24giugno_enzo_biagi_54_6547

OGGI RICORDIAMO BIAGI (e ignoriamo Signorini!)

Non so voi, ma a me da piccolo il mestiere del giornalista piaceva. E tanto! Cosa può esserci di più bello che raccontare a tutti la verità, con gli occhi di un bambino, in maniera semplice e giusta, raggiungendo ed informando tutti? Nulla, e così leggevo e scrivevo tanto. Oggi sono passati anni, non sono più un bambino e non sono ancora un adulto, ma amo ancora leggere e scrivere, e grazie a ciò ho imparato tante cose, riuscendo a conoscere eroi senza mantello, senza calzamaglia, senza superpoteri, ma con una penna in mano, capaci di sconfiggere cattivi ben più pericolosi e subodli di Lex Luthor o Joker.

Uno di questi è Enzo Biagi! Ma in questo nuvoloso 6 Novembre, sette anni dopo la sua morte, le pagine dei giornali sono ripiene di gossip e spicca sulle prime pagine un altro appartenente all’albo dei giornalisti, come Alfonso Signorini, che alla veneranda età di 50 anni non trova di meglio che fare battute sul  che mangia un gelato, come un novello Pierino di Alvaro Vitali, solo più triste e volgare se possibile, aggravato dal ‘grado’ che dovrebbe avere.

È una notizia una persona che mangia un gelato? E se fosse un ministro? E un ministro donna che “ci sa fare col gelato“, è una notizia? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Si sprecano le frasi di solidarietà nei confronti del Min. Madia da tutte le parti politiche (come se non ci fossero problemi più gravi di cui discutere), viene diffuso sui social l’hashtag #cisofareanchio quasi a voler scatenare una rivolta anti-sessista, se nel frattempo s’impennano le vendite dei giornalacci di gossip… et voilà, ecco l’ennesimo episodio di trash-made in Italy, come solo noi siamo capaci di fare!

Io oggi voglio seppellire nel silenzio un personaggio del genere, indegno appartenente ad una classe giornalistica spesso dedita agli scoop piuttosto che all’informazione vera: come da bambini si ignorano i bulli per non dar loro sazio, oggi ignoro un cretino perché non merita la mia attenzione per aver fatto un’allusione ad un gelato che non sentivo dai tempi delle scuole medie! 
E a tutti coloro che stanno ‘combattendo’ tale fenomeno da baraccone con una foto e un hashtag, auguro invece che gli sia concessa la libertà di svolgere egregiamente il loro lavoro di giornalisti e informartori, sicché grandi come Enzo Biagi in un passato non troppo remoto, sono stati tagliati fuori dal palinsesto per amore della verità. Ho rivisto tante volte quell’ultimo pezzo, quell’ultima puntata de ‘Il Fatto’ andata in onda qualche anno fa sulla RAI e ancor oggi quelle parole risuonano nella mia testa come il grido di un Ettore dei giorni nostri, che grida a viva voce per la libertà, quella libertà così bella, come una poesia, che non ha alcun bisogno di aggettivi.
“Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri […]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto – dia un’occhiata – nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto […]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. Eventualmente, è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare a prezzo di certi patteggiamenti.”
Ed io, che non sono un giornalista, spero che vi siano tanti altri che abbiano ancora il coraggio di raccontare le cose come sono davvero, senza lasciarsi intimorire e senza lasciarsi tentare dalla tristezza di certi personaggi.

Enzo Biagi, supereroe del giornalismo italiano… perché quando sarò grande voglio proprio essere com’era lui!

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebook