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Beppe Dettori & Raoul Moretti: inno alla poesia e alla canzone di Maria Carta

di Marco Vittoria

Si intitola “(In)Canto Rituale” questo nuovo disco del duo formato da Dettori & Moretti. Tra suoni acustici e antiche radici d’arte.

IMG-20201015-WA0016Beppe Dettori e Raoul Moretti tornano a segnare un momento speciale per la discografia indipendente italiana, almeno quella che ricerca cultura e bellezza, quella che restituisce voce alle radici che ancora oggi contaminano molta parte della produzione inedita contemporanea. E parliamo della grandissima Maria Carta che torna a vivere in questo disco dove troviamo alcune delle sue più celebri canzoni riviste in un linguaggio nuovo e antico allo stesso tempo, tra chitarre acustiche e arpe dal suono etereo di un’elettronica a corredo estremamente pudica e composta. Il duo in bilico tra Sardegna e Svizzera unisce alla tracklist anche la scrittura inedita della musica per la poesia “Ombre”, composizione che troviamo dentro l’unico libro edito da Maria Carta nel ’75 – titolato appunto “Canto Rituale”. Un disco omaggio che si è meritato anche un posto dentro la rosa delle candidature alle Targhe Tenco di quest’anno. Dunque sottolineiamo con piacere un lavoro di grande cultura e di importante bellezza… tutta italiana.

Riprende un nuovo anno di promozione, ripartono timidamente i concerti… i dischi che hanno attraversato questo periodo si portano dietro esperienze assai strane. Diteci la vostra: come ha vissuto “(In)Canto Rituale”?

(Beppe Dettori)

Si, uno spiraglio di luce si intravede…certo è che si inizierà con timidezza e parsimonia di entusiasmi e abbracci ma è pur un inizio. Per noi continuare a promuovere il nostro progetto è stata una bella sfida, in quanto non certi di come sarebbe proseguita la pandemia nei mesi estivi. Però ci ha portato una serie di riconoscimenti nazionali e regionali. Cinquina al Tenco nella categoria interpreti di canzoni, il premio Maria Carta e il premio Archivio Mario Cervo. Abbiamo anche timidamente effettuato alcuni Festival e rassegne musicali (con il rispetto delle norme anti covid-19), ma siamo alquanto consapevoli del tragico momento che stiamo vivendo e che colpisce in modo grave la categoria dei lavoratori dello spettacolo. Perciò siamo in attesa, come tutti, di una risoluzione o di una svolta politica a favore della cultura tutta, compresa la musica.

(Raoul Moretti)

L’estate tutto sommato con la possibilità di suonare all’aperto ha dato la possibilità di ripartire dal km zero. Ora si affaccia la stagione autunno-inverno con grandi incognite. Purtroppo si naviga a vista, il settore non può permettersi di programmare nemmeno a medio termine e questo per la circuitazione nazionale ed internazionale è un problema grosso.

State tornando dal vivo o state pensando già a cose nuove?

(Beppe Dettori)

Entrambe le cose sono sulla lista delle cose da fare, poiché una sostiene l’altra e viceversa… Resta il fatto di capire come poter riprendere lo svolgimento delle attività.

(Raoul Moretti)

Stiamo cercando anche di reinventarci per avere continuità dal vivo, ma nel frattempo siamo già proiettati con una certa urgenza su cose nuove da far uscire ad inizio anno.

A posteriori, quale tipo di contributo avete portato al nome di Maria Carta e al suo lascito culturale?

(Beppe Dettori)

Abbiamo cercato, di porre all’attenzione della stampa e degli operatori culturali, la carriera dell’artista di Siligo, forse ultimamente troppo trascurata, facendo dialogare la nostra musica con la sua tradizione. Stupiti anche dall’entusiasmo favorevole della Famiglia Carta e della Fondazione Maria Carta, che ci hanno sostenuto fornendoci materiale utile a comprendere il pensiero artistico e le sue scelte musicali. Arrivare al Premio Tenco, nella cinquina finale è stato motivo di grande soddisfazione per noi e per chi ha lavorato con noi credendoci e contagiandoci di entusiasmo. L’innovazione della tradizione è il filo rosso che ci lega a Maria Carta e alla sua idea di evoluzione del folk.

(Raoul Moretti)

Sicuramente riportare l’attenzione anche al di fuori del territorio sardo su questa magnifica artista, a venticinque anni dalla sua scomparsa e far scoprire che il suo lascito culturale è ancora vivo, in fermento. La scommessa è stata farlo con una interpretazione fuori dai canoni con una voce maschile e l’accostamento di sole corde.

Quanto tutto questo lavoro è riuscito ad oltrepassare i confini della Sardegna? In che modo e con quali risultati?

(Beppe Dettori)

L’obbiettivo è oltrepassare (o meglio abbattere) i confini e recinti e cercare di arrivare il più lontano possibile. La musica non essendo solida ma vicina all’essenza divina, ha molte chances di perforare barriere architettoniche e cliché mentali, forse catalogati da un sistema di mercato, che ahimè è costretto a cambiare forme e aspetto, codici e budget. Lo ripeto anche in questa domanda il Tenco: si è accorto di noi e ci ha dato una possibilità e noi siamo e saremo grati per questo. Siamo fiduciosi di intraprendere il live e portare Maria Carta con il nostro sound dappertutto.

(Raoul Moretti)

Il fatto che brani del nostro disco sono entrati nelle classifiche a fianco al mainstream e che alcuni brani erano in rotazione su radio ben lontane dalla Sardegna è una dimostrazione che non bisogna pensare a scompartimenti stagni. La lingua stessa non è un limite. Io stesso non comprendo il sardo, ma è una lingua molto musicale e per me quei suoni sono musica stessa, al di là della comprensione del significato.

Avete pensato di unire al tutto anche delle immagini?

(Beppe Dettori)

Il nostro progetto è alquanto ambizioso. È nostro desiderio realizzare un Film.

(Raoul Moretti)

Il lockdown ha bloccato i progetti video legati all’uscita del disco, che ora non hanno più lo scopo, quindi stiamo pensando ad un progetto più ambizioso ed a lungo termine.

https://www.youtube.com/watch?v=C8T9UXCKshQ

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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