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Litfiba a Campobasso: la nostra recensione

Litfiba a Campobasso: la nostra recensione.
I Litfiba (un po’ a sorpresa) qualche mese fa hanno annunciato il loro ultimo tour dopo 42 anni di carriera.
Un arco di tempo enorme per qualsiasi band, soprattutto se italiana.
Ghigo Renzulli e Piero Pelù hanno però dimostrato che nonostante il tempo passi, il loro afflato sul palco è rimasto immutato.
Si nota infatti subito l’alchimia che si crea quando i due si esibiscono.

Litfiba a Campobasso: la nostra recensione canzone per canzone

Il concerto allo stadio Selvapiana di Campobasso domenica 19 giugno 2022 è iniziato (dopo una breve introduzione) con uno dei brani più antichi della band, “Eroi nel vento“. Esso è infatti estratto da quello che è unanimemente considerato l’esordio della band, “Desaparecido” (nonostante sia stato preceduto dal full lenght “Eneide“, oggi oggetto di ricerca da parte dei collezionisti di musica Rock italiana).
Dal periodo della lineup “classica” pescano poi (nel tripudio generale) “Tex“.
Si prosegue con “Dimmi il nome” (dall’album “Terremoto“) e con “L’impossibile“, che essendo incluso nel full lenght “Eutòpia” è stato molto apprezzato soprattutto dai presenti appartenenti alle nuove generazioni.
Apapaia” è a dir poco struggente, quasi quanto il canto popolare italiano “Bella Ciao” (eseguita a cappella prima da Piero Pelù e poi dal pubblico presente) e “Sparami”, dal testo quanto mai attuale.
“Istanbul” ci riporta indietro fino al 1985, prima di arrivare a “Il volo” che Pelù dedica agli indimenticabili amici Erriquez della Bandabardò, Candelo Cabezas e soprattutto a Ringo De Palma che fu membro ufficiale dei Litfiba fino alla sua morte (avvenuta l’1 giugno 1990 a Firenze).
“Fata Morgana” e “Spirito” vengono pescate dal repertorio degli anni novanta, così come “Regina di cuori”.
La fine del concerto inizia ad avvicinarsi, ma non prima di aver eseguito “Paname”, “Gioconda” (“in nome di Chuck Berry e Bo Diddley“) e “Lacio Drom”.
Conclusione affidata a “Cangaceiro”, introdotta da un breve discorso di Pelù sui briganti.
I Litfiba però hanno ancora molto da dire e cominciano pertanto  il bis con la ballad Rock “Lulù e Marlene” a cui seguono “Proibito” ed “El Diablo”.
La fine del concerto questa volta è arrivata ma il gruppo si congeda subito dopo la foto di rito dal palco dai diffondere sui canali social.
I Litfiba si sono confermati come gli alfieri del Rock italiano e chi era presente non potrà che darci ragione.
La foto nell’articolo è tratta dalla pagina facebook dei Litfiba

 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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