Sogno o son d’EXPO?

Diciamocelo chiaramente: ci siamo resi conto un po’ tutti che questo EXPO 2015 non aveva alcuna intenzione di aprirsi sotto i migliori auspici! Iniziando dai tempi di realizzazione non conformi alla rinomata lentezza italica, con un rapido slalom tra gli appalti enogastronomici assegnati sottobanco con gare d’appalto ad un solo concorrente, sino ad arrivare, nel più recente passato, al boom degli scandali di infiltrazioni mafiose all’interno del comitato organizzativo dell’evento, scoprendo a detta di alcuni, che la mafia è arrivata anche al nord Italia!

Per dirla tutta, io in quest’EXPO ci credevo e non poco: era la possibilità di una grande rivalsa tutta italiana, l’occasione giusta al momento (di crisi) giusto per far vedere che noi, in Italia, non siamo solo ‘spaghetti, mafia e mandolino‘ ma sappiamo anche dar di noi un’immagine bella e curata, proiettata verso un nuovo futuro economico!

Appunto. Ci credevo. Ma come diceva qualcuno “le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano il tempo restante!“. Ho iniziato ad insospettirmi però, solo recentemente, a causa della mia malsana voglia di dar fiducia anche a chi, normalmente, non meriterebbe: ho letto sul sito ufficiale dell’EXPO che –orgoglio meridionale!– gli arancini (*le arancine per i cugini palermitani) avrebbero fatto bella mostra sui banchi milanesi!

Tralasciando le consuete vichyssoise verbali sulla nomina della rinomata pietanza, è un bel segnale, come a dire che nell’organizzazione milanese nessuno si è dimenticato del Sud! In bella mostra per tutto il mondo ci sono anche le nostre rinomate tradizioni culinarie… e invece no. Ci hanno mentito.
Ho tristemente appreso, poco tempo dopo, dagli stessi cugini palermitani di cui sopra che, oltre alla nomea riguardo la quale si discute anche tra gli stessi siciliani, i responsabili organizzativi dell’EXPO hanno floppato clamorosamente comunicando che si preparano GLI ARANCINI CON LE UOVA SODE e LA CAPONATA COL DADO.

Parafrasando Cristina Campo, “gli imperi cadono quando i loro principi, vacillando, cedono alla letargia borghese” e si sa che il cibo, per noi italiani, è intoccabile!
Togliete il lavoro, i diritti, la libertà di stampa. Mandate ignoranti in televisione a blaterare o a scrivere sui giornali. Fate eleggere chiunque, ma non toccate il cibo!

E poi non dimenticate il biglietto da visita: tutto #verybello!
*QUI il pezzo degli amici di Rosalio (from Palermo of course!).

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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