichette made in Italy, percepite come sinonimo di eccellenza. Trend che, se da una parte offre un nuovo e ulteriore spunto di riflessione sulla necessità di investire nel marchio territoriale attraverso l’innovazione, dall’altra pone luce su un fenomeno che sarà analizzato, domani, insieme a Tara Tan Kitaoka, la maggiore esperta di vino italiano in Asia, e Shigeru Hayashi, per quattro anni presidente di Eataly Japan, presenti al seminario Focus mercato giapponese (ore 15.00, Palaexpo Veronafiere – Sala Respighi), organizzato da Vinitaly, dall’Ambasciata italiana a Tokyo e dall’Italian Trade Agency – ICE.

Altro protagonista del dibattito a Vinitaly International sarà poi il Brasile, attraverso un workshop interattivo: Brasilian wine market brief (ore 14.30, Galleria padiglioni 6/7 – Sala Puccini). 
Sebbene recente e limitato ai rossi (dovuto probabilmente a un contesto enogastronomico che fa leva soprattutto sul consumo delle carni), l’interesse dei brasiliani per il consumo del vino mette in luce una realtà in espansione, con una previsione di crescita di quasi il 40% nei prossimi anni. La tendenza rileva un processo culturale e agroalimentare che negli ultimi anni sta coinvolgendo significativamente tutta l’America Latina, con un’accelerazione degli scambi e della crescita interna dovuta allo sviluppo di una classe media di 100 milioni di cittadini dotati di una rinnovata capacità di spesa. Il vino italiano detiene attualmente in Brasile una quota di mercato pari al 12% (soprattutto Lambrusco), posizionandosi al quinto posto tra i Paesi di riferimento per l’import vinicolo intra-continentale.

Vinitaly rappresenta a oggi la più importante piattaforma internazionale b2b per il settore vitivinicolo, con – presenti in questa edizione corrente – buyer da 120 nazioni e delegazioni commerciali da 52 Paesi, operazione a cui Veronafiere ha dedicato un incremento del +34% sugli investimenti profusi dall’ente Fiera nel 2015 per l’incoming di buyer stranieri, con focus particolare sui mercati di Hong Kong, Cina, Usa, Russia, Brasile, Australia, Canada Germania e Paesi del Nord Europa. In Fiera esporranno i loro prodotti oltre 4mila aziende da 24 Paesi distribuiti su 90mila metri quadrati espostivi.

Il business resta così al centro anche di questa edizione. A riprova del ruolo cardine dell’ export come chiave di volta del commercio italiano (anche nel vitivinicolo), i dati confermano che le esportazioni hanno raggiunto 5,1 miliardi. In controtendenza all’andamento del Pil, il fatturato del vino e degli spumanti in Italia cresce ancora dell’uno per cento fino ad aver raggiunto – nel 2014 – il valore record di 9,4 miliardi proprio per effetto soprattutto delle esportazioni, che hanno raggiunto i 5,1 miliardi (+1,4 per cento). Al contrario, è risultato praticamente stagnante il valore delle vendite sul mercato nazionale, che sono risultate attorno ai 4,3 miliardi; tendenza che si spera però possa essere presto invertita, con flebili speranze di sblocco soprattutto a partire dal Sud e con la speranza che questa grande occasione di incontro e scambio tra produttori faciliti una scossa commerciale interna. Da un’analisi della Coldiretti presentata al Vinitaly, il fatturato made in Italy record a ammonta a 9,4 mld. E, proprio la Coldiretti, al proprio stand (Centro Servizi Arena, corridoio tra i padiglioni 6 e 7) espone – oltre all’ironica selezione di «vini tarocchi», così chiamati a sberleffo dei wine kit in polvere – per la prima volta il vino poliglotta simbolo dell’Expo, con l’intenzione di far conoscere in 42 lingue i primati del patrimonio vitivinicolo nazionale.

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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