Another love story in Verona: taglio del nastro per Vinitaly 2015

di Elena Sparacino

“Veneziani, gran signori, padoani, gran dotori, vicentini magnagati, veronesi, tuti mati”: un detto popolare veneto che sembra aver carpito lo spirito dionisiaco di cui la bella Verona ogni anno si manta, colmando d’ebbrezza i suoi fruitori. Si tratta di “un’altra storia d’amore” rispetto a quella più nota resa tale da Shakespeare: una storia d’amore per il cibo, per la tavola, per l’Italia, per la tradizione. E, soprattutto, per il vino.

È così che si apre il fasto della longeva tradizione del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati, più noto come Vinitaly. Una manifestazione che trova umili radici negli anni Sessanta, con pochi stand mirati allestiti nel nobile Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra, all’ombra dell’Arena. Da allora, l’evento ne ha fatta di strada. Quest’anno, i numeri sono da capogiro: oltre 4mila aziende provenienti da 24 paesi, operatori specializzati attesi da 120 nazioni del mondo, rappresentanze mondiali di tutti i continenti, per oltre 90mila metri quadrati espositivi netti e 155mila visitatori attesi (di cui 56mila stranieri). Così si presenta, in cifre, la 49esima edizione di Vinitaly, il Salone internazionale B2B di riferimento per vino e distillati, ospite da ieri presso gli imponenti padiglioni di Verona Fiere fino a mercoledì prossimo 25 marzo.

Si tratta di una quattro giorni dedicata al business, alla cultura e alla formazione nel settore vitivinicolo, con fugaci scorci su Sol&Agrifood, rassegna sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, appuntamento con la tecnologia innovativa per la filiera di olio e vino, che tanto respirano rimembranze dal recente Salone del Gusto torinese. A tutti gli effetti calendarizzata come una delle tappe cult di anticamera all’Expo imminente, Vinitaly 2015 esordisce con l’inaugurazione dei suoi fautori, che ha visto – per la prima volta dopo la rottura in vista delle regionali – un faccia a faccia tra il sindaco della città Flavio Tosi e Luca Zaia, che ha definito Vinitaly «è il palcoscenico mondiale del vino: a Verona ci saranno le migliori aziende del settore. E il Veneto ricoprirà un ruolo da star con la presenza di 487 imprese simbolo di un’agricoltura votata all’eccellenza». Tre, infatti, i padiglioni dedicati a quest’eccellenza regionale. All’inaugurazione ha presenziato anche il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, che resterà a Verona insieme al suo vice Andrea Olivero per tutta la durata della manifestazione; nell’area curata dal ministero è prevista infatti la presentazione del Testo Unico del Vino e del Padiglione «Vino-a Taste of Italy», che sarà inaugurato il 1 maggio a Expo 2015.

Il programma è molto intenso, e offre iniziative curiose come la degustazione al buio, il percorso del Vin Santo, e i nettari internazionali di VinInternational (con “chicche” come lo champagne degli zar e i deliziosi vini ungheresi). Per quanto riguarda le grandi degustazioni organizzate di Vinitaly, la manifestazione si è aperta ieri con la modalità walk around dei vini della Guida Tre Bicchieri, con i migliori vini selezionati dal Gambero Rosso. A tal riguardo, suggeriamo la curiosità de “I 12 vini imperdibili al Vinitaly… secondo Gianni Fabrizio”, autore per il Gambero Rosso, che ha pubblicato su Cronache di Gusto una godibile selezione di una dozzina di vini ritenuti imperdibili al Vinitaly: in pole position, il Pinot Nero riserva 2011dell’azienda Anselmet (vino senza nome qui presentato in anteprima), il Chambave Muscat 2012/2013 di Fletri e il Barolo Bricco Pernice 2010 dell’Azienda Cogno (celebrazione, a detta di fabrizio, di una “magnifica annata”). Un altro tasting walk around chiuderà invece il 25 marzo con “Le perle d’italia”, un tour tra le bollicine italiane a cura dell’Associazione Italiana Sommelier, che festeggia con questo evento i suoi 50 anni. Altri assaggi guidati riguarderanno le proposte delle più importanti riviste internazionali di settore, la seconda edizione di Young to Young (rivolto ai blogger), le degustazioni Barolo e Brunello di Montalcino a cura di Ais e i vini rari del Piemonte suggeriti dall’Onav, mentre il Ministero degli esteri sloveno cofinanzia la degustazione Wines of Slovenia. Saranno a cura della Vinitaly international Academy infine quattro seminari-degustazione. Tra i tasting in calendario nel Padiglione Vininternational, spiccano la presentazione dell’ottimo Pisco peruviano (base per la ricetta del tipico cocktail Pisco sour), delle varietà dei vini spagnoli della regione di Castilla y Leon, dei vini di Nuova Zelanda, Slovenia, Australia e Sud Africa. Un’occasione unica per gustare le eccellenze dei distillati di tutto il mondo.

Si sta presentando, tuttavia, come un Vinitaly soprattutto proiettato al business, all’incontro con delegazioni e missioni commerciali provenienti sia da mercati maturi, sia da aree in forte o potenziale sviluppo, con un fittissimo calendario di incontri b2b, seminari e degustazioni professionali. «La storia del nostro vino rappresenta al meglio la capacità dell’Italia di uscire dalla crisi e vincere nuove sfide – ha affermato ieri il ministro Martina –. Lo dicono i numeri formidabili di questi anni, come il record di oltre 5 miliardi di export che testimonia la nostra forza nel mondo. Vinitaly costituisce un momento fondamentale per le migliaia di nostre imprese che sono la forza vera di un settore che può ancora crescere». I Paesi target per il 2015 restano infatti oltre confine: Usa (63% delle cantine), Germania (30%) e Cina (25,2%). E ancora, a seguire: Giappone, Regno Unito, Canada, Russia, Svizzera, Brasile, Svezia.

INCOMING E B2B – Quest’anno più che mai, l’aumento del 34% sugli investimenti è stato dovuto alla realizzazione di un articolato piano di incoming (che, oltre a quanto predisposto direttamente da Veronafiere, vede la fondamentale interazione con tutto il sistema delle istituzioni: Mise, Mipaaf, Agenzia ICE e progetti europei).

Grazie a questo complesso di attività, è stato possibile selezionare operatori da Germania, Austria, Svizzera, Hong Kong, Cina e USA, Paesi dove Vinitaly International ha realizzato specifiche iniziative di promozione. Ulteriori delegazioni sono in arrivo dagli Usa, una delle quali con importatori solo dal Texas, da Canada Ovest e Ontario, da Russia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Belgio, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Hong Kong, Paesi Asean (Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania, Cambogia), Corea del Sud, Cina, Sud Africa, Camerun, America Latina (Messico, Perù, Paraguay, Colombia, Argentina, Uruguay), Regno Unito, Mozambico, Uzbekistan, Polonia, Paesi Scandinavi (Finlandia, Svezia, Danimarca) e Baltici (Estonia, Lituania), Spagna, India, Serbia, Bosnia Erzegovina, Australia e Giappone.

Per quanto concerne gli incontri B2B, curati all’eccellenza visto il sempre crescente ruolo dell’export nell’economia di mercato, è stato riproposto quest’anno l’allestimento del funzionale International Buyers’ Lounge, un luogo di riferimento atto al Taste&buy organizzato da Veronafiere per agevolare le attività dei buyer (esteri e non) ospiti in Fiera. A tal proposito, torna Vininternational, il salone dei produttori esteri, dove sono presenti vini provenienti dai principali Paesi: Australia, Nuova Zelanda, Canada, Cile, Argentina, Spagna (Andalusia e Castilla y Leon), Francia, Perù, Azerbaijan, Germania, Slovenia, Sudafrica, Georgia. Quanto a Vinitalybio (padiglione 11), area dedicata a tutti i vini biologici certificati presenti a Vinitaly nell’ambito del progetto di promozione BiOrganic LifeStyle di Federbio finanziato dall’Ue, sarà occasione per agevolare un’intensa agenda di incontri e iniziative dedicate ai buyer, con un particolare incoming dedicato a Germania (reduce dal ProWein di Düsseldorf) e Belgio. Oltre a ciò, tornano Vivit (padiglione 12), il salone dei vini artigianali, Taste Italy (quest’anno sotto il nuovo nome Vinitaly Tasting) e una speciale area di degustazione riservata ai buyer (collocata nella Galleria dei Signori tra i padiglioni 11 e 12), organizzata da Vinitaly in collaborazione con Doctor Wine – Daniele Cernilli per promuovere l’eccellenza italiana attraverso un centinaio tra le migliori etichette nazionali selezionate, di diverse provenienze regionali.

«VINI TAROCCHI» – Mi trovavo giusto ieri a parlare, con degli espositori molto appassionati, del fenomeno del “vino in bustina”. Una sorta di wine kit fai-da-te che, in virtù dei suoi prezzi altamente competitivi, paventa un sempre più preoccupante rischio di contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più pregiati. Un concetto perfino difficile da concepire. Eppure, il vino “tarocco” è un pericolo sempre più in agguato nelle esportazioni, portando sulle tavole ibridi non certificati come il Barbera bianco prodotto in Romania, il Chianti californiano, il Marsala sudamericano e via dicendo, “falsi” smerciati anche grazie all’e-commerce che complessivamente provocano perdite stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali alle produzioni Made in Italy. Per sensibilizzare sulla protezione dell’etichetta, la Coldiretti ha scelto il Vinitaly come vetrina per le Istituzioni in vista dell’Expo, allestendo un ironico «angolo della vergogna» nel proprio stand dove presenta alcuni esempi del vino «tarocco» che invade il mondo.

In realtà, il vino in polvere può essere facilmente acquistato apertamente addirittura nei negozi di alcuni Paesi dell’Unione Europea che meno spiccano per la tutela della cultura del vino, dalla Gran Bretagna alla Svezia – dove è risultato avere sede uno stabilimento di produzione. Uscendo dall’Unione Europea, uno dei maggiori produttori di wine kit si trova in Canada (www.vinecowine.com), rivendendo impunemente kit di Chianti, Barolo, Amarone e altri, imbellendo e giustificando le etichette con la semplice aggiunta della specifica «style». Come controbattere questa tendenza? Garantendo l’eccellenza, ovviamente; ma anche con la comunicazione, e col recupero e rilancio delle tradizioni attraverso tendenze enologiche moderne. Di questi temi si tratterà nelle messe in onda radiofoniche quotidiane, sviluppando temi e alimentando dialoghi alla ricerca di soluzioni che diano risposte concrete per le strategie commerciali del settore enologico.

ON AIR – Media partner dell’evento infatti, anche quest’anno, è Radio 24: dagli studi improvvisati nello stand Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore doc (padiglione 8, stand i2-i4) vengono trasmessi in diretta alcuni dei programmi che affrontano le tematiche connesse al mondo vitivinicolo tricolore (non a caso, allo stand vengono distribuite shopper di plastica con all’interno tre tappi, rosso, bianco e verde, uno per ogni colore della bandiera).
Presente anche a Vinitaly and the City, il coinvolgente Fuori Salone serale dell’evento, nei giorni della manifestazione l’emittente del Gruppo 24 ORE seguirà live alcuni degli appuntamenti di maggior rilievo, con dirette come Il Gastronauta (il programma di enogastronomia italiana condotto da Davide Paolini) e – stasera – direttamente dalla cornice del Palazzo della Gran Guardia dalle 18.30 l’evento speciale live con “La Zanzara” di Giuseppe Cruciani. Domani 
martedì 24 marzo le trasmissioni proseguiranno con Tutti convocati (14-15.30, con la conduzione di Carlo Genta e Pierluigi Pardo), a seguire dalle 17 alle 18.30 col Focus economia di Sebastiano Barisoni, concludendo con uno specialissimo live per Vinitaly and City alle 18.00 con una diretta di Oscar Giannino.

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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