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Duran Duran: Future Past è il nuovo album

Duran Duran: “Future Past” è il nuovo album in uscita oggi in tutti gli store fisici e digitali.

Il disco è un continuo incrocio fra passato e futuro, come suggerisce anche il titolo stesso.

Non a caso quest’anno i Duran Duran festeggiano i 40 anni dal primo singolo, “Planet Earth”.

Allora in formazione c’era anche Andy Taylor, talentuoso chitarrista che forgiò insieme al resto della band un suono che fece scuola. Ancora oggi infatti numerosi artisti dichiarano di essersi ispirati ai Duran Duran degli esordi.

Duran Duran: “Future Past” è il nuovo album – la recensione del disco

Il full lenght inizia con quello che fu la sua prima anteprima, “Invisible”, a cui fu abbinato anche un videoclip concepito e sviluppato interamente da un’intelligenza artificiale. Lo slap del basso di John Taylor apre invece la ballabile “All of You” che ha persino echi di Kratwerkiana memoria. In “Give it all up” c’è il prezioso featuring di Tove Lo, cantautrice che Rolling Stone ha definito la “più oscura esportazione di Pop svedese”. “Anniversary” è la summa di quanto fatto finora dai Duran Duran. Molti fan hanno infatti ravvisato al suo interno citazioni di “The Wild Boys” e “The Reflex”, ma in realtà è modernissima nel sound. Da segnalare il relativo videoclip uscito appena un paio di giorni fa a cui partecipano sosia di celebrità quali Elton John e Daniel Craig e persino della Regina Elisabetta II e di Putin. Il tutto senza mai abbandonare quel tocco di glam e di ironia che ha sempre contraddistinto Simon Le Bon & co. La title track è invece il lento che tutti aspettavano da decenni, con chitarre essenziali e graffianti. “Velvet Newton” qualcuno forse l’aveva già ascoltata dal vivo. I restanti ne potrebbero rimanere sbalorditi. I Duran Duran non sono nuovi nel tirar fuori dal cilindro brani con piccole influenze orientali. C’è chi ha persino ipotizzato che durante la fase di scrittura abbiano fatto riferimento a “Tel Aviv” dall’album di esordio. In “Beautiful Lies” e “Tonight United” si sente forte la mano di Giorgio Moroder, che oltre a comparire in veste di produttore suona anche le tastiere “addizionali”. In “Wing” c’è il gradito ritorno di Joshua Blair alla produzione e di Mark Ronson alla chitarra. “Nothing Less” è semplicemente ipnotica. Difficilmente non vi entrerà in testa. Meriterebbe di diventare il prossimo singolo estratto da questo album. La speranza è di poterla ascoltare anche durante qualcuno dei live che sicuramente prossimamente daranno un’ulteriore spinta alla promozione di “Future Past”. “Laughing Boy” ha molto di Brit Pop anni novanta ma è figlia del nuovo millennio. In “Hammerhead” c’è un’altra preziosa ospite: Ivorian Doll. I Duran Duran non hanno del resto mai nascosto la loro passione per il Rap (ricordate le cover dei Public Enemy e di Grandmaster Flash and the Furious Five in “Thank You”? ). “Invocation” ha molto di “The Chaffeur”. Provate però a catapultare una hit degli anni ottanta ai nostri giorni. Un esperimento sonoro del genere poteva riuscire solo ai Duran Duran. “More Joy!” sembra invece la perfetta colonna sonora di un videogame, con le giapponesi Chai a dare supporto durante il ritornello. Chiude il tutto “Falling”. Al piano Mike Garson, collaboratore per diversi anni di David Bowie. No, nulla a che vedere con i tempi di “Red Carpet Massacre” e con “Falling Down”. Fra le due canzoni in comune solo parte del titolo.  Se siete familiari con le hit dei Duran Duran non farete invece  troppa fatica a riconoscere l’effetto che caratterizzava “Planet Earth”. Là dove tutto ebbe inizio. Da segnalare infine la presenza di Graham Coxon dei Blur (in veste di chitarrista e di songwriter ), di Barli e di… Saffron Le Bon. La figlia di Simon ha tutte le carte in regola per sfondare anche lei nel campo musicale. Il talento non le manca certo e i suoi inserti vocali nell’album ne sono la prova.

The legend of Duran Duran lives on…

 

NB: questa è la recensione dell’edizione deluxe dell’album

Foto tratta dalla pagina facebook dei Duran Duran

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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