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Rejecto: la denuncia spietata contro il sistema

Rejecto: la denuncia spietata contro il sistema.

Disco d’esordio per Rejecto, lavoro assai scomodo alla pubblica piazza che meriterebbe l’attenzione di tutti.

Potremmo iniziare dicendo che quel che Rejecto ci regala in questo suo primo disco di esordio è una denuncia, intelligente ed esaustiva oltre che efficace dal punto di vista artistico. Si intitola “Prima, durante e… dopo?” il nuovissimo disco di Rejecto. Noi gli diamo voce… E’ il minimo che possiamo fare.

 

Rejecto: la denuncia spietata contro il sistema – la nostra intervista in esclusiva

Un disco davvero delicato. Un disco spinoso, acido, di verità e senza maschere. Pensi che venga recepito o venga messo da parte (per più o meno discutibile comodità)?

Grazie, sì volevo che fosse un disco leggero e consistente. Messaggio e ironia. L’anelata leggerezza Calviniana di Lezioni Americane. Gli addetti ai lavori l’apprezzano, la propaganda del pensiero unico lo censura.

 

Ci trovo dentro però anche tanta ironia intelligente… Ti prendi gioco di chi vuol far credere altro di questa realtà? Oppure ti prendi gioco del tuo pubblico che ci casca puntualmente?

Ironizzo sui personaggi, che non sono altro che criminali (non farò un elenco…) che hanno organizzato questa macabra manovra economica.

 

Parlaci di questo suono che spesso viene descritto come “americano”…

Neanche il suono è in linea con i dettami dello stile in voga, Rejecto suona come vuole: non ci sono auto-tune sulla voce, i bpm sono più veloci, non ci sono scopiazzate a brani famosi delle banlieue o allo stile di Travis Scott. Il suono potresti trovarlo miscelando più generi provenienti dalla periferia newyorkese fino al Wall of Sound di Phil Spector o quello di qualsiasi home boy incasinato e incazzato.

 

Da cosa nasce questo disco? Dal bisogno di rivoluzione o dalla necessità di denunciare?

Rejecto nasce dalla voglia di comunicare quello che pensa sia la palese verità. Una catarsi in musica e parole a cui afferrarsi mentre la nave di Schettino tra feste e saluti, cola a picco mietendo morte e distruzione.

 

E da questo disco cosa ti aspetti che possa nascere?

Ho smesso di sperare alla prima lezione di catechismo, quando quell’asino di un prete non riusciva a spiegare ad un bambino, come Caino in fuga dall’Eden potesse aver trovato moglie tra la sedentaria popolazione di Canaan.

 

https://www.youtube.com/watch?v=MStf-QHoSz0

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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