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La doppia spunta azzurra di WhatsApp

di Vincenzo Sfirro

Da qualche anno a questa parte, grazie l’ausilio della tecnologia, è possibile non solo inviare messaggi immediati per raggiungere persone che si trovano a notevole distanza, ma è anche possibile avere informazioni riguardo all’esito della spedizione.
Al di là della posta raccomandata con ricevuta di ritorno o della e-mail con rapporto di lettura, maggiormente adoperate in campo professionale che nella normale e più colloquiale corrispondenza a distanza tra amici o innamorati, esiste anche per i più banali SMS un servizio di “notifica consegna”; con questa opzione attiva, ovviamente non gratuita, dopo la consegna del messaggio al cellulare del destinatario, il mittente riceveva sul proprio dispositivo un’ulteriore SMS riportante i dati relativi all’esito della spedizione.
Da qualche mese a questa parte, invece, l’applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, ha messo a disposizione dei propri utenti un servizio molto più veloce e soprattutto gratuito, che utilizza dei simboli per avvertire il mittente non solo che il suo messaggio è stato correttamente inviato (all’apparire della prima spunta grigia), ma anche che è stato ricevuto dal destinatario (quando compare anche la seconda spunta grigia) e persino letto, o aperto dal ricevente (le doppie spunte grigie diventano azzurre).
La definizione di messaggio, che si ricava consultando un qualsiasi libro di grammatica italiana, è la seguente: si tratta di ciò che almeno due attori, un emittente (colui lo elabora e lo invia) e un destinatario (colui che lo riceve), si scambiano nell’atto della comunicazione; per rispondere a esigenze di diverso tipo, quali le circostanze, lo scopo, il livello di istruzione di chi parla o di chi ascolta, il mezzo adoperato per trasmetterlo, il messaggio può essere codificato in maniera differente: esso può, infatti, presentarsi sotto forma orale, scritta, può consistere di parole, di gesti e di espressioni.
Se due persone, nel parlare, saranno poste l’una di fronte all’ altra, allora, per dialogare, si serviranno di parole, gesti ed espressioni, mentre nel caso in cui esse dovessero trovarsi a una certa distanza, quindi non essere fisicamente presenti nello stesso posto, allora, dovranno utilizzare altri mezzi: una lettera, i più nostalgici, una e-mail, i più moderni, oppure un sms o una qualsiasi altra forma di messaggio digitale e immediato.
Tuttavia è proprio in questo secondo caso, quello della corrispondenza a distanza che potrebbero sorgere dei problemi di interferenze, di ritardi o di mancati recapiti. Perché il gioco della comunicazione funzioni, infatti, c’è bisogno, come espresso dalla definizione di partenza, di almeno due attori.

Vincenzo Sfirro

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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